VITTORIA: PERCORSI DI LEGALITA’

 

Inizieranno domani le iniziative organizzate dall’Esperto alle politiche sportive, Fabio Prelati e dedicate al tema della Legalità.

Si comincia allo Stadio Comunale di Vittoria alle ore 9, con il torneo di calcio “Un goal per il Fair Play” riservato alle seconde e terze classi delle scuole medie Pappalardo, Portella della Ginestra, San Biagio e Sciascia.

“Gli alunni di queste scuole – spiega Prelati – si confronteranno in incontri amichevoli caratterizzati da alcune norme di buon comportamento sportivo quali, ad esempio, l’assegnazione di un goal a sfavore al raggiungimento di un determinato numero di falli di gioco o espulsioni a tempo in caso di atteggiamenti poco rispettosi delle regole, degli avversari o dell’arbitro”.

Lunedì 27 maggio, alle ore 18,30, sempre allo Stadio Comunale, si terrà la manifestazione “Nello sport nessuno è straniero”, incontro amichevole di calcio con gli ospiti della comunità alloggio Spirito Santo di Vittoria retta da padre Beniamino Sacco.

“Si organizzeranno – spiega ancora Prelati – squadre miste, formate da rappresentanti delle forze dell’ordine, amministratori, glorie biancorosse e cittadini. In sostanza si giocherà insieme con lo scopo di socializzare, un messaggio chiaro che è quello di un’integrazione razziale possibile e praticabile anche grazie allo sport”.

Martedì 28 maggio, alle ore 19,00, presso la Sala Mazzone, si concluderà il progetto “Vittoria nella vita, Vittoria nello sport” che prevede la sottoscrizione di un Patto Etico-Sportivo fra l’Amministrazione comunale e i dirigenti, i tecnici, gli atleti e i genitori delle associazioni sportive della città.

“Si tratta – secondo Prealti – di un momento culturale di alto livello, poiché si sottoscrive un’alleanza formativa con importanti agenzie educative quali le associazioni sportive che dovranno assumersi pienamente la grande responsabilità di cui godono per la corretta crescita personale e sociale dei propri tesserati. Non si tratterà dell’enunciazione di un mero intendimento, ma di un vero e proprio contratto pedagogico che verrà sottoscritto da tutti gli attori del processo sportivo. Il Comune riconoscerà come meritevoli di attenzione quelle associazioni che sottoscriveranno il Patto poiché si uniformeranno alla mission che questa amministrazione pubblica intende perseguire nel campo delle politiche sportive. Nella predisposizione del progetto si è ritenuto importante, inoltre, mettere in pratica le seguenti strategie: innanzitutto, occorre relazionarsi con i genitori in quanto sono i principali interlocutori e le figure di riferimento dei bambini e dei ragazzi. Proprio i genitori dovranno rappresentare i principali alleati del progetto; le società sportive dovranno dichiarare chiaramente e rendere formali i loro valori di riferimento, senza ritenere che la condivisione di certi valori sia già patrimonio comune; le regole e la piattaforme  di valori del progetto sportivo devono essere esplicitate ai genitori e agli atleti nelle prime fasi della relazione affinché sia, da subito, chiaro che lo sport è, innanzitutto, strumento aggregativo di crescita individuale e sociale. Il patto deve essere formalizzato in modo ufficiale attraverso la stipula di un vero e proprio contratto educativo, con in calce la firma. La formalizzazione del progetto serve ad assegnare responsabilità ai partner coinvolti. Inoltre la formalizzazione, la coerenza e la credibilità dell’intera mission sono importanti anche in previsione del riconoscimento, da parte della scuola, di eventuali crediti formativi. I valori di riferimento proposti dall’amministrazione comunale e accolti dalla società sportiva vanno condivisi con tecnici, iscritti e genitori e non sono negoziabili. L’associazione sportiva ha il compito di orientare il tesserato o la famiglia che non intende sottoscrivere il patto lasciando libertà di scelta, ma coerentemente con l’obiettivo prefissato, non deve accogliere l’atleta, anche a costo di perdere un iscritto; appare evidente come le dichiarazioni d’intenti debbano essere praticate e sottoscritte, innanzitutto, dai dirigenti e dai tecnici della società. Periodicamente e al termine della stagione sportiva si procederà alla verifica finale e ad una valutazione sugli esiti raggiunti dal patto; La società sportiva dovrà strutturare una sorta di regolamento interno, scritto o verbale, che sanzioni aspramente quei comportamenti che si discostano dal patto sottoscritto. Il movimento sportivo e le famiglie, con l’adesione a questo progetto, riconoscono che l’attività motoria, soprattutto in età giovanile, è gioco e divertimento e che è più importante la Vittoria nella vita, piuttosto che quella solo nello sport. Ancora, una simpatica famiglia composta da papà Pomo, mamma Dorina e dal loro figlio Ciliegino, sono diventati i protagonisti di storie, disegni, e fumetti sui valori etici dello sport realizzati da alunni della scuola primaria e che saranno esposti insieme agli altri elaborati realizzati in occasione dei Percorsi di legalità. Nello specifico ci si impegnerà a rispettare il seguente Decalogo di valori etici,la cui accettazione è preliminare ad ogni forma di adesione all’associazione stessa. Nello specifico, tutti i suddetti attori dovranno sottoscrivere e accettare il seguente decalogo di doveri, impegni, responsabilità e valori: rispettare lo Statuto dell’associazione sportiva; considerare la pratica sportiva quale mezzo di gioco e di divertimento attraverso il quale elevare la propria condizione personale e sociale; rispettare le regole previste dalla disciplina sportiva praticata e accettare, senza assumere atteggiamenti aggressivi e violenti, le decisioni dei giudici o arbitri; riconoscere l’antagonista come competitore che si confronta per raggiungere il medesimo risultato sportivo e non come avversario da osteggiare e combattere; rispettare i competitori e i propri compagni di squadra senza distinguere se maschio o femmina, bianco o nero, abile o disabile; adottare il fair play quale prassi di comportamento fondata sui principi generali del rispetto, della solidarietà, della correttezza e dell’onestà; considerare i genitori, i dirigenti, i tecnici e i tifosi dei competitori quali legittimi sostenitori da apprezzare alla pari dei propri; avere cura dell’impianto sportivo utilizzato mantenendolo pulito, ordinato e a considerarlo come se fosse casa propria; accettare la sconfitta e ritenerla occasione di crescita e di miglioramento; rifiutare qualsiasi sostanza o aiuto artificiale (doping) che aumenti il rendimento fisico o alteri la prestazione sportiva”.

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