Vittoria, diede fuoco alla casa uccidendo madre e sorella: ora si attende la sentenza

Vittoria, diede fuoco alla casa uccidendo madre e sorella: ora si attende la sentenza

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E’prevista per il prossimo 24 novembre la sentenza davanti alla Corte d’Assise di Siracusa per il processo a carico di Wajdi Zaouadi, 32 anni. L’uomo risponde di pluriomicidio volontario aggravato dalla parentela, dalla ridotta capacità di difendersi e dalla crudeltà. Fu protagonista di uno dei fatti di cronaca più tremendi mai accaduti nel Ragusano. 

Nella notte tra il 12 e 13 giugno del 2024 appiccò il fuoco nella casa di famiglia in piazza Unità a Vittoria, uccidendo la madre Mariem Sassi 55 anni e la sorella Samah, 34 anni e ferendo gravemente il padre e la sorella più piccola. Wajdi Zaouadi, riconosciuto già in fase di indagini (incidente probatorio richiesto dal suo difensore, l’avvocato Giovanni Ascone), incapace di intendere e volere al momento del fatto, socialmente pericoloso ma capace di partecipare al processo, era stato rinviato a giudizio dal gip di Ragusa, davanti alla Corte d’Assise di Siracusa. 

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, l’uomo, che era in libertà vigilata per altri fatti ed era seguito dal Dipartimento di salute mentale, aveva cosparso di liquido infiammabile parte dell’abitazione: la camera da letto dei genitori, il corridoio e l’ingresso di casa. Poi aveva innescato l’incendio con un accendino. Venne fermato nei pressi della stazione degli autobus. Madre e sorella morirono per le gravissime ustioni. Il padre e la sorella più piccola, che era da poco rientrata dalla cena di classe, a pochi giorni dall’esame di maturità, si salvarono dopo avere a lungo lottato tra la vita e la morte.

La Corte d’Assise ha ritenuto di dover affidare l’incarico per effettuare una perizia psichiatrica sul 32enne, nominando il professore Eugenio Aguglia – ordinario di Clinica psichiatrica all’Università di Catania -; alle operazioni, hanno assistito anche la psicologa Carla Azzara e il medico legale Giuseppe Iuvara, nominati dal difensore di Zaouadi. Il perito ha concluso la sua relazione confermando la totale incapacità di intendere e volere dell’imputato e la pericolosità sociale. Wajdi Zaouadi attualmente si trova in regime di detenzione in una ad una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza),  struttura idonea ad ospitare persone con problemi psichici.

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