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CHE COSA C’E’ DA FESTEGGIARE ?
29 Ott 2013 05:59
I cittadini, che ogni mattina si alzano per andare a lavorare (chi ha la fortuna di averlo ancora un lavoro), si chiedono e chiedono cosa ci sia da festeggiare se lo stipendio di ottobre dei dipendenti comunali è stato pagato e addirittura in anticipo, azzerando anche gli arretrati. In primo luogo, si vuole evidenziare che lo stipendio è un diritto che ha come contraccambio il dovere del dipendente di lavorare, pertanto non si capisce perché si debba festeggiare se si ottiene quello di cui si ha diritto. In secondo luogo, a nostro avviso, sarebbe giusto festeggiare se si raggiungesse un traguardo ambito, come, ad esempio, il miglioramento dei servizi comunali erogati ai cittadini, cosa che purtroppo è ad oggi di là da venire: ancora oggi, infatti, assistiamo a cittadini che si recano presso gli uffici comunali e vengono sballottati da un ufficio all’altro, oppure a cittadini che telefonano al Comune e che ricevono soltanto delle risposte evasive o, addirittura, nessuna risposta all’istanza avanzata. In terzo luogo, non ci è sembrato opportuno che si festeggiasse anche per rispetto dei tanti disoccupati, di chi ha perso il lavoro, o di chi lavora ma non riceve puntualmente lo stipendio a causa della grave congiuntura economico-finanziaria che attanaglia le aziende. A questo punto, il Comitato per i Diritti del Cittadino, facendosi portavoce dei tanti cittadini che non hanno affatto gradito tale festeggiamento, invita l’amministrazione comunale e tutti i dipendenti ad una maggiore sobrietà e laboriosità, puntando invece, prima dei festeggiamenti, al miglioramento della macchina amministrativa e alla conseguente erogazione di servizi puntuali, efficaci, di qualità e a basso costo nei confronti della cittadinanza. Una cittadinanza che continua a far fatica ad andare avanti anche perché continuamente ‘tartassata’ dai vari Enti a tutti i livelli. Domani, se ci sarà da festeggiare o no, saranno i cittadini, i quali soddisfatti o meno, promuoveranno o bocceranno la politica dell’attuale amministrazione comunale. Oggi c’è soltanto da lavorare, e bene tra l’altro!
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