IL FOTOVOLTAICO E LE SUE APPLICAZIONI NELLE STRUTTURE SERRICOLE DELLA “FASCIA TRASFORMATA”

L’agricoltura siciliana oggi vive una grave crisi a causa delle continue calamità naturali, dei gap infrastrutturali e della concorrenza del mercato globale, che hanno pregiudicato seriamente l’economia del nostro territorio causando la diminuzione del reddito dei produttori e l’aumento dei costi di produzione. Gli agricoltori, si trovano oggi ad affrontare sfide di crescente complessità, poiché il mercato impone alle aziende produttrici lo sviluppo di sistemi di gestione “sostenibili” dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.

Per superare la crisi che il settore sta attraversando e rispondere alle crescenti esigenze imposte dal mercato, si potrebbero sfruttare i vantaggi offerti dall’introduzione delle energie rinnovabili nelle aziende agricole, in particolare del fotovoltaico, il quale consentirebbe di abbattere i costi dell’approvvigionamento energetico, che ha assunto ormai dimensioni tali da far perdere competitività ad alcune produzioni locali.

Ma cosa si intende per impianto fotovoltaico? E’ in impianto che trasforma l’energia solare in energia elettrica, composto essenzialmente da: moduli o pannelli fotovoltaici, un inverter che trasforma la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata, quadri elettrici e cavi di collegamento.

I pannelli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore, il più utilizzato dei quali è il silicio cristallino (mono o policristallino). Tra i materiali utilizzati, merita un cenno la cella a film sottile in silicio amorfo, la quale, nonostante fornisce rese più basse, assicura costi inferiori.

Vengono distinte tre tipologie di impianto fotovoltaico, a seconda del grado di integrazione architettonica o funzionale nelle strutture:

  1. Impianti fotovoltaici “parzialmente integrati”, posizionati sopra le strutture in modo complanare alle superfici;
  2. Impianti fotovoltaici “con integrazione architettonica”, ove i moduli sostituiscono i materiali di rivestimento mantenendone la stessa inclinazione e funzionalità;
  3. Impianti fotovoltaici “non integrati”, i cui moduli sono ubicati al suolo, in modo non complanare alla superficie.

Il settore agricolo e serricolo in particolare, rappresenta un interessante ambito di applicazione delle energie rinnovabili, sia per la disponibilità di ampie superfici, sia per la possibilità di avere un’interessante integrazione al reddito, che per la vocazionalità delle nostre zone, tra le più assolate d’Italia. In quest’ottica, si propone un modello innovativo del sistema serra per adeguare, consolidare e modernizzare la serricoltura in Sicilia.  In particolare la soluzione progettuale che si propone ha l’obiettivo di accrescere la competitività del settore attraverso la valorizzazione delle peculiarità ambientali offerte dal nostro territorio:

APPLICAZIONE DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI SU UNA FALDA DELLE SERRE.

La proposta, ancora in via di sperimentazione, prevede che su una falda del tetto della serra posta a sud, si posizionino i pannelli fotovoltaici (pannelli di vetro con all’interno le celle di silicio) che, attraverso un quadro di campo, convergono l’energia solare ad un inverter il quale trasforma la corrente continua in corrente alternata a 220V, così da poter essere immessa, attraverso l’allacciamento, nella rete dell’ENEL. L’impianto, inoltre, comprende 2 contatori (uno per i consumi e uno per l’immissione in rete).

Poiché la struttura delle serre deve supportare un peso maggiore rispetto alla normale copertura, tale impianto non può essere realizzato su serre già esistenti ma l’intera struttura deve essere progettata a priori. Inoltre, al fine di evitare l’ombreggiamento e fare comunque entrare il sole a 360° per tutto l’anno la distanza tra i pannelli deve essere di 12 metri, in questo modo la superficie aziendale avrà una minore densità della superficie coperta destinata agli apprestamenti serricoli. Ad esempio, su 10.000 mq di superficie aziendale, per la tradizionale coltivazione si possono realizzare serre per una superficie coperta di 8.000 mq (S.A.U. 80%), nel caso in cui si intendano realizzare coperture con soprastanti pannelli fotovoltaici la superficie serricola sarà di 4.500 mq circa (S.A.U. 45%). In ogni modo, un’azienda realizzata, avrà notevoli vantaggi:

