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La Madre costituente Ottavia Penna Buscemi nella Sala delle Donne di Palermo
05 Nov 2026 12:10
Dimenticata nella città dei suoi avi, Scicli, Ottavia Penna Buscemi trova il suo spazio nella Sala delle Donne di Palermo assieme alle ventidue donne che hanno rappresentato e rappresentano, per la Sicilia, una forza reale nel tessuto economico, sociale, culturale e istituzionale e che Patrizia Di Dio e Margherita Tomasello, rispettivamente presidente di Confcommercio Palermo e presidente di Terziario Donna Palermo, hanno voluto ricordare con un luogo a loro dedicato.
L’inaugurazione di questo spazio commemorativo, attesa per oggi pomeriggio alle 16 a Palazzo Jung, in via Lincoln a Palermo, nella sede del Museo del Presente intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, cade nell’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia. In questa ricorrenza arriva da Palermo un grande segnale che sa di riconoscimento e di ricordo per donne che hanno lasciato la loro impronta nella società e che ripercorre il progetto, nato nel 2016, della prima Sala delle Donne a Montecitorio.
Nella sala espositiva, che racconta la vita e il ruolo che ciascuna di queste donne ha avuto nell’isola e nella storia, c’è anche uno spazio per Ottavia Penna Buscemi (Caltagirone, 1907 – 1986), nata dalla nobile famiglia Penna, nota nella cittadina iblea. “Ottavia Penna Buscemi, durante l’ultima guerra, si impegnò personalmente e a rischio della vita nelle azioni di solidarietà e di sostegno verso i bisognosi e i giovani emarginati – si legge nella didascalia di presentazione –. Si candidò alla Costituente nella lista dell’Uomo Qualunque e venne votata dai suoi concittadini con 11.675 preferenze. Il 2 giugno 1946 venne eletta all’Assemblea Costituente, entrando a far parte del piccolo ma agguerrito gruppo di Madri Costituenti: in totale 21 su 556 deputati. Gli storici affermano che senza questo gruppo di donne non avremmo avuto l’articolo 3 della Costituzione, dove opportunamente il principio di uguaglianza viene introdotto anche contro le discriminazioni di sesso. Ottavia Penna Buscemi ebbe inoltre un momento personale di notorietà quando, nell’elezione del primo Presidente della Repubblica da parte della Costituente, ebbe ben 32 voti, risultando terza dopo De Nicola e Facchinetti e prima di Orlando, Sforza e De Gasperi”.
Il suo nome è ricordato assieme a quello di Rita Atria, testimone di giustizia; Piera Aiello, anch’essa testimone di giustizia e prima parlamentare con questo status; Franca Viola, ancora vivente, di cui si ricorda la forza di denunciare il suo stupratore e alla quale è dedicato il film le cui riprese sono in corso in queste settimane in provincia di Ragusa; le Donne dei Fasci siciliani; Elda Pucci, prima sindaca di una grande città italiana e forte di un impegno antimafia; Maria Paternò, la baronessa catanese che nel 1808 fu la prima a ottenere il divorzio, senza il consenso del marito; Nina Siciliana, poetessa italiana del XIII secolo; Giuseppina Torrisi Colonna, poetessa, femminista ante litteram, voce civile del Risorgimento; Elvira Giorgianni Sellerio, fondatrice della casa editrice Sellerio; Margherita De Simone, architetto, docente, prima preside di una Facoltà di Architettura in Italia; Concetta Mezzasalma, promotrice della riforma agraria che cambiò il volto dell’isola; Vittoria Giunti, partigiana, accademica, prima sindaca donna in Sicilia, eletta nel 1956 nel comune di Sant’Elisabetta in provincia di Agrigento; Franca Florio, icona della Belle Époque palermitana; Rosalia Sinibaldi, che a quindici anni si rifiutò di sposare il nobile Baldovino e decise di abbracciare la fede, contro il volere della famiglia e dello stesso sovrano Ruggero II; Adelasia Del Vasto, la contessa ritenuta la madre del Regno di Sicilia; Bianca di Navarra, autrice delle “Consuetudines Terre Paternionis”, un sistema di norme di diritto civile codificato in lingua latina, con 87 articoli su diritto matrimoniale, privato e commerciale; Bella De Paija e Virdimura De Medico, vissute tra il Trecento e il Quattrocento, famose per la loro perizia nell’arte medica e per il loro impegno in favore delle donne e dei poveri; Eleonora De Moura, vicerè di Spagna in Sicilia nel 1677, con una gestione del governo al “femminile”, alla quale Andrea Camilleri ha dedicato il romanzo “La rivoluzione della luna”.
Nella Sala delle Donne ci sono anche le schede di Francesca Morvillo, magistrata e vittima della strage di Capaci; Maria Falcone, custode della memoria e promotrice della cultura della legalità; Giuseppa Calcagno, conosciuta come “Peppa la Cannoniera”, eroina dei moti rivoluzionari del 1848; Costanza d’Altavilla, regina di Sicilia e madre di Federico II, uno dei più grandi sovrani del Medioevo.
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