SCICLI, ANCORA OMBRE SUL CONTO CONSUNTIVO 2012

“Al comune di Scicli, la vicenda legata alla formalizzazione degli atti del Conto Consuntivo 2012 è diventata inopinatamente complicata tanto da non rendere agibile, come si dovrebbe e potrebbe, l’attività di controllo dei consiglieri comunali”. A dichirarlo in una nota i consiglieri di minoranza (Pd, Gruppo misto, Scicli bene Comune, Pdl, al Consiglio comunale di Scicli. I capigruppo della minoranza al Comune di Scicli, Bartolo Ficili del Gruppo misto, Guglielmo Ferro di Scicli Bene Comune e Claudio Caruso del Pd, martedì 21 maggio u.s., si sono recati al primo piano di Palazzo di Città, per prendere visione dell’atto deliberativo di Giunta relativo al Conto consuntivo 2012. I tre capigruppo consiliari non hanno potuto prendere visione della notifica, poichè, secondo la versione della Segreteria comunale, l’atto non esisteva alla data del 21 maggio scorso, allorquando successivamente è saltato fuori, tra lo stupore e l’incredulità dei presenti, con delibera di giunta n° 90 del 17 maggio 2013.

<Difficile non sentire un sapore amaro di pastetta – si legge nella nota dei gruppi di minoranza – per come si è sviluppata la vicenda, che, al di là dell’episodio in sé, da l’idea astrusa e agnostica che questo Sindaco e questa amministrazione hanno nei confronti della minoranza consiliare o, meglio, dei rapporti politici e democratici che con queste intendono avere. Il disconoscimento dei ruoli, che comporta nella fattispecie la negazione delle regole sino alla loro delegittimazione, non aiuta soprattutto la Città ad affrontare, come giusto che sia in modo serio e sereno, la questione finanziaria economica, di cui il consuntivo è atto fondamentale. Questo Sindaco, che pare essersi arroccato nella sua torre d’avorio debole della sua minoranza in consiglio comunale, non potrà certo superare l’impasse in cui Scicli è caduta alimentando e sostenendo, con atti e atteggiamenti, una linea di chiusura al confronto con le forze presenti in consiglio. Non ci appare possibile e spiegabile – continua – come da mesi denunciamo lo stato comatoso e di crisi dei conti dell’ente entrando puntualmente nel merito delle questioni, cercando costantemente un dialogo con chi insiste a non volere ascoltare rifiutando un confronto che sarebbe salutare per tutti, soprattutto per il sindaco e la sua amministrazione che non può e non deve, per il bene della Città che lo ha eletto, provare a “tirare a campare”. Fatte le proposte e tracciati i punti di crisi non possiamo aspettare che supinamente tutti, senza esclusione alcuna, possiamo essere tacciati di avere determinato il fallimento dell’azione finanziaria contabile dell’Ente e quindi della Città. Riteniamo – termina la nota – che vadano ripassate e applicate elementari regole di esercizio democratico in cui il ruolo della partecipazione, legittimata peraltro dal voto popolare, e del confronto con tutte le forze presenti in Consiglio sia intanto la prima ed esclusiva strada per cominciare ad intenderci.>                                                                                                     

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