EMERGENZA DEPURATORE E VAL D’IPPARI

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Legambiente Valle dell’Ippari si esprime sulla questione del depuratore di Vittoria e indica al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale una proposta per progredire sul tema nell’interesse di tutta la città.

Il disastro del depuratore che scarica nell’Ippari è una questione gravissima che richiede, oltre all’inchiesta giudiziaria che dimostrerà colpe e responsabilità, un approccio concreto e fattivo per andare oltre al singolo problema e rimediare ai danni ambientali arrecati al fiume e alla Valle dell’Ippari. Non dimentichiamo infatti che l’inquinamento dell’Ippari si riperquote su un’area protetta di interesse internazionale e su una zona che è anche luogo di produzione agricola, oggi addirittura con un marchio dedicato.

L’ARPA dal 2005 pubblica i risultati dei monitoraggi effettuati sui campioni di acqua dell’Ippari e dal 2005, anche se non con cadenza costante, restituisce valori di un pessimo stato ecologico compiendo tre stazionamenti: uno subito dopo il depuratore di Comiso, uno dopo il depuratore di Vittoria e uno alla foce del fiume.

Una città come Vittoria, di oltre 60.000 abitanti, non può più tollerare una situazione di tale degrado, abbandono e incompetenza quale quella che è stata rilevata negli ultimi anni, e per questo Legambiente propone di istituire nel più breve tempo possibile un’inchiesta tecnica coinvolgendo la provincia di Ragusa, il comune di Comiso e l’ARPA, che affronti i seguenti punti:

1.       Struttura, funzionamento e dimensionamento degli impianti di depurazione che scaricano nell’Ippari, con allegati progetti, progettisti, opere e spese effettuate e previste, stato di funzionamento ed efficienza;

2.       Verifica delle strutture amministrative e tecniche, con gli organici degli uffici competenti relativamente alle strutture suddette;

3.       Raccolta dati e monitoraggio dati acqua fiume Ippari fino a 10 anni fa, e check-up sullo stato di salute del fiume;

4.       Censimento delle sorgenti, degli scarichi, degli impianti presenti, dei punti di prelievo e delle potenziali pericolosità;

5.       Redazione di un progetto “Fiume Pulito”, con proposta di opere e studi da compiersi per ottenere un fiume pulito.

Si sollecita un’azione di tal genere perché sia condivisibile fra maggioranza e opposizione, per rompere questa situazione di  stallo e immobilismo provocata da sterili contrapposizioni partitiche e andare oltre nell’interesse della città e del territorio, già gravemente deturpato.

 

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