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Poteva diventare Presidente della Repubblica ma Scicli non le dedica neppure una strada
16 Ott 2026 10:07
Ebbene sì. A Scicli non c’è traccia, spulciando fra vie, cortili, slarghi e piazze, di una intitolazione ad Ottavia Penna Buscemi, figlia del barone Francesco Penna, nobile famiglia della cittadina barocca. Da giorni il dibattito è sempre più acceso sulla mancata attenzione, nell’assegnazione della toponomastica della città e delle cinque borgate della fascia costiera, alle donne. Da una lettura dettagliata dello stradario qualche donna si nota ma il numero non è certamente alto. La storia ci consegna un nome: quello di Ottavia Penna Buscemi risultata terza alla elezione del primo Presidente della Repubblica dopo Enrico De Nicola e Cipriano Facchinetti ed una delle ventuno Madri della Costituente che sono state, insieme a lei, Maria Agamben Federici, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Teresa Noce, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio. Il barone Penna e la famiglia si erano trasferiti da Scicli a Caltagirone; qui Ottavia sposò il dottor Filippo Buscemi, medico dell’ospedale calatino. Nel 1946 fu eletta all’Assemblea Costituente tra le file del movimento del Fronte dell’Uomo Qualunque, risultando l’unica donna eletta in quel gruppo e una delle sole 21 “Madri della Repubblica”. Di forte fede monarchica, passò alla storia per essere stata la prima donna a venire candidata provvisoriamente alla guida dello Stato (la carica di Capo provvisorio dello Stato) ottenendo 32 voti e posizionandosi al terzo posto.
Non solo donna in politica nella sua vita: forte l’impegno sociale che la portò ad aiutare i bisognosi. Il forte temperamento e la grande umanità la portarono a dedicarsi ai più bisognosi fondando a Caltagirone, insieme a padre Quinci, un’associazione di assistenza chiamata “La città del ragazzo”. Di fede monarchica, venne ostacolata fin dagli esordi della sua carriera politica dalle istituzioni locali, e perfino dal vescovo di Caltagirone per aver scelto di candidarsi con il partito fondato da Guglielmo Giannini, il Fronte dell’Uomo Qualunque. Ma Ottavia Penna, donna coraggiosa e intraprendente, contro la logica del tempo che vide, soprattutto nel Meridione, occupare gli spazi della politica solo dagli uomini, sentì forte il dovere di esporsi sulla scena pubblica per rivendicare la parità dei diritti tra il genere maschile e femminile attirandosi in questo modo l’ostilità degli ambienti cittadini civili e religiosi della sua città. Ritiratasi dalla scena politica, trascorse gli ultimi anni della sua vita nel più assoluto riserbo, nel palazzo nobiliare della sua città. Ottavia Penna Buscemi riposa nel cimitero monumentale di Caltagirone. Chissà se un giorno Scicli gli riconoscerà il suo grande valore nella politica e nel sociale. Naturalmente in una nuova stagione della toponomastica sciclitana.
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