Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
ELEZIONE DEL SINDACO : CI VUOLE UN TIRO DA TRE PUNTI
26 Apr 2013 11:22
La lotta per la sindacatura sta diventando una partita di basket: le strategie messe in campo dalle menti pensanti dei partiti somigliano, sempre di più, alle tattiche del gioco della pallacanestro, sport molto familiare al pubblico ragusano che non ha dimenticato le epiche imprese della Virtus Ragusa.
E la politica, in effetti, ‘sente’ questo sport, ancora oggi un grande della pallacanestro ragusana calca la scena della politica locale fra i protagonisti, c’è addirittura chi ha cooptato nella squadra assessoriale il presidente della nuova Virtus, qualcuno aveva anche pensato, ipotesi poi rientrata, di risolvere l’impasse candidatura chiamando, appunto, un esperto del tiro da tre punti, il tiro dalla lunga distanza che vale tre punti e che, per chi ha masticato pallacanestro, anche dagli spalti, si sa bene, vale non solo in termini di punteggio ma più ancora come abbattimento psicologico per l’avversario che, magari in vantaggio a pochi secondi dal termine della partita, si può vedere atterrato da un uno-due micidiale da tre punti.
Ma si sa, i professionisti del tiro da tre erano e sono ancora pochi sui parquet, ancora di meno sono quelli disponibili a ‘salire’ in politica, per dirla alla Monti.
Quindi la partita viene giocata sfruttando le strategie tradizionali, ma ognuno, in cuor suo sogna il tiro da tre: le tattiche e gli schemi si vanno delineando.
I 5 stelle sperano di non risentire dell’altalena di consensi a livello nazionale e cercano di riconfermare quanti più voti in percentuale rispetto alle precedenti elezioni, consapevoli, o almeno si spera, che le amministrative sono altra cosa.
Un ennesimo tiro da tre punti va ascritto al candidato di Territorio che, quasi sicuramente, vedrà confluire nella coalizione che lo appoggia il PD, dopo l’ingresso del Megafono nella cui lista sono confluiti due o tre candidati di Ragusa Grande di Nuovo, in un quadro che ripercorre, in maniera obiettivamente naturale, le alleanze che sono in vita a Palermo e che vedono come deus ex machina il Presidente Crocetta, attorno a cui coagulano sempre maggiori consensi.
Sull’evolversi della situazione mantengono la posizione delle loro candidature isolate Il Movimento Città e Giovanni Iacono con il suo Patto Civico di Cittadinanza, formazioni che, sulla carta e per i numeri, non lasciano intravedere un successo pieno in prima battuta ma, sicuramente potranno essere determinanti in caso di eventuale ballottaggio.
Resta il centro destra, per la verità ancora silente, le cui mosse si rilevano solo da indiscrezioni e da alcuni incontri riservati che si tengono sia all’interno delle segreterie, sia per strada o al bar come incontri occasionali.
Unica candidatura ufficiale al momento, indipendente dalla coalizione, è quella di Barone che si presenta con tre liste civiche a supporto, inspiegabile perché ha rinunciato all’insegna del suo partito, Cantiere Popolare. Alle riunioni hanno partecipato i rappresentanti della Destra di Storace, di Fratelli d’Italia, di Grande Sud e delle liste a sostegno di Barone; in una delle ultime riunioni è stato presente anche il deputato comisano, l’avv Assenza che non ha portato novità su una eventuale candidatura del Pdl. Di notevole solo la precisazione dell’onorevole riguardo alle voci che vorrebbero alcuni esponenti del Pdl intenzionati a dare sostegno a Cosentini, voci che sarebbero destituite di fondamento ma che, in ogni caso non avrebbero il consenso della dirigenza regionale del partito che si vedrebbe costretta a prendere i provvedimenti del caso.
Nel corso della riunione, qualcuno dei partecipanti ha tentato il tiro da tre ma il pallone ha esitato sul ferro e alla fine la retina è uscita indenne: il problema è sempre lo stesso, per qualsiasi ipotesi di candidatura della coalizione, che non sia quella di Barone, lo stesso dovrebbe fare un passo indietro.
Barone viene considerato per il suo seguito, per i suoi voti, ma appare, al momento, come Renzi nel Partito Democratico: che bravo, che bello, però troppo giovane
Restano insistenti solo le indiscrezioni, confermate da più parti, sul tentativo della coalizione di convincere Franco Antoci a sacrificarsi, offrendo la disponibilità della sua candidatura: ipotesi che dovrebbe, necessariamente prevedere un passo indietro di Barone, ipotesi, per ora, difficile ma non impossibile stando agli ultimi movimenti di giornata.
I maggiorenti del PDL volevano chiudere le trattative entro mercoledì scorso, considerato che ancora oggi ci sono trattative e contatti informali sarebbe già un successo tirare fuori la candidatura nel weekend.
Ma già la gente si chiede: – Ma Berlusconi, verrà ?
© Riproduzione riservata
Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it