Quale è la “musica possibile”? E quale il mercato musicale locale nella provincia più a Sud d’Italia? A queste domande ieri sera il nuovo appuntamento di “#CantiereCulturaleCentrale” ha cercato di dare risposte con la consueta coinvolgente organizzazione del Gruppo Giovani del Museo della Cattedrale e dell’associazione Youpolis. Chiamati a raccontare la propria esperienza sono intervenuti il compositore Giovanni Leon Dall’O’, la sound designer Vera Sorrentino in rappresentanza dell’etichetta musicale Shine Records, ed ancora il cantautore Mirko Marsiglia in rappresentanza dell’Accademia di formazione musicale Horus, il chitarrista Emilio Assenza in rappresentanza della categoria dei musicisti. Un pubblico giovane ed entusiasta si è dunque riversato nuovamente in centro storico per prender parte al nuovo confronto questa volta sul tema della musica. Ci si è concentrati su tre aspetti principali: cosa possono fare i musicisti iblei, cosa potrebbero fare le pubbliche amministrazioni e cosa i gestori dei locali. Dal dibattito, moderato da Michele Cannella e Aldo Lanzoni, alcune ipotesi di lavoro. I musicisti dovrebbero ad esempio investire maggiormente sulla propria formazione in modo da garantire maggiore qualità. Inoltre è partita l’idea di unirsi in un’associazione o consorzio in modo da far valere i propri diritti e per diversificare l’offerta amatoriale da quella professionale. Di contro le pubbliche amministrazioni dovrebbero innanzitutto valorizzare la figura del musicista professionista locale, evitando dunque di chiedere prestazioni gratuite in cambio di “visibilità” sul palco. Questo atteggiamento, è stato detto durante i vari interventi, va ad impoverire il principale ramo del mercato musicale, rappresentato appunto da musicisti, compositori, cantanti, cantautori, dj. Impoverendo questo settore si paralizza tutto il mercato ad esso connesso: services, scuole di musica e di canto, negozi di strumenti musicali, etichette, studi di registrazione. Inoltre le amministrazioni potrebbero snellire l’impianto burocratico che sta dietro ai permessi, agevolare e ridurre le spese di organizzazione, e riconsiderare il discorso delle ordinanze restrittive nei confronti dei locali commerciali e dei pub. Infine un appello ai gestori dei locali, affinché siano corretti con gli artisti, pagando quanto pattuito ad inizio serata, evitando pesanti tagli a fine spettacolo. La manifestazione “#CantiereCulturaleCentrale” conclude i suoi cinque mesi di attività con un appuntamento che si svolgerà in quattro giorni consecutivi, dal 24 al 27 aprile e che sarà dedicato al teatro.
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