Madison Cinemas, la riapertura resta possibile ma servono ancora alcuni documenti. Cassì: “Non sono certo il nemico del cinema”

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

La strada verso la riapertura del Madison Cinemas di Ragusa non è ancora conclusa, ma nemmeno interrotta, almeno dal punto di vista amministrativo e burocratico sebbene il proprietario abbia già detto di non avere più intenzione di riaprire. La Commissione di pubblico spettacolo si è riunita nuovamente questa mattina per tornare a esaminare la documentazione presentata dalla società e, dopo le integrazioni già prodotte rispetto alla precedente seduta, ha evidenziato la necessità di acquisire ancora alcuni documenti che, e questa è la buona notizia, non dovrebbero essere eccessivamente difficili da produrre ma comunque necessari.

È un passaggio tecnico che lascia però aperta la prospettiva della riapertura. Una volta completata la documentazione, infatti, la Commissione potrà procedere con il sopralluogo e, qualora venga verificata la corrispondenza tra quanto dichiarato negli atti e la situazione della struttura, arrivare all’autorizzazione.

A confermare questo percorso è stato questa mattina il sindaco di Ragusa Peppe Cassì, che, da noi intervistato, ha fatto il punto sull’esito della riunione e ha ribadito la volontà dell’amministrazione di arrivare alla riapertura del multisala.

«La Commissione si è riunita oggi perché la società aveva integrato la documentazione rispetto all’ultima volta, quando erano state evidenziate alcune mancanze – ha spiegato Cassì –. Oggi è stato rilevato che c’è da integrare ulteriormente la documentazione».

Il sindaco ha però chiarito quale sarà il passaggio successivo: «Quando saranno completi questi documenti si potrà disporre un sopralluogo e, all’esito del sopralluogo, verificata la rispondenza di quello che scrivono con i fatti, si potrà autorizzare la riapertura del cinema».

Secondo quanto riferito da Cassì, si tratterebbe di documentazione che i tecnici della società sarebbero in grado, se vorranno, di produrre in tempi relativamente brevi.

Insomma, la pratica non è ferma e la riapertura non è esclusa: al contrario, il percorso indicato dalla Commissione è quello di completare gli atti, effettuare il sopralluogo e quindi procedere alle valutazioni finali.

«Il sindaco non può sostituirsi alla Commissione»

Cassì ha voluto anche chiarire il proprio ruolo nella vicenda, soprattutto dopo le accuse rivoltegli negli ultimi giorni dalla proprietà del Madison.

«Non posso di certo sostituirmi a una Commissione di pubblico spettacolo, non so se è chiaro», ha detto il sindaco. «Se io avessi un ruolo, una responsabilità in questo, quello che posso fare è sollecitare, come ho fatto, la convocazione della Commissione. Dopodiché la Commissione agisce e opera secondo le norme».

Un organismo, ha ricordato, che non è composto esclusivamente da rappresentanti del Comune: «Ci sono i Vigili del fuoco, c’è l’Asp e altri uffici, quelli che si occupano del sonoro, l’Ufficio tecnico, che comunque deve seguire delle norme tecniche».

La posizione dell’Amministrazione è dunque chiara: il Comune può accompagnare il percorso, ma l’autorizzazione finale deve arrivare attraverso l’iter previsto e sulla base delle verifiche degli organismi competenti.

Il confronto di ieri sera al DonnaFugata Film Festival

La vicenda era stata al centro anche di un breve e significativo confronto avvenuto ieri sera sul palco del DonnaFugata Film Festival, durante la serata conclusiva della manifestazione.

A chiamare in causa il sindaco era stato il direttore artistico Andrea Traina, con una battuta sul ruolo del festival nel panorama cinematografico cittadino.

«Ad oggi, diