PEPPE CALABRESE E VENERINA PADUA ATTUANO UNA PROTESTA FORTE

Questo l’intervento di Peppe Calabrese, in apertura dei lavori congressuali per la elezione del segretario provinciale:

Siamo qui oggi – nel numero che correttamente ai sensi del regolamento e dello statuto ci sarebbe toccato come rappresentanza e che invece tramite artifizi e scorrettezze ci è stato negato – non per avallare un congresso che riteniamo non si stia svolgendo secondo le regole congressuali prestabilite e accettate da chi in questo ambito congressuale vuole competere, bensì con regole deformate e piegate ad arte ad esclusivo interesse di ben definite parti politiche interne al partito stesso.

Siamo qui per ribadire la necessità del persistere delle normali regole democratiche del nostro partito.

Avevamo proposto il rinvio di questa assemblea alla data dell’11 novembre al fine di permettere alla CRC di pronunciarsi sui ricorsi in pendenza. Richiesta puntualmente bocciata dalla CPC.

Siamo qui per denunciare il mancato rispetto dei regolamenti congressuali nazionale e regionale.

Siamo qui per denunciare il mancato rispetto dei deliberati della commissione regionale per il congresso del 16 Ottobre, del 23 Ottobre e del 29 Ottobre sul calcolo dei delegati in funzione delle anagrafi certificate nei diversi comuni della provincia di Ragusa e sulla distribuzione dei delegati nei tre circoli presenti nella città di Ragusa.

Siamo qui per informare tutti che si svolge questa assemblea nonostante si sia ancora in attesa degli esiti dei ricorsi presentati sullo svolgimento dei congressi di diversi circoli .

Siamo qui per portare alla luce come, in spregio alla volontà di migliaia di iscritti e militanti, una classe auto proclamatasi dirigente agisca in maniera assolutamente autonoma e opposta rispetto agli organi che garantiscono il rispetto delle regole e dello statuto, non tenendo in nessun conto  – anzi a volte irridendo – indicazioni e suggerimenti utili e necessari per garantire la corretta competizione  dei soggetti in campo.

Abbiamo per settimane registrato e denunciato in seno alle diverse commissioni preposte la persistente violazione di regole e disposizioni.

Disposti e pareri sono stati sistematicamente ignorati e calpestati .

Il presidente FF della CPC in data 31 ottobre, al ritorno dall’audizione a Palermo  in CRC, mi ha personalmente riferito confermato con virgolettato sulla stampa, che i ricorsi erano stati respinti, cosa che non corrisponde al vero. Mi ha anche ribadito che a Palermo avevano imposto per l’ennesima volta l’applicazione del deliberato della CRC del 16 ottobre, ovvero la distribuzione dei delegati a Ragusa città, in proporzione ai rinnovi avvenuti nei 3 circoli nel 2013.

Sempre il presidente FF della CPC ha parlato sulla stampa di nostro rifiuto alla mediazione, dimenticando che il deliberato regionale è di per se già una mediazione, in quanto il regolamento nazionale e regionale per il congresso, assegna la totalità dei delegati ragusani al circolo Pippo Tumino.

Noi non abbiamo parlato sulla stampa per evitare di danneggiare il partito.

Con queste premesse e con questo atteggiamento era chiaro ed evidente che i congressi di circolo sarebbero stati una recita preconfezionata ad uso e consumo di pochi.

E così è stato.

Siamo qui per chiarire come da questa assemblea  uscirà una figura che non sarà il segretario di tutti espressione della volontà degli iscritti eletto democraticamente a maggioranza, bensì una figura politicamente non legittimata la cui azione porterà sempre il marchio di un vizio di irregolarità formale e sostanziale di fondo.

Siamo qui, e con noi metà del partito provinciale, per chiedere con forza una assunzione di responsabilità – che può andare in un senso o in un altro –  in nome di una questione morale della quale il Partito Democratico si è sempre dichiarato paladino e sostenitore; assumetevi la responsabilità semplice e logicamente doverosa di garantire il rispetto delle regole e di agire di conseguenza, oppure assumetevi la responsabilità di garantire e legittimare una azione politica e congressuale che di garantista e legittimo non ha nulla, pagandone però poi il successivo prezzo politico di fronte agli iscritti e militanti e agli elettori.

Invitiamo quanti si riconoscono in una politica fatta di onestà e correttezza a riflettere su tutto ciò e ad agire secondo coscienza e di conseguenza per il bene del partito e soprattutto per la coscienza di ognuno di voi.

Pertanto, chiediamo la possibilità di valutare un rinvio del voto di ballottaggio a giorno 11 novembre in modo tale da consentire alla CRC di dare parere sui ricorsi in pendenza al fine di eleggere un segretario legittimato dal voto e dalle regole del nostro partito.

Nel caso di non accoglimento del rinvio, a nome dei delegati che hanno già condiviso tale documento e dei delegati che volessero condividerlo, annunciamo l’abbandono dell’assemblea provinciale.

Come dichiarato alla fine, Calabrese, la senatrice Padua e tutti i delegati hanno abbandonato l’assemblea.

Dopo il comprensibile momento di confusione, e anche di tensione favorito da qualche intemperanza, è stata immediatamente convocata una conferenza stampa, in locali attigui a quelli dell’assemblea provinciale. Numerosi i giornalisti, i cameraman e i fotografi che hanno temporaneamente abbandonato il lavori congressuali per seguire le dichiarazioni dei protagonisti della protesta.

La senatrice Padua, venuta apposta da Roma, per l’importante appuntamento, si è detta dispiaciuta per la brutta pagina che ha vissuto il partito, preoccupata per lo spettacolo offerto all’opinione pubblica. Ha esortato ad attendere con serenità l’esito dei ricorsi, esprimendo la sua riprovazione per il rifiuto netto per una qualsiasi mediazione da parte di alcuni esponenti del partito che non si potranno definire delle belle persone.

Peppe Calabrese ha illustrato, per l’ennesima volta, i particolari della mancata osservanza dei regolamenti che hanno portato ad un notevole disequilibrio sul voto.

Ha voluto anche ripercorrere gli aspetti più eclatanti delle irregolarità riscontrate, per esempio, presso il secondo circolo di Ragusa e a Comiso, ricordando che mancava la presenza di garanti regionali perché da Palermo avevano apertamente dichiarato che non avrebbero inviato garanti dove non era possibile procedere, secondo regolamento, ai congressi.

E’ intervenuto anche Gianni Lauretta per parlare delle assurde vicende vissute a Comiso, dove era presente in funzione di rappresentante del candidato Calabrese, con tentativi di aggiungere schede precompilate a quelle regolarmente votate, con gente che ha votato anche per la moglie o il figlio, con il garante del congresso che ha abbandonato il seggio per circa due ore, mentre si continuavano a rilasciare le tessere.

Emblematica la considerazione finale di Lauretta che ha detto: “Parliamo del sig. Berlusconi, ma da noi succede questo!

Assai importante ai fini politici, e anche inusuale per gli attuali standard circolanti, la dichiarazione finale di Peppe Calabrese: “Anche se il congresso venisse convalidato, dal partito non ce ne andiamo!”

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