Il proverbio dice che “sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”. E purtroppo ne siamo sempre più convinti dopo che per ben la sesta volta l’Amministrazione comunale ha prorogato il servizio di gestione dell’impianto di depurazione di Marina di Ragusa a beneficio della società privata Sea spa. Ad ogni proroga concessa dall’Amministrazione, la motivazione è sempre la stessa: si è in attesa di espletare la nuova gara d’appalto. Ma la nuova gara d’appalto non arriva mai. Dopo la prima plausibile proroga avvenuta nel febbraio 2013, il Comune ha provveduto a prorogare il servizio di gestione dell’impianto anche a luglio, ad ottobre, a novembre, a dicembre e, ciliegina sulla torta, anche lo scorso marzo. La motivazione è sempre la stessa: la proroga viene concessa per consentire l’espletamento delle procedure di gara. E’ chiaro che il numero di proroghe concesse, ben sei, riguarda un servizio le cui scadenze contrattuali erano note a tutti. Ed invece l’Amministrazione comunale non è intervenuta adeguatamente per procedere al nuovo appalto, preferendo il metodo delle proroghe che però la legge limita moltissimo, non certo per ben sei proroghe dello stesso servizio. I consiglieri comunali Angelo La Porta, Mario Chiavola, Elisa Marino hanno presentato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione comunale di fare chiarezza. “Il numero di proroghe concesse, ben sei, risulta un enormità per una gara il cui impegno contabile è stato ormai pesantemente compromesso – spiegano i tre consiglieri nell’interrogazione – E’ mancata l’integrazione al finanziamento di cui alla determina di approvazione del progetto del servizio di gestione biennale che al punto 5) della determina dirigenziale n. 2449/2012 rinvia all’approvazione del bilancio 2013 per impegnare la restante somma di € 150.000. Non solo non si è data la copertura finanziaria per intero al progetto di gara non avendo adottato determina dirigenziale di integrazione del finanziamento dopo l’approvazione del bilancio 2013, ma altresì si è violato il codice dei Contratti e la normativa comunitaria nella tutela del principio di non discriminazione e trasparenza per la tutela della concorrenza nell’affidamento dei contratti pubblici. Tale condotta è stata attenzionata dal Consiglio di Stato con decisione n. 3391 del 8.7.2008 che ravvisa nella proroga una figura di trattativa privata non consentita dalle norme vigenti. La proroga infatti è un istituto eccezionale determinato da fattori che non coinvolgono la responsabilità dell’amministrazione aggiudicatrice”. Sviluppare tre proroghe su di un lasso di tempo così ampio rischia di sembrare un modo per allontanare sempre di più l’appalto. “Se è dato ragionevole dubitare della legittimità della proroga di un contratto che sia ormai scaduto e per il quale la pubblica amministrazione non ha provveduto ad indire nuova gara, dal momento che era a conoscenza della scadenza del contratto e ben avrebbe potuto organizzarsi entro il termine finale di sopravvivenza del precedente contratto pubblico – rilevano in conclusione i tre consiglieri – Chiediamo se e in che modo l’Amministrazione intende attivarsi”.
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