NON BASTA IL SECONDO, CI VUOLE ANCHE IL TERZO !

Con una lettera-comunicato inviata ai Segretari, cittadino di Ragusa, provinciale e regionale, nonché al segretario organizzativo del PD Sicilia e agli organi di stampa, alcun tesserati, che si definiscono anche sostenitori, del Partito Democratico di Ragusa, portano a conoscenza “di essersi costituiti come comitato costituente e come reggenza provvisoria  di un nuovo circolo del Partito Democratico”.

L’iniziativa nasce dall’esigenza avvertita dagli iscritti e da numerosi simpatizzanti “di moltiplicare gli spazi dell’ impegno e del confronto propri del  pluralismo culturale e politico che ha caratterizzato la nascita del partito democratico,  al fine  di rinnovare, rielaborare ed approfondire le idee fondative del partito, costruendo un’arena urbana strutturata dell’interazione e dell’incontro, per mettere in campo progetti di crescita, di ben-essere e di democrazia per la nostra città, capaci di contrastare il declino culturale, civile ed economico di Ragusa e l’irrilevanza della proposta politica del PD”.

I promotori, firmatari della lettera, sono convinti “che il risultato delle ultime amministrative ha rappresentato una svolta nella cultura politica ragusana ed imponga una nuova fase nella vita del Pd a Ragusa. Sono convinti – ancora –  che il necessario rinnovamento del partito democratico passa  attraverso il ritorno alle origini: a quel partito capace di essere casa accogliente e luogo di dialogo e di sintesi  tra culture e sensibilità  diverse;  capace di richiamare all’impegno politico tanti che si sono allontanati perché spaventati da contesti eccessivamente conflittuali, capace di porsi in modo aperto e paritario con le istanze dei movimenti e delle associazioni, nella consapevolezza che i partiti sono i protagonisti della democrazia, ma non sono gli unici protagonisti. Rinnovamento e cambiamento, competenza ed entusiasmo, esperienza e novità, elaborazione di un  progetto da mettere a disposizione della città, progettare con la città e per la città, queste sono le basi per rimettere in moto il partito democratico”.

Il nuovo circolo nasce per creare uno spazio, uno strumento e un modo attraverso  cui questi propositi si possono realizzare. Il nuovo circolo vuole, quindi, contribuire a creare  “una nuova visione del partito e una nuova visone della città, uscendo quindi dagli sterili schemi dei dibattiti della politica politicante per entrare nella concretezza politica del perché,  del come e del cosa fare per vivere da cittadini ricchi di dignità e radicati nella Ragusa di oggi”.

Firmatari della comunicazione sono: Elio Accardi, Alessandro Anfuso, Fabio Antoci, Carmelo Anzaldo, Duilio Assennato, Antonio Barracca, Gianni Battaglia, Boncoraglio Carmelo, Luigi;Brugaletta, Rosario Campo, Andrea Caruso, Enzo Cascone, Mario D’Asta, Francesco Delstabile, Giuseppe Digrandi, Giuseppe Dragonetti, Carmelo Ferrera, Francesca Guastella, Carmelo Laporta, Lizzio Giuseppe, Giuliana Martines, Emanuele Massari, Giorgio Massari, Giacomo Mastruzzo, Giovanni Moltisanti, Emanuela Montemagno, Alessandro Noto, Adriano Occhipinti, Carmelo Occhipinti, Emanuele Occhipinti, Emanuele Occhipinti, Riccardo Occhipinti, Vito Piruzza, Paola Puzzo, Vincenzo Schembari, Stefano Seminara, Carlo Tidona, Salvatore Tidona.

Come si può notare da questo elenco dei promotori di un nuovo circolo ragusano del Partito Democratico, non ci sono elementi appartenenti a quello che, comunemente, ancorchè non legittimato dagli organi di partito, è stato definito il secondo circolo, per cui si può tranquillamente affermare che si tratta del terzo sodalizio all’interno della compagine democratica della città.

