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Il giallo dei portoni di Palazzo Paolino De Naro Papa sottoposto a restauro PNRR: “Che fine hanno fatto quelli storici?”
16 Lug 2026 08:17
Il restauro di Palazzo Paolino De Naro Papa, lo storico edificio di Modica Alta destinato a diventare Casa delle Associazioni e Centro di Aggregazione Culturale grazie a un finanziamento del PNRR, finisce al centro di un’interrogazione urgente presentata dal consigliere comunale Paolo Nigro.
A far discutere è la sorte dei due antichi portoni in legno che caratterizzavano gli ingressi del palazzo, uno su via Asmara e l’altro su piazza San Giovanni. Al loro posto sono stati installati nuovi portoni che, secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, presenterebbero caratteristiche completamente diverse rispetto a quelli originari.
Le fotografie che documentano il “prima” e il “dopo” dei lavori stanno già facendo discutere. A segnalare la vicenda e a raccogliere una documentazione fotografica è stato Giuseppe Catteri, collezionista e studioso da sempre attento alla tutela del patrimonio storico cittadino. Le immagini mostrano gli antichi portoni, verosimilmente risalenti all’epoca di costruzione del palazzo, e i nuovi infissi oggi installati.
Nell’interrogazione, indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco, all’Assessore ai Lavori Pubblici e al Dirigente del Settore Lavori Pubblici, si ricorda che i lavori sono ormai in fase di completamento e che all’impresa esecutrice sarebbe stato assegnato il termine del mese di luglio per ultimare rifiniture e pulizia del cantiere.
Nigro sottolinea come il restauro di un immobile di pregio storico, architettonico e monumentale debba avvenire “nel pieno ed assoluto rispetto delle norme di legge che regolano la tutela dei beni gravati da vincolo della Soprintendenza”, ricordando che Palazzo Paolino De Naro Papa è un edificio nobiliare ottocentesco inserito nel centro storico di Modica Alta.
Secondo quanto riportato nell’atto ispettivo, a seguito di una ricognizione esterna e delle segnalazioni ricevute da diversi cittadini, sarebbe stata accertata la rimozione dei portoni storici in legno intarsiato, sostituiti da nuovi manufatti, presumibilmente in legno di castagno.
L’interrogazione entra quindi nel merito con una serie di quesiti molto precisi.
Il primo riguarda la scelta progettuale:
Perché non si è proceduto al restauro dei portoni storici esistenti?
Ma il punto che più richiama l’attenzione riguarda la loro destinazione.
Nigro chiede infatti dove si trovino oggi gli antichi portoni, auspicando che non siano stati smaltiti insieme agli altri materiali di risulta del cantiere. Il consigliere propone inoltre che, qualora siano ancora esistenti, vengano formalmente consegnati al Comune, presi in carico dal Settore Lavori Pubblici, catalogati, custoditi all’interno del palazzo e successivamente restaurati per essere ricollocati nella loro posizione originaria.
L’interrogazione affronta poi anche altri aspetti dell’intervento PNRR, chiedendo:
- quale sia lo stato di avanzamento dei lavori rispetto al cronoprogramma e alle eventuali varianti;
- se siano stati effettuati tutti i collaudi previsti dalla normativa;
- a che punto sia la rendicontazione del finanziamento pubblico;
- se, una volta conclusi i lavori, il palazzo sarà realmente fruibile come Casa delle Associazioni e Centro di Aggregazione Culturale, destinazione prevista nel progetto finanziato;
- quali iniziative siano state avviate per la gestione e l’eventuale affidamento della struttura.
Al di là dell’ironia “il giallo dei portoni”, pone un tema più ampio: quello della conservazione degli elementi storici durante gli interventi di restauro sugli edifici monumentali.
Le fotografie diffuse mostrano un cambiamento evidente degli ingressi del palazzo, ma sarà l’Amministrazione comunale a dover chiarire se la sostituzione sia stata autorizzata nell’ambito del progetto approvato e, soprattutto, quale sia oggi la sorte dei manufatti originari.
L’auspicio, condiviso da quanti seguono con attenzione il recupero del patrimonio storico cittadino, è che gli antichi portoni siano stati conservati e possano eventualmente essere restaurati e ricollocati. Nel frattempo il presidente del Consiglio comunale è stato invitato a inserire l’interrogazione tra gli argomenti del primo Consiglio comunale utile.
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