PRESSAPOCHISMO E LEGGEREZZA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MODICA

       Come avvenuto per i precedenti appuntamenti con la rimodulazione del Piano di Riequilibrio, l’Amministrazione Comunale, dimostrando ancora una volta pressapochismo e leggerezza, sottopone al Consiglio la sua proposta, priva ancora del prescritto parere del Collegio dei Revisori dei Conti, l’ultimo giorno utile previsto dalla normativa.

      Nel merito, riteniamo la proposta fortemente azzardata, in quanto viene modificato il piano di copertura del disavanzo, con una rimodulazione basata prevalentemente su una previsione in aumento delle entrate, con particolare riferimento ai tributi e alle tasse a carico dei cittadini, ed un contestuale incremento esponenziale della spesa.

   Volere aggiornare il Piano, inserendo i dati del conto consuntivo 2013 e del bilancio preventivo 2014, significa riversare su di esso le criticità che abbiamo tante volte evidenziato.

    Come è possibile, ci chiediamo, pensare di basare il risanamento finanziario del Comune incrementando, come è stato fatto dall’Amministrazione Comunale solo qualche mese addietro, in modo azzardato e pericoloso, fino a raggiungere la cifra complessiva di circa quattordici milioni di euro, l’Imu, l’Ici e la Tarsu degli anni precedenti, a fronte di riscossioni per le stesse voci nei primi sei mesi dell’anno che non sono andate oltre il cinque per cento.

    Non condividiamo neppure, come abbiamo sottolineato nel corso della discussione sul bilancio di previsione 2014, l’introduzione della nuova Tasi,, stimata in bilancio per oltre quattro milioni di euro, che colpisce anche la prima casa di abitazione, mentre in queste settimane in altri comuni si discute di evitarne l’introduzione o di prevedere aliquote più basse o deduzioni per limitarne l’impatto.

   A differenza di quello che pensa l’Amministrazione Comunale, riteniamo la situazione finanziaria del Comune ancora in piena emergenza; in questa direzione riterremmo un atto di buona politica finanziaria che l’economia che potrà realizzarsi con il prepensionamento di settantanove dipendenti nel triennio 2015/2017 potesse essere utilizzata per ridurre il disavanzo e la tassazione verso i cittadini in un periodo di grave crisi economica che colpisce tante famiglie e tante imprese, invece di essere destinata a spese non indispensabili.

 

 

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