L’INTRAMONTABILE DE ANDRE’

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

 L’11 gennaio 1999 moriva, a Milano, Fabrizio De Andrè. L’11 gennaio 2014 sono stati 15 anni dalla scomparsa del cantautore genovese. A volte, nel rock, uno muore e questo accidente stravolge la sua identità: tutto quel che aveva fatto viene trasfigurato dalla morte, riletto, mummificato. Ma con De André non poteva essere così: quando morì, la condivisione della sua grandezza era così consolidata che l’unica cosa che la morte vi aggiunse fu una gran tristezza. Era il più rispettato e stimato dei cantautori italiani, meritatamente: uno di cui si poteva dire “poeta” senza essere ridicoli. Così ne scrisse Luca Sofri, il peraltro direttore del Post, per il suo libro La canzone dell’amore perduto (Tutto Fabrizio De André, 1966).

Quindici anni senza il poeta che andava in direzione ostinata e contraria, che cantava le gesta di prostitute e discriminati, che si chiedeva qual è il crimine giusto per non passare da criminali, perché la colpa sempre è un’imposizione e non ci sono mai poteri buoni.

Nel weekend moltissime le iniziative sulla sua musica ormai considerata poesia: da nord a sud concerti, spettacoli, letture. Anche il festival di Sanremo lo celebrerà il 21 febbraio.

Tra le tante iniziative proposte lungo tutta la penisola, anche dall’ultima provincia d’Italia per posizione geografica, arriva il vento del ricordo.

Sabato 11 Gennaio nei locali di sala Mazzone (ex Enel) si è celebrata a riguardo una festa-concerto-tributo in ricordo del “poeta”.

All’occasione hanno partecipato band e solisti, avvicendatisi sul palco per riportare in vita la contraddistinta umanità del Faber, come lo chiamava Paolo Villaggio, colui che ha cantato sempre in difesa degli ultimi e degli emarginati della societa’, lasciandoci un messaggio di umanita’ quanto mai attuale e dirompente.

L’evento, organizzato dal Riciclab (nuovo gruppo dedito al riciclaggio nato dalla Naturfera) in collaborazione con l’Accademia musicale Sonora di Vittoria, ha avuto l’onere di interconnettere la provincia di Ragusa con innumerevoli altri spazi italiani, che in questo undici gennaio hanno reso omaggio a una delle voci massime della poesia musicale contemporanea. 

La migliore interpretazione ha ricevuto in premio un cesto di prodotti naturali offerti gentilmente dalla Parafarmacia Artemisia di Irene Nicosia.

E mentre a Vittoria si ricordava De Andrè “in direzione ostinata e contraria”, una moltitudine di eventi riecheggiavano in note le sue poesie nelle più disparate atmosfere italiane:

Al “Damare” di Genova, con il cantautore Aldo Ascolese accompagnato da Gianluca Origone; a Roma (Garbatella, Spazio Anarchico 19), con il concerto di Carlo Ghirardato; al Csa Intifada di Ponte a Elsa (Firenze), con la Faberband in duo acustico; e a Milano, sia all’interno dell’incantevole cascina Bellaria, con “Per Faber, tributo a Fabrizio De Andrè” (di Passante e Ventimiglia) che sul sagrato di piazza Duomo con la cantata “anarchica” del concerto autogestito. Ma anche spettacoli: al Tangram Teatro di Torino, “Bocca di rosa ed altre storie”,testi e testimonianze di Michele Serra, Don Ciotti, Fernanda Pivano, Carla Corso, Vincenzo La Manna, Alessandro Gennari; e all’Auditorium “San Giovanni Bosco” di Santeramo in Colle (Bari), con l’evento “Storie di nostalgie immobili” (poesie, musica e danze). 

Chi l’avrebbe mai detto che uno che dichiarava di averci messo 10 anni a ottenere successo, in maniera clandestina, vendendo dischi sottobanco e affidandosi al passaparola tra amici, sarebbe diventato un’icona imprescindibile del cantautorato italiano. Il poeta massimo e indiscusso.

 

                                                                                                                            

 

 

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it