L’annuncio è arrivato a seguito dell’incontro avuto fra le associazioni Orizzonti e 1° Maggio che con due suoi rappresentanti, Orazio Ragusa ed Ignazio Fiorilla, hanno incontrato il Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Pino Drago. Sarà il padiglione N ad ospitare questo nuovo hub ospedaliero per l’assistenza primaria e specialistica nel territorio. Dall’incontro le prime indicazioni […]
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA SEGUENTE LETTERA
16 Feb 2010 20:55
Ill.mo Sig. Direttore,
Il 13 febbraio 2010, poco prima delle 14,00, mia nonna paterna, affetta da grave patologia, dopo alcuni giorni di ricovero presso il reparto di Medicina Generale dell’Ospedale Civile di Ragusa, a causa di sopravvenute complicazioni, perdeva la vita. Dopo circa un’ora dal decesso la salma veniva traslata dal letto della stanza del reparto alla camera mortuaria, ove l’agenzia di onoranze funebri successivamente allestiva la camera ardente. Raggiunta la camera mortuaria, ubicata al piano terra dell’ospedale, notavo con gli altri congiunti un cartello affisso all’ingresso con il quale si avvertiva che quel locale fungeva provvisoriamente a tale scopo, essendo in corso lavori di ristrutturazione nei locali dell’obitorio. Entrati in quella stanza, pur accecati dal nostro dolore, non potevamo fare a meno di notare che non si trattava d’altro che di un “ricovero” per rifiuti da smaltire chissà quando, ove facevano bella mostra di sé, tra barelle e panche metalliche sporche, sul lato sinistro e praticamente di fronte a dove era stata collocata la bara: due grossi bidoni, stracolmi di vecchi vestiti e lenzuola sporche; a terra, attorno ad essi, cotone idrofilo e bende sporche, probabilmente anche di sangue, che, considerata la destinazione d’uso del locale, lascio immaginare a chi legge la loro provenienza. A tarda sera io ed i miei parenti lasciavamo la camera mortuaria, dopo averla fatta chiudere al personale preposto, per farvi ritorno l’indomani mattina presto. Ebbene, pur essendo ormai a conoscenza di tutti del nostro utilizzo di quel locale, anche di chi custodiva la chiave di accesso, e che quindi avrebbe potuto provvedere ad ovviare in qualche modo a quella sconcezza, all’atto dell’apertura, eseguita da un signore in camice bianco proveniente dal Pronto Soccorso, vedevamo che nessuno si era degnato di porre rimedio a quella vergogna. A tal punto, sentendo lesa la dignità nostra e della defunta, prevedendo che quei rifiuti ci avrebbero fatto compagnia ormai sino al definitivo abbandono del locale, chiedevamo al signore che aveva aperto la porta d’ingresso della “discarica” di provvedere alla loro rimozione. Questi, dopo la solita frase ormai troppe volte udita nell’ambiente ospedaliero: “Non è mia competenza”, forse perché alla fine spinto da compassione per quella povera vecchietta che giaceva nella sua bara di fronte ai rifiuti, apriva la porta di un locale a cui si accede dalla stessa stanza e vi spingeva il tutto, richiudendo l’uscio. Ebbene, per non dilungarci, mi chiedo con indignazione se è giusto tenere in quello stato un locale posto a disposizione dei cittadini utenti dell’ospedale per allestirvi la camera ardente e quindi per soggiornarvi durante il periodo di permanenza di un loro defunto?
Ma essendo quel tipo di rifiuti probabilmente pregiudizievoli per la salute di chi vi si reca a rendere omaggio ad un defunto, dobbiamo convincerci che di ciò non importa nulla all’Azienda Ospedaliera? Ora ci si chiede anche se chi gestisce l’Ospedale non si preoccupa della salute di chi, da vivo, usufruisce di locali all’interno della struttura sanitaria, può avere almeno un minimo di rispetto e considerazione per i morti mantenendo quel locale con il dovuto decoro che si addice al luogo? È troppo aspettarsi un minimo di pulizia in un locale aperto al pubblico, soprattutto se ubicato nel contesto di una struttura sanitaria, dove l’igiene dovrebbe essere la prevalente prerogativa? Una persona deceduta, essendo stata cittadina contribuente, può almeno da morta essere trattata con un minimo di dignità dall’Ospedale della propria città?Perché tante circostanze devono per forza convincermi che chi si reca all’Ospedale Civile di Ragusa viene trascurato sia da vivo che da morto? La risposta provo a darla io stesso, visto che già all’arrivo al Pronto Soccorso un paziente con problemi di deambulazione spesso deve farsi avvicinare la sedia a rotelle da chi lo accompagna, probabilmente perché i due o tre paramedici in servizio, seppur animati dalla massima disponibilità, sono costretti ad operare costantemente in regime di emergenza per aiutare le decine e decine di persone che quotidianamente lo affollano. Continuando poi con il periodo di degenza in reparto, dove non è consentito l’accesso ai parenti al di fuori del previsto orario di visita, è giusto che la notte invece ci si possa, anzi ci si debba, affidare sempre più spesso ad una badante esterna a causa dell’atavica carenza di personale paramedico ed ausiliario? E per concludere, se il paziente lascia la vita terrena durante il ricovero ospedaliero, è giusto che questi venga “gettato” tra i rifiuti di una discarica impropriamente chiamata camera mortuaria?Chissà se al livello di civiltà di un popolo contribuisce anche il rispetto che questo mostra per i propri defunti, perché se così fosse, ahimè potremmo affermare senza remore che ne abbiamo di strada da fare!
Vergogna per l’insensibilità!
Vergogna per l’indifferenza!
Vergogna che provo per chi, in nome di una pseudorazionalizzazione delle spese, non sa provare vergogna per tutto questo!
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