◦  Innanzi tutto, riducendo l’estensione degli apprestamenti serricoli, si avrà una riduzione dell’impatto ambientale, a cui la popolazione è sempre più attenta;

◦  Saranno ridotti i quantitativi di plastica da sostituire annualmente poiché i pannelli fotovoltaici hanno una durata di circa 20 anni, diminuendo così l’inquinamento ambientale;

◦  Oltre che immettere l’energia elettrica nella rete dell’ENEL (60-70%), ottenendo così un reddito alternativo, una parte dell’energia prodotta può essere utilizzata per le esigenze aziendali, quindi per riscaldare la serra in inverno, raffrescarla durante i mesi più caldi, pompaggio dell’acqua, motorizzazioni per gli impianti di protezione (30-40%), riducendo notevolmente i costi di produzione;

◦  Inoltre, in estate l’eccesso di sole è negativo per le più comuni colture orticole in serra, infatti in tali periodi le serre vengono tenute a riposo. La presenza sulla copertura dei pannelli potrebbe fungere da ombreggiante e consentire pertanto la coltivazione anche nei mesi più caldi, garantendo così un’offerta costante nell’arco dell’anno. Un grosso gap che tutt’oggi vivono i produttori della fascia trasformata riguarda l’impossibilità di garantire alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata) un’offerta di prodotto presente costantemente durante tutto l’arco dell’anno, perdendo così la possibilità di massimizzare l’integrazione dei rapporti di filiera a seguito del fatto che la GDO nei mesi estivi acquista i prodotti orticoli presso altri fornitori. La presenza di una copertura ombreggiante che consenta di offrire alla GDO un prodotto costante tutto l’anno contribuirebbe all’integrazione dei rapporti di filiera, rafforzando il potere contrattuale dei produttori e quindi la possibilità di spuntare prezzi di vendita più alti per il produttore;

A titolo esemplificativo, si propone la seguente soluzione progettuale:

Azienda serricola di grandi dimensioni, estesa 100.000 mq:

Periodo da settembre a maggio

Periodo da Giugno ad agosto

S.A.U.

Coltura

S.A.U.

Coltura

40.000 mq

Serre tradizionali coltivate a ortaggi (piante eliofile)

40.000 mq

Serre tradizionali non coltivate

22.500 mq

Serre dotate di impianto fotovoltaico coltivate con piante sciafile ( es. insalate)

22.500 mq

Serre dotate di impianto fotovoltaico coltivate con piante eliofile (ortaggi)

37.500 mq

Tare

37.500 mq

Tare

 

In questo modo, nonostante si abbia un aumento delle tare rispetto alle strutture tradizionali, gli apprestamenti realizzati con i pannelli fotovoltaici consentiranno di ottenere una produzione costante durante tutto l’anno, apportando all’azienda i vantaggi sopra descritti. Inoltre, si deve tenere presente che gli ortaggi da frutto come pomodoro, melanzana, peperone, zucchine, sono specie eliofile esigenti in luce, pertanto non si può prevedere su tutte le strutture la copertura con pannelli fotovoltaici poiché ciò comporterebbe un eccessivo ombreggiamento.

 UTILIZZO DELLE CELLE SOLARI IN MATERIALE AMORFO

In alternativa alla proposta progettuale appena descritta, si propone l’utilizzo di pannelli solari realizzati il materiale amorfo da applicare sulla copertura degli apprestamenti serricoli con struttura metallica già esistenti. Questo tipo di pannello si presenta come una lastra di vetro grigio-bluastra di colore uniforme e spessore di pochi millimetri dotata di una cornice in alluminio che conferisce maggiore robustezza al modulo stesso.  La scelta di questa tipologia, comporterebbe un minor rendimento in termini di energia prodotta, ma una realizzazione più economica, consentendo di introdurre queste nuove tecnologie nelle aziende a costi più contenuti, anche se soggette ad un più veloce degrado rispetto ai pannelli sopra descritti.