Fra i nomi spiccano vecchie conoscenze della politica ragusana, in primis Giorgio Massari, attuale Consigliere Comunale, già Sindaco della città vent’anni orsono, Elio Accardi, anch’egli decenni orsono protagonista della politica locale, Vito Piruzza, ed elementi più giovani, come l’attuale Consigliere Comunale Mario D’Asta, leader locale della corrente renziana, e quell’Emanuele Occhipinti che, per poche ore, fu catapultato fra i candidati alle recenti elezioni per la sindacatura, con le insegne del Megafono di Crocetta, candidatura subito abortita per le questioni interne al Movimento del Presidente della Regione.

Fuori dallo stretto politichese del comunicato, l’iniziativa non è altro che l’ennesimo tentativo di scissione fra i democratici ragusani per estromettere dalla gestione del partito l’attuale Segretario Peppe Calabrese.

Iniziativa democraticamente legittima, più o meno condivisibile come quella per la costituzione del secondo circolo, ormai ricorrente come unico tentativo di rimettere ordine nel partito, anche se, per quanto visto appunto con il secondo circolo, pare si riesca a risolvere ben poco, anzi aumentano confusione e disorientamento della gente, in un momento in cui ordine e chiarezza sono i requisiti essenziali richiesti dai cittadini per parlare ancora di politica.La costituzione di un terzo circolo, ancor prima di poter parlare di politica, imporrebbe una serie di necessarie alleanze in vista del congresso ormai alle porte, per cui si aggiungerebbero problemi a problemi.

Perché, a questo punto, si possono considerare realisticamente tre circoli, non potendosi nemmeno immaginare una autorizzazione per il terzo e non quella per il circolo del Senatore Battaglia.

Uno sguardo ai vari componenti dei circoli fa intravedere una comune radice progressista, di area comunista per intenderci, nel primo e secondo circolo, mentre per il terzo prevale la componente ex Margherita, di ispirazione cattolica, per cui diventano facilmente immaginabili gli scenari di guerra (politica) a cui si va incontro, scenari che, inconsapevolmente, potrebbero diventare risolutori delle questioni interne del partito, ma si sa che in politica nulla è così facile.

Sta di fatto che in un momento di grave crisi della politica e del partito, quest’ultimo afflitto da mille problemi a livello nazionale, regionale e locale, il quadro che si offre alla gente non è dei più producenti, anche per l’incapacità o la scarsa volontà dei leader di mettere a posto le cose.

I democratici non hanno fatto tesoro degli insuccessi nelle ultime elezioni, a livello nazionale, regionale e, soprattutto, locale dove, ormai è cosa nota, appunto gli aderenti di secondo e, ora, terzo circolo, hanno lavorato, con malcelato impegno, per la sconfitta del partito e della coalizione solo per far fuori il segretario cittadino Calabrese.

A questo punto, però, è legittimo chiedersi chi sia questo mostro, questo gigante, questo essere disumano, giovane ma intaccabile, contro cui non basta la forza di un solo un circolo per abbatterlo.

Non si potrebbe, con calma, andare al Congresso e, secondo le regole del partito, contare le tessere ? (naturalmente quelle vere )

Considerati i precedenti, si può solo sperare che non vada a finire come con Berlusconi, contro cui c’è stato, per anni, un cieco accanimento, di fronte al quale sono caduti, invano, diversi esemplari di segretari e leader del centro sinistra, per poi essere costretti, proprio da un vecchio militante del Partito Comunista, massima autorità dello Stato, a scendere a patti con lui e a governare insieme il Paese.

E, ancora, non sappiamo se è finita !

Senza dire che se il Megafono di Crocetta sarà obbligato, come pare, a confluire nel PD, servirà, forse, anche un quarto circolo, se non, addirittura, un quinto per tutti gli uomini del Presidente.!

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