I NO-MUOS QUERELANO CROCETTA

Ecco il testo integrale dell’esposto-querela presentato alla Procura della Repubblica di Palermo dal Movikmento No-Muos nei confronti del presidente della Regione Rosario Crocetta

I sottoscritti:

·      Filippo Arena, nato a Niscemi (CL) il 22/05/1954 e residente in Niscemi (CL), via Matteotti 53;

·      Alfonso Di Stefano, nato a Catania il 13/03/1952 e residente a Catania in via Umberto 306;

·      Fortunata Furnari, nata a Sesto San Giovanni 01/08/1968 residente a Palermo via della Vetriera, 41;

·      Antonio Mazzeo, nato a Messina il 28 gennaio 1961 residente a Messina in viale Regina Margherita 59/12;

·      Marino Miceli, nato a Niscemi (CL) il 25/07/1952 e residente in Padova, via Crescini 83/bis

·      Giuseppe Cannella, nato a Modica (RG) il 27/04/1964 e residente in Modica (RG);

·      Graziana Maria Maniscalco, nata a Catania il 11/07/1964 e residente in Catania, piazza dei Martiri 8;

·      Sebastiano Gulisano, nato a Mascali (CT) il 08/02/1958 e residente in Roma, via P. Rovetti 150/A;

·      Paola Ottaviano, nata a Ragusa il 7.6.1978 residente a Modica in via Ritiro n. 24;

·      Peduzzo Antonia, nata a Palermo il 16/04/1975 e residente a Altofonte in viale Europa 13;

·      Antonino Romeo, nato a Catania il 02/10/1955 e residente in Catania, piazza dei Martiri 8;

·      Luigi Maria Cinquerrui, nato a Mazzarino il 27.5.1960 e residente a Niscemi, via Cutuli, 5:

·      Sebastiano Papandrea, nato a Catania il 04/06/1964 e residente in Catania, Via Ibla n. 4;

·      Carmelo Teresi, nato a Palermo il 10/07/1969 e residente a Trabia in via Calcagno n.5;

·      Massimo Zucchetti, nato a Torino il 11/11/1961 e residente a Torino in via Malta 6/15;

·      Alberto Lombardo, nato a Caltanissetta il 22/04/1958 e residente a Palermo in via Edrisi 3;

·      Miriam Giallombardo, nata a Ribera il 30/01/1965 e residente a Palermo in via G. Arcoleo 21.

 

Con la presente propongono formale querela nei confronti di Crocetta Rosario, Presidente della Regione Siciliana per il reato di diffamazione nelle forme aggravate, e o per qualsivoglia altra ipotesi criminosa che la S.V. riterrà di configurare a carico dello stesso.

Premettiamo che ognuno di noi a vario titolo è impegnato in quel movimento di opinione, del quale fanno parte migliaia e migliaia di cittadini siciliani e non solo, che è contrario all’installazione del MUOS a Niscemi. Semplicisticamente possiamo definirci attivisti NOMUOS, ma il movimento di opinione al quale abbiamo appena fatto cenno, non è uno slogan, non è un essere contro per il semplice piacere di farlo, non è un essere contro per cercare visibilità.

Ed invero noi facciamo nostre le preoccupazioni dei tanti scienziati che ritengono il MUOS pericoloso per la salute umana.

Ognuno di noi si batte, con forme civili e democratiche, contro l’installazione delle antenne. Mediante petizioni, spiegando alla gente cosa sia e quanto faccia male il MUOS, partecipando alle manifestazioni e ai cortei pacifici e di protesta che si sono svolti in questi mesi. Mediante azioni legali, come l’intervento nei procedimenti al TAR di Palermo, che il 9 luglio ha riconosciuto con un’ordinanza, la legittimità dell’atto di revoca delle autorizzazioni all’installazione del MUOS.

Il movimento NO MUOS è un movimento assolutamente pacifico che si batte per la legalità, tantissime sono le personalità siciliane e non solo che si battono come noi contro le “antenne”. E contro l’atteggiamento del Presidente Crocetta, contro l’atto di revoca della revoca, con il quale è venuta meno la materia del contendere di due procedimenti al TAR, interrompendo un iter giudiziario che fino a quel momento aveva riconosciuto la vigenza del principio di precauzione e la priorità della tutela della salute dei cittadini.

Andiamo ai fatti per i quali ci rivolgiamo alla S.V.

In data 4 agosto 2013 il giornale on-line “la Voce di New York” pubblicava una intervista rilasciata dal Presidente Crocetta.

Riportiamo testualmente un passo della stessa.

DOMANDA GIORNALISTA: Radar Muos (Mobile User Objective System) è un moderno sistema di comunicazioni satellitari, ad alta frequenza e a banda stretta. Gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti é composto da 4 satelliti e quattro stazioni di terra, una di queste si trova nella riserva naturale di Niscemi (CL). Si è detto che fa male alla salute dei cittadini e all’ambiente per l’emissione di campi magnetici. Il 29 marzo l’amministrazione regionale revoca l’autorizzazione alla costruzione del radar. Poi uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità dichiara che non ci sono rischi e comunque che sono trascurabili. Il 26 luglio la “revoca della revoca”, che ha fatto salire i toni della protesta da parte degli attivisti: occupazione del comune di Niscemi e Ragusa, si parla di tradimento di Crocetta ai siciliani. Qual è la verità, gli americani dettano legge o c’è un’altra lettura?

