Una corsa che si trasforma in gioia: a Ragusa Gabriele nasce in casa

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Una corsa contro il tempo che, alla fine, si è trasformata nell’emozione di una nuova vita. È accaduto questa mattina a Ragusa, dove una mamma ha dato alla luce il suo secondo figlio direttamente nella propria abitazione, senza riuscire a raggiungere l’ospedale.

La chiamata alla centrale operativa del 118 è arrivata poco prima delle 8. Immediatamente è stata inviata sul posto l’ambulanza MSA Ragusa 1. Successivamente è intervenuta anche l’unità medicalizzata MSA Modica 1, ma quando il medico ha raggiunto l’abitazione il piccolo Gabriele aveva già fatto il suo ingresso nel mondo.

Travaglio rapidissimo, Gabriele nasce in casa

La mamma, ragusana e già madre di un altro bambino, ha spiegato ai soccorritori di non aver fatto in tempo a raggiungere l’ospedale. Le contrazioni, infatti, si sono presentate a intervalli molto ravvicinati e il travaglio si è sviluppato con estrema rapidità.

Così, prima ancora di poter arrivare in una struttura sanitaria, è nato Gabriele.

Un parto decisamente inusuale, ma concluso fortunatamente nel migliore dei modi.

L’intervento del 118 dopo la nascita

Al loro arrivo, gli operatori del 118 hanno immediatamente provveduto ad assistere mamma e neonato. Il piccolo Gabriele è stato visitato e sottoposto alle necessarie valutazioni.

Per gli operatori si è trattato di un intervento diverso dal consueto: invece di accompagnare una futura mamma verso l’ospedale, si sono trovati a prestare assistenza a un bambino che aveva già scelto di nascere tra le mura di casa.

Dopo i momenti concitati dell’intervento, non sono mancate anche le coccole al neonato, in un’atmosfera inevitabilmente carica di emozione.

Mamma e bambino stanno bene

La notizia più importante è che mamma e bambino stanno bene. Quello che era iniziato come un intervento d’emergenza si è concluso con il lieto evento e con la nascita di Gabriele.

Una storia particolare, iniziata con una chiamata al 118 nelle prime ore della mattina e conclusa con il primo incontro tra il piccolo e gli operatori sanitari che lo hanno assistito appena venuto al mondo.

Una chiamata d’emergenza che, questa volta, ha avuto un finale speciale: non un’emergenza da fronteggiare, ma una nuova vita da accogliere.

Si ringrazia per la foto il giornalista Carmelo Riccotti La Rocca

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