Niente solidarietà di facciata per i fatti di Vittoria. Da parte di nessuno. Troppe volte si sono viste le passerelle e le strumentalizzazioni attorno ad episodi del genere. Fatti !! Fatti che chiediamo da tempo, purtroppo puntualmente ignorati. Un grande assente dall’indifferenza inquietante, che assiste, solidarizza, magari si commuove, in questo come in migliaia di casi che si verificano giornalmente, è il legislatore. Una classe politica che riversa parole, intenzioni, promesse su una popolazione stanca che ormai è stufa di ascoltarli. A Palermo come a Roma le norme che riguardano il recupero crediti rimangono invariate rispetto a quel tempo in cui le sofferenze rimanevano a livelli fisiologici. Oggi il disastro economico, figlio di una globalizzazione scellerata che senza guardare in faccia nessuno lascerà ancora tanta distruzione alla quale nessuno vuole porre attenzione, vede cadere come birilli piccole e medie imprese che non riescono a tenere la concorrenza di paesi emergenti i cui costi di produzione sono di gran lunga inferiori ai nostri. Conseguenza, l’incapacità di famiglie, imprese, aziende,operai, a far fronte ai debiti contratti con gli istituti di credito e l’impossibilità di stare in regola con il pagamento delle tasse. Si può, davanti ad una situazione di emergenza come quella che stiamo attraversando, applicare le stesse regole di riscossione che sono state applicate in tempi normali? Possono le banche , pur nella loro autonomia, non ripensare a sistemi in grado di evitare fatti spiacevoli come quello di Vittoria? E’ da qualche anno che in tanti chiediamo di rivedere ed allineare al difficile momento le norme sulla riscossione a cominciare proprio dalla impignorabilità della prima casa, ma la classe politica regionale e nazionale non ascolta. Troppo interessati all’apparenza, alla tabella H, alle sentenze della cassazione dalle quali dipenderà la sorte di un governo, alla diaria dei deputati. Per quanto tempo dovremo ancora assistere a queste scene raccapriccianti senza uno straccio di risposta dalla classe dirigente. Forse sarebbe il caso di ripensare ad una azione di forza per costringere qualcuno ad occuparsi della priorità numero uno : bloccare immediatamente questa macchina schiaccia persone senza nessuna pietà. Viste le esperienze del recente passato fatto di chiacchiere e promesse vane quali altre strade esistono ? Insopportabile questa indifferenza. Siamo pronti a cambiare idea ma dateci un motivo per farlo.
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