RISPOSTA CROCETTA Mi sembra disonesta questa accusa degli attivisti intransigenti, i No Muos, alcuni No Global, parte degli anarco-insurrezionalisti ed esponenti degli ambienti mafiosi. In questa vicenda non ho fatto né l’antiamericano né il filoamericano, sono stato un uomo delle istituzioni. L’Italia ha un accordo politico-militare con gli Stati Uniti che hanno contribuito alla libertà del nostro paese e non dobbiamo dimenticarlo. Nell’ambito di quell’accordo è stato deciso di creare un’installazione satellitare che serve a garantire meglio la difesa dell’occidente. Cioè la pace. Potevo dire ok non faccio alcun controllo i miei predecessori hanno dato le autorizzazioni e così sia. Invece, quando il movimento mi ha investito del problema salute dei cittadini ho fatto ciò che farebbe qualsiasi amministratore serio, anche in America, ho verificato. Ho chiesto di concerto al governo nazionale e al Ministero della Salute e dell’Ambiente, di affidare uno studio all’Istituto Superiore di Sanità da cui si evince che non ci sono problemi. A quel punto che dovevo fare un abuso in nome dell’antiamericanismo? Non sono contro questo paese, mi piace la società americana e mi sono comportato applicando la legge. La mia competenza come Presidente di regione non decide degli accordi politico-militari, questo attiene al governo nazionale, io ho fatto il mio dovere. Subisco gli attacchi politici ma la legge non è qualcosa di elastico è legge e prevale su tutto. Potrei anche essere personalmente contrario a quella installazione, giudicarla inopportuna, poteva essere fatta off shore per non creare allarme tra i cittadini. Ma la legge è legge.

Senza entrare nel merito scientifico e amministrativo di quanto dichiarato da Crocetta, ed invero esistono diversi esposti alla magistratura e studi scientifici sul MUOS, sull’esecuzione dei lavori, sulla pericolosità etc. etc., le affermazioni del Presidente sono di una gravità assoluta, lesive NON SOLO DEL NOSTRO ONORE MA ANCHE DI QUELLO DI migliaia e migliaia di cittadini, e specificamente del nostro onore e della nostra reputazione.

Lasciamo stare l’affermazione di attivisti intransigenti, come detto la contrarietà al MUOS ha basi scientifiche, sono tantissimi i professori universitari e gli scienziati che ritengono il MUOS dannoso per la salute.

Ognuno di noi nel suo piccolo e a vario titolo combatte quotidianamente la mafia, in tutte le sue forme con il lavoro quotidiano, senza voltarci dall’altra parte, lontano dai riflettori della politica e della cronaca spettacolo.

Per questo ci sentiamo offesi e denigrati dalle affermazioni di Crocetta, quando parla che nell’ambito del movimento NO MUOS, vi sono esponenti mafiosi. Se cosi fosse, contrariamente a quanto lui sembra fare, l’avremmo immediatamente e con forza, denunciato alle competenti autorità. Noi non siamo mafiosi e non camminiamo con i mafiosi.

Trattasi di un evidente tentativo di delegittimare un movimento di persone, pacifico e per la legalità. Usando gli strumenti più beceri, e disgustosi, ovvero la mafia.

Ed è ovvio che la finalità dello sparare nel mucchio di Crocetta, ovvero il deresponsabilizzarsi dalle accuse gravissime che muove, rende la sua condotta ancora più grave.

Ed invero se è già appare censurabile che un uomo politico, che ha importantissime responsabilità, non risponda alle critiche gli vengono mosse, appare inammissibile l’accusa di infiltrazioni mafiose.

Lo sparare nel mucchio in assenza di fatti concreti, di accuse specifiche, magari di nomi e cognomi, rende evidente l’elemento psicologico del Crocetta, ovvero l’intenzione di colpire l’onorabilità di chi ritiene il MUOS pericoloso per la salute umana.

E’ ovvio che chi al posto di difendersi dalle critiche insulta denota una assoluta mancanza di argomentazioni, ma questo almeno in questa sede a noi poco importa.

Ciò che rileva e per questo ci rivolgiamo a Lei è che la condotta del Crocetta, sia per quanto attiene all’elemento soggettivo sia per quello oggettivo integra il reato di diffamazione nelle forme aggravate. E’ stato utilizzato il mezzo della stampa, nonché vi è l’attribuzione di un fatto determinato. Essere mafiosi o comunque collusi o vicini ad esponenti mafiosi.

Sarebbe un insulto alla Sua intelligenza discutere sul diritto di critica. Dare del mafioso, nell’ambito di una dibattito politico, mai e poi mai può rientrare nell’esimente citata.

Parimenti non può dirsi che Crocetta parlasse in generale.

Per quanto sin qui esposto proponiamo formale querela nei confronti del Presidente della Regione Siciliana Crocetta Rosario, per il reato di diffamazione a qualsivoglia altra ipotesi criminosa la S.V. riterrà di ascrivere allo stesso E NE CHIEDIAMO LA PUNIZIONE.

Chiediamo inoltre di essere informati nell’ipotesi ex art. 408 C.p.p.

Nominiamo già in questa fase nostro difensore l’avvocato Goffredo D’Antona, del Foro di Catania, e nel cui studio in Catania via Umberto 303 eleggiamo tutti domicilio.

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