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DIALOGO TRA SORDI
20 Nov 2013 00:36
Seduta di Consiglio Comunale dedicata, come da Ordine del Giorno, all’approvazione dello schema di Bilancio di Previsione dell’esercizio finanziario 2013, della relazione revisionale e programmatica e del Bilancio pluriennale 2013/2015.
E’ stata la prima di una serie di tre sedute programmate per l’approvazione dello strumento finanziario che deve avvenire entro il 30 novembre, per le meraviglie della nostra Repubblica che permettono di discutere un bilancio di previsione, che andrebbe esaminato entro la fine dell’anno precedente, alla fine dell’anno di esercizio.
La discussione generale si è incardinata sulla introduzione dell’Assessore alle Risorse Economiche Stefano Martorana, che non ha fatto altro che ribadire i principi ispiratori della manovra di bilancio basati sulla situazione di disastro economico dell’ente più volte evidenziata nelle ultime settimane.
Le opposizioni, oltre a controbattere affermando tutto il contrario in ordine alla situazione finanziaria del Comune, questa volta hanno puntato il dito sul ritardo con cui sono stati messi in condizione di poter esaminare il bilancio, dopo che, da più di un mese sollecitano l’Amministrazione per disporre delle carte necessarie a conoscere i vari interventi e i vari capitoli di spesa.
Nella mattinata il bilancio era passato in Commissione, questa volta con il parere dei revisori dei conti, e non era stato approvato per l’astensione dei rappresentanti delle minoranze in consiglio che, come è noto, determinano la maggioranza nelle commissioni.
Già alla fine della riunione era palese la delusone dei consiglieri di minoranza che , oltre a criticare il ritardo con cui avevano potuto disporre delle carte richieste, si mostravano perplessi per il fatto che i documenti presentati non mostravano i capitoli di spesa ma solo gli interventi, così che sarebbe stato impossibile presentare emendamenti su singole voci di spesa.
Ad inizio di seduta del Consiglio c’era stato addirittura un mezzo accenno per una rinuncia a intervenire nella discussione, sarebbe stata una plateale forma di protesta, concreta, che sarebbe servita a rendere estremamente palese il dissenso nei confronti della maggioranza, che non avrebbe avuto conseguenze tangibili, dal momento che si può prevedere una situazione simile a quelle delineate in occasione dell’aumento dell’aliquota IMU e dell’approvazione del regolamento della TARES, allorquando la maggioranza fece valere l’ormai famosa ‘forza dei numeri bulgari’ e non fece passare un solo emendamento delle opposizioni.
Ma la protesta si è rivelata solo un miraggio, tutti hanno cominciato a intervenire, addirittura, segno di una opposizione disarticolata, smentendosi tra di loro perché mentre alcuni andavano lamentandosi di non aver avuto il tempo di esaminare il bilancio e di valutarlo nella giusta maniera c’era chi faceva interventi che dimostravano che le carte erano state non solo esaminate ma passate al microscopio.
E’ stata comunque una seduta del tutto interlocutoria, lo dimostra la durata assai contenuta, poco più di tre ore che si sono trascinate senza sussulti.
Da rimarcare solo l’ennesimo compatto e unanime silenzio della compagine grillina, nessun intervento neanche per controbattere le dichiarazioni e le asserzioni dei colleghi della minoranza, e i toni indispettiti dell’Assessore Martorana che ha replicato con forza alle dichiarazioni del consigliere Maurizio Tumino che accusava di dichiarazioni mendaci sulla situazione finanziaria dell’ente.
Alla fine della seduta si è comunque capita una cosa: ancora una volta sono volati gli stracci, con accuse reciproche di irregolarità, di atti illegittimi, di debiti nascosti, di cattiva amministrazione, ma per le meraviglie del sistema italiano tutto scorre normalmente, non ci saranno misure per chi, inevitabilmente una delle due parti, afferma il falso sulle tematiche in questione.
La riprova è nell’esito della discussione in merito alle sanzioni per lo sforamento del Patto di stabilità che, sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale, non possono essere comminate in Sicilia, trattandosi di una regione a statuto speciale: Maurizio Tumino riportava addirittura il parere di un ufficio del Ministero dell’Interno che acclarava la validità della sentenza, l’amministrazione, invece, basa il disconoscimento della stessa ai fini della stesura del bilancio, basandosi su pareri di esperti di diritto amministrativo che esprimono riserve interpretative sul disposto della Cassazione.
Quando il contrasto di posizioni si mantiene inalterato anche di fronte ad una sentenza della Cassazione, non resta altro che deporre le armi e rassegnarsi per un sistema che ha raggiunto ormai il massimo della criticità.
Come a Roma così a Palermo e a Ragusa, loro discutono e fanno finta di scontrarsi, la gente annega nelle difficoltà.
La stessa gente a cui non interessa più se le bollette da pagare ci sono o non ci sono, se quando è andato via il commissario c’era un fondo cassa o un avanzo di amministrazione, se la tassa di soggiorno servirà per spettacoli o per chissà che cosa, se aumenteranno ancora le tasse e di quanto.
Si capiscono solo le parole di Giorgio Massari che, lapidario, ha concluso così il suo intervento: “non si danno risposte ai problemi emergenti che riguardano i cittadini”
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