Per il progetto Ti ASPetto a casa l'Asp cerca un assistente sociale con partita Iva: 16mila euro lordi l'anno per 23 ore settimanali. La segnalazione di una lettrice.
La sanità cerca professionisti, ma quanto li paga? Il caso dell’Asp di Ragusa
05 Nov 2026 06:30
Sedicimila euro lordi l’anno per 23 ore di lavoro a settimana, con contributi e oneri a carico del professionista. È il compenso che l’Asp di Ragusa mette sul piatto per l’assistente sociale da reclutare nel progetto «Il genere al centro della cura – Ti ASPetto a casa», finanziato con i fondi PNES 2021-2027.
L’avviso pubblico è stato indetto con la deliberazione n. 2318 del 31 ottobre 2026: una selezione per titoli e colloquio per un solo incarico, con contratto di lavoro autonomo e obbligo di partita Iva. Nessun rapporto di lavoro dipendente con l’Azienda, precisa il bando, che esclude anche l’applicazione del contratto collettivo nazionale del comparto sanità. L’incarico dura fino al 30 giugno 2028 e può concludersi prima «per qualunque ragione dell’Azienda».
Poco più di 13 euro lordi l’ora
Il compenso, si legge nel documento, è di «16.000,00 lordi per ciascuna unità per 23 ore settimanali, omnicomprensivo di oneri contributivi ed assistenziali e vari posti a carico del lavoratore». Diviso per le 52 settimane dell’anno, fa poco più di 13 euro lordi l’ora. Per partecipare si pagano 10 euro di diritti di segreteria e, al momento della firma, l’incaricato deve presentare una polizza assicurativa contro infortuni, malattie professionali e per la responsabilità civile verso terzi.
I requisiti non sono pochi: laurea in servizio sociale, abilitazione alla professione, iscrizione all’Ordine e formazione specifica in sostegno familiare e genitorialità, tutela dei minori o prevenzione del disagio nella prima infanzia. Il compito è il monitoraggio e il supporto al miglioramento del clima familiare, insieme alle altre figure dell’équipe, nell’ambito di «Ti ASPetto a casa», il progetto di assistenza domiciliare a neo-mamme e neonati presentato dall’Asp a maggio.
La segnalazione
A segnalare il bando alla nostra redazione è una lettrice, che chiede di restare anonima. Tolte tasse e contributi, calcola, «in tasca restano meno di 10 euro netti l’ora». «Per un lavoro di responsabilità, che richiede anni di studi, iscrizione a un albo professionale e presenze a domicilio dalle persone che hanno bisogno, una cifra del genere è demoralizzante», scrive. E aggiunge: «Ci si riempie spesso la bocca di parole come “sanità di prossimità”, “equo compenso” o “valorizzazione dei professionisti”, ma poi i bandi pubblici propongono condizioni del genere». A pagarne le conseguenze, secondo la lettrice, non sono solo i lavoratori ma anche gli utenti, perché compensi così bassi portano a un continuo ricambio di personale e alla perdita di continuità nelle cure.Le domande vanno presentate entro quindici giorni dalla pubblicazione dell’avviso nella sezione «Bandi e concorsi» del sito dell’Asp, solo tramite posta elettronica certificata all’indirizzo concorsi@pec.asp.rg.it.
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