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Inchiesta sulla sanità siciliana: archiviazione per politici, imprenditori e dirigenti regionali
04 Set 2026 10:08
Si chiude con una serie di archiviazioni una parte dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla sanità e sui rapporti tra politica, imprenditoria e apparati regionali.
Il gip di Palermo ha disposto l’archiviazione per diversi politici, imprenditori e dirigenti regionali, accogliendo le richieste avanzate dalla Procura. Il provvedimento riguarda la parte dell’indagine rimasta ancora aperta dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, che ha patteggiato una condanna a tre anni per corruzione e traffico di influenze.
Tra le posizioni archiviate figura anche quella dello stesso Cuffaro relativamente all’ipotesi di turbata libertà degli incanti legata a un concorso.
Il quadro dell’inchiesta comprendeva diverse ipotesi di reato, dalla rivelazione di segreto d’ufficio alla corruzione, fino a presunti illeciti nella gestione di concorsi e appalti.
È stata archiviata, tra le altre, la posizione di Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali della Regione, che era stata indagata per una presunta rivelazione di informazioni riservate sui bandi dell’assessorato. Archiviazione anche per il tenente colonnello dei Carabinieri Stefano Palminteri e per l’ex poliziotto Filippo Paradiso, coinvolti nella stessa ipotesi investigativa: nel loro caso le intercettazioni sono state ritenute inutilizzabili.
Archiviata inoltre la posizione di Alessandro Caltagirone, direttore generale dell’Asp di Siracusa, per il quale non sarebbe emersa prova di un coinvolgimento in presunti favoritismi legati ad alcuni appalti.
Tra gli altri procedimenti, resta invece aperto quello relativo al presunto concorso per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari. Per questa vicenda sono stati rinviati a giudizio Roberto Colletti, Antonio Iacono e Vito Raso, mentre Ferdinando Aiello è stato ammesso al giudizio abbreviato.
Un altro filone riguarda un appalto a Siracusa: per questa vicenda sono stati rinviati a giudizio Mauro Marchese, Marco Dammone e Sergio Mazzola, con il processo ormai prossimo all’avvio.
L’archiviazione rappresenta dunque la conclusione di alcune delle contestazioni inizialmente ipotizzate dagli investigatori, mentre altri procedimenti proseguono separatamente davanti alla magistratura.
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