L’ATTIVITÀ SUPERFICIALE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI GIARRATANA

“Il qualunquismo e il pressappochismo dell’Amministrazione Comunale di Giarratana si è esplicitato chiaramente in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale”.

Ad affermarlo il Consigliere Comunale, Avv. Michela Frasca, riferendosi all’ultimo consiglio avvenuto giorno 8 Luglio.

Fra i punti all’ordine del giorno il conto consuntivo dell’anno 2013 e la Relazione del Sindaco, la prima, dopo due anni del suo mandato.

“Peccato però” – continua l’Avv. Frasca – “che ad essere assente era proprio il Sindaco che è anche Assessore al bilancio; a dire di un Consigliere di maggioranza, era assente perché non era stato informato della data del Consiglio Comunale in quanto la stessa era stata concordata in conferenza di capigruppo”.

“Proprio quando, finalmente, dopo due anni, tutto è stato deciso in una conferenza dei capigruppo regolarmente convocata. Conferenza alla quale il Sindaco è stato invitato, ma che, comunque, ha ritenuto opportuno non presentarsi. Ha partecipato, invece, il capogruppo di maggioranza, il quale, a questo punto, pare di capire che non si raccordi con il Sindaco”.

All’o.d.g. anche l’istituzione del marchio De.C.O. E il relativo regolamento.

“Un’iniziativa” – continua la Frasca – “subito condivisa da noi opposizione, anche se ritenevamo il marchio De.C.O. riduttivo rispetto all’iter avviato dalla precedente Amministrazione, che mirava alla tipizzazione del seme della cipolla e al marchio IGP”.

“Secondo quanto esposto dal Sindaco nel sua relazione, il marchio IGP è un marchio europeo di prestigio ma con vincoli e regolamenti molto restrittivi, in parole povere, meglio ricorrere alle cose semplici e meno impegnative. Ho fatto notare che il regolamento che ci veniva sottoposto presentava una serie di criticità. Ho rilevato” – continua il Consigliere Frasca – “una serie di incongruenze e, soprattutto, che stavamo attribuendo delle competenze, non si capiva bene se consultive o decisive, ad una commissione che non era dato sapere neanche da quante persone era formata e che doveva essere coadiuvata da esperti, quanti e con quale criterio scelto resta un mistero”.

“Poco chiaro anche il ruolo dell’Amministrazione Comunale, a cui però era legata la durata della carica della Commissione, come per dire manipoliamo tutto noi. Non era chiaro a chi spettasse l’iniziativa di iscrivere le manifestazioni in questo albo, né chi fosse l’organo competente a deliberare l’iscrizione. Anche tra la maggioranza c’erano pareri discordanti”.

“Ancor più grave” – continua la Frasca – “la previsione del regolamento che riporto testualmente: colui al quale è sospeso o revocato il diritto al riconoscimento del DE.C.O. non può richiedere alcun indennizzo o risarcimento. In pratica non si avrà nemmeno il diritto di difendersi. La confusione regnava sovrana nel regolamento e in Consiglio Comunale, dulcis in fundo, mancava, inoltre, il funzionario che aveva predisposto gli atti; alla luce di tutto ciò, in qualità di capogruppo, ho chiesto il rinvio del punto, al fine di apportare le giuste modifiche, ma a nulla è valso, perché il Consigliere Castello, capogruppo di maggioranza, ha insistito per approvare il regolamento senza alcun cambiamento, asserendo che i tempi stringevano e lui doveva dare risposte alla gente”.

Altro punto all’o.d.g. il regolamento comunale per i lavori, le forniture e i servizi in economia. Vista la complessità della materia i consiglieri di opposizione hanno chiesto il rinvio, dato che, anche in questo caso, non era presente il funzionario competente, “proposta di rinvio che è stata puntualmente rigettata e ci ha costretti ad abbandonare l’aula e a far cadere il numero legale, questo punto è stato poi approvato dalla sola maggioranza nella seduta di rinvio”.

“La nostra assenza” – conclude l’Avv. Frasca – “è stata assenza di protesta nei confronti dell’attività superficiale dell’Amministrazione Comunale”.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it