POLITICA PARTECIPATA? SONO SOLO PAROLE

 

Avrebbe dovuto rifiutarsi, il Sindaco Piccitto, di procedere da solo alla nomina dei componenti del consorzio universitario e avrebbe dovuto attendere almeno la presenza del Dott. Carmelo Arezzo, senza bisogno che gli fosse richiesto. E invece, al contrario, non ha ritenuto l’assenza per malattia una motivazione da accogliere. Forse non aspettava altro, per fare il bello e il cattivo tempo a piacimento della maggioranza che lo sostiene, senza concordare nulla con nessuno. Come se il futuro dell’università fosse una decisione interna al M5S e non, invece, una realtà di importanza strategica per tutta l’area geografica degli Iblei. Troppo abituato da un anno a questa parte a non accettare confronto, dibattito e pluralismo, è sicuro da buon grillino di possedere la verità, tutta intera, in tasca solo lui e di essere l’unico integerrimo, mentre gli altri hanno tutti torto, sono tutti infidi, hanno tutti subdoli interessi. 

Non suggerisco certo di concordare con i partiti politici una distribuzione delle nomine da “manuale Cencelli”, perchè reputo la partitocrazia che funziona così uno dei peggiori mali dell’Italia, né mi permetto di esprimere giudizi sui professionisti designati o sugli uscenti. Affermo, piuttosto, che l’università riveste un’importanza grandissima e che, pertanto, dovrebbe essere uno di quei punti su cui fare sistema, raccogliendo le migliori idee e competenze al di fuori e al di sopra delle contrapposizioni di parte.  Sarebbe stata una politica “nuova” convocare, ad esempio, i dirigenti scolastici delle scuole superiori, i docenti universitari, i presidenti di associazioni culturali, i rappresentanti delle imprese e delle banche, per una seria consultazione sulle linee da adottare per tutelare, finanziare e far crescere la realtà universitaria a Ragusa,  e fare scaturire da un progetto le nomine.

Sarebbe una politica “nuova” se anche i sindaci dei Comuni limitrofi, oltre ogni campanilismo, volessero prendere atto  che la presenza dell’università a breve distanza è una opportunità che dà vantaggio anche ai loro cittadini, per la possibilità di frequentare da pendolari, senza sostenere le spese di affitto, o di conciliare più facilmente studio e lavoro. Dovrebbero ritenere loro interesse conpartecipare a livello finanziario e decisionale. 

L’università è istruzione, è cultura, è economia: è troppo importante per lasciarla nelle mani di uno solo, che ha mostrato di considerarla in modo angusto una questione di partito.

 

 

 

 

 

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