ANFFAS Modica, si guarda a settembre: il centro resterà nella sua sede e con gli stessi ragazzi

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L’obiettivo adesso è uno solo: garantire la ripartenza del servizio entro settembre, senza disperdere quella che negli anni è diventata una vera comunità. Dopo la bufera giudiziaria che ha investito l’ANFFAS di Modica, l’attenzione si sposta sulle famiglie e sui tanti ragazzi che hanno bisogno di continuità, punti di riferimento e assistenza.

A fare il punto sulla situazione, da noi contattata, è l’assessore ai Servizi sociali Concetta Spadaro, che ripercorre quanto emerso dal tavolo tecnico dei giorni scorsi e spiega la strada individuata per affrontare l’emergenza.

La decisione assunta al tavolo tecnico è quella di non frammentare il gruppo dei ragazzi. Nonostante la disponibilità manifestata da altre associazioni del territorio ad accogliere gli utenti, l’orientamento è stato quello di mantenere unita la comunità e di consentire ai ragazzi di continuare le proprie attività nella stessa sede e insieme agli stessi compagni.

Una scelta ritenuta importante anche dal punto di vista umano e sociale. Dividere i ragazzi tra strutture diverse avrebbe significato interrompere relazioni, abitudini e percorsi costruiti nel tempo.

Per questo, spiega l’assessore Spadaro, la soluzione individuata è quella di far ripartire il servizio nella sede ANFFAS, una volta completati tutti gli interventi necessari.

La sede, dopo quanto accaduto e dopo la chiusura disposta nell’ambito della vicenda giudiziaria, deve essere pulita e sanificata e resa nuovamente idonea ad accogliere i ragazzi.

In questo percorso il Comune intende fare la propria parte, insieme ad alcuni volontari che hanno dato la loro disponibilità proprio durante il tavolo tecnico.

L’assessore Spadaro, inoltre, è già in contatto con una delle mamme degli utenti per concordare concretamente quando iniziare gli interventi, così da poter procedere nel più breve tempo possibile.

L’obiettivo è arrivare a settembre con una sede pronta e con il servizio nuovamente operativo.

Parallelamente alla sistemazione della struttura dovrà essere affrontato l’altro passaggio fondamentale: la ricostituzione degli organismi dirigenti dell’associazione.

L’ANFFAS dovrà procedere con un’assemblea elettiva, dalla quale dovrà uscire un nuovo Consiglio di amministrazione e, successivamente, un nuovo presidente.

È questo il percorso individuato per consentire all’associazione di ripartire anche sotto il profilo organizzativo e gestionale, dopo la vicenda giudiziaria che ha coinvolto alcuni suoi esponenti.

L’inchiesta della Procura di Ragusa ha portato alla chiusura della struttura, a due arresti domiciliari e a provvedimenti interdittivi nei confronti di altri operatori, mentre complessivamente risultano 13 persone indagate.

È fondamentale ricordare che si tratta di un procedimento ancora in corso e che le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

Nel frattempo, però, c’è una necessità concreta che non può attendere i tempi della giustizia: garantire alle persone con disabilità la continuità del percorso assistenziale e alle loro famiglie la possibilità di guardare al futuro con maggiore serenità.

Ed è proprio per questo che il tavolo tecnico convocato dal Comune ha assunto una particolare importanza.

L’obiettivo è chiaro: entro settembre il servizio dovrà essere nuovamente garantito.

Dopo settimane difficili, per le tante famiglie coinvolte questa è probabilmente la notizia più importante: sapere che i propri ragazzi potranno tornare nella loro sede, ritrovare i loro compagni e riprendere, per quanto possibile, quella quotidianità che la vicenda giudiziaria ha bruscamente interrotto.

Ora la sfida è trasformare le intenzioni in fatti, con una sede pronta, una nuova governance e soprattutto un servizio che torni a funzionare nell’interesse dei ragazzi e delle loro famiglie.

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