Questo tema è stato trattato anche nei work-shop organizzati dalla Soprintendenza , tenuti a Ragusa nei giorni 28-29 febbraio e 1° marzo 2008 dal titolo “LA MATRICE DI SOSTENIBILITA’ NELLE TRASFORMAZIONI DEL PAESAGGIO”- Nuove prospettive per l’area iblea alla luce della Convenzione Europea del Paesaggio. Tra gli argomenti trattati si è parlato e inserito nel documento finale, della “riqualificazione delle serre e ipotesi di riconversione a fotovoltaico delle coperture”. L’interesse verso questo tema potrebbe dare un impulso al trasferimento volontario delle serre dalla fascia limitrofa al mare (circa 2.000 ha) verso l’area più interna, mediante incentivi erogati dagli enti delegati. Ciò può essere realizzabile mediante un piano territoriale regionale in cui sono previste le zone d’intervento.

L’Italia è indietro rispetto ad altri paesi europei e la Sicilia lo è ancor di più, poiché ad oggi non esiste alcuna “rete” di energia fotovoltaica, il che risulta un paradosso, considerato che in Sicilia abbiamo il fotoperiodo (periodo di irradiazione solare) più lungo d’Italia. In particolare, la fascia trasformata, che va da Pachino a Gela raggiunge punte di irraggiamento medio annuo di 1800 kWh/mq. Tali valori mostrano che la risorsa solare disponibile è sufficiente a garantire una totale integrazione energetica per le aziende serricole.

E’ la zona più assolata d’Europa, eppure l’energia solare è quasi sconosciuta. E’ opportuno, pertanto, in un territorio ove il sole offre importanti prospettive di sviluppo delle fonti rinnovabili, cogliere le opportunità offerte sia dalla nuova programmazione regionale (col PSR) che dalla UE,  che dal Nuovo Conto Energia.

Mentre il PSR 2007/2013 prevede diverse misure sia nell’ambito dell’asse 1 che dell’asse 3 destinate a  finanziare la realizzazione di impianti per la produzione, utilizzazione e vendita di energia, il Nuovo Conto Energia è il sistema di incentivazione alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici erogato  sulla base dell’energia elettrica prodotta e venduta a tariffa agevolata al GSE e remunerata per 20 anni.

Alcuni aiuti previsti per l’incentivazione delle fonti di energia alternativa:

PSR 2007/2013:

ASSE 1, misura 121 – Ammodernamento delle aziende agricole. Rivolta agli imprenditori agricoli che intendono ridurre i costi di produzione e migliorare le condizioni di produzione compatibilmente con le necessità di protezione dell’ambiente e del paesaggio attraverso investimenti per il risparmio energetico e gli investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (impianti di capacità inferiore a 1 MW) con prevalente approvvigionamento aziendale e commisurati ai fabbisogni energetici di autoconsumo. Gli aiuti saranno erogati sotto forma di contributi in conto capitale e/o in conto interessi, o in forma combinata con intensità dal variabile dal 60% al 40% del costo dell’investimento.

ASSE 3, misura 311 azione b – Produzione di energia da fonti rinnovabili: interventi per la realizzazione di impianti per la produzione, utilizzazione e vendita di energia. Tale misura è rivolta agli imprenditori agricoli che intendono diversificare i redditi aziendali, realizzando impianti di tipologie diverse tra cui piccoli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, aventi potenza massima di 30 kW. Gli aiuti saranno erogati con un’intensità pari al 45% per le piccole e medie imprese. L’investimento realizzato deve essere mantenuto per un periodo di almeno

cinque anni. Il sostegno può anche essere concesso in de minimis, in tal caso l’importo complessivo dell’aiuto concesso ad una medesima impresa non può superare i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari con un’intensità di aiuto pari al 75%.

NUOVO CONTO ENERGIA:

E’ il sistema di incentivazione alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici erogato  sulla base dell’energia elettrica prodotta e venduta a tariffa agevolata al GSE e remunerata per 20 anni. Sono possibili due opzioni:

–        cessione in rete, prevede la vendita dell’energia prodotta e non immediatamente utilizzata;

–        scambio sul posto (o net meeting), prevede che la rete operi in regimendi interscambio con la rete elettrica.

In questo scenario è chiara l’importanza dell’applicazione di fonti di energia alternativa nel nostro territorio soprattutto in relazione alla sua vocazionalità. I vantaggi che il fotovoltaico darebbe alle aziende, in associazione agli aiuti previsti a livello regionale, nazionale ed europeo, potrebbero offrire nuove opportunità alle aziende agricole ed evitare così l’abbandono del territorio e dell’agricoltura, fornendo una soluzione ai problemi di compatibilità architettonica e paesaggistica. (Paolo Pellegrino)

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