Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
VITTORIA DI PICCITTO? “INCIUCIO” NON GRADITO
24 Giu 2013 18:33
Vittoria del nuovo sul vecchio: è una Ragusa che vuole cambiare! Come non leggere altrimenti la vittoria del grillino Federico Piccitto che con ben 20720 preferenze fa mangiare la polvere a Giovanni Cosentini, fermo a soli 9156 voti. Si tratta di una buona notizia per il movimento di Beppe Grillo, che ha registrato, dopo le elezioni nazionali, un flop vorticoso di consensi. Ma a Ragusa tutto è possibile e così la città delle controtendenze ha bocciato la continuità e ha creduto in un giovane dalla faccia pulita accordandogli, al ballottaggio, quasi il 70% dei voti. Un risultato netto che insieme a quello del calo dell’affluenza alle urne è specchio dell’animo dei ragusani, stravolti dai repentini salti di quei politici iblei che prima si presentavano come acerrimi nemici e poi come “sviolinatori” professionisti. La vittoria di Piccitto è il no ai patti e alle alleanze improponibili. Il “governissimo ibleo”, la corrispondenza di amorosi sensi tra centrosinistra e centrodestra o la scelta inaspettata del segretario del Pd, Giuseppe Calabrese, sono stati bocciati dagli elettori. Ad avere la meglio sono stati gli attivisti cinque stelle che così, avvantaggiati dai grossi errori degli sfidanti che hanno appoggiato Cosentini(Territorio, Ragusa Domani, Pd, Udc, Megafono e parte del Pdl) hanno incassato una vittoria storica.
Inoltre, a motivare l’esito è anche il passato politico che pesa sul territorio ibleo, poiché alter ego e specchio di Nello Dipasquale è proprio Giovanni Cosentini. I ragusani sembrano non dimenticare il torto subito in occasione delle regionali. Infatti Dipasquale, uomo di centrodestra, dimettendosi dall’incarico di primo cittadino e fondando “ Territorio”, ha sostenuto alle elezioni regionali il megafono di Rosario Crocetta. Ragusa ha scelto, ancora più che il M5S, il nuovo e ha dato una sonora batosta a chi si definiva “continuità” e a chi ha rotto i legami della coerenza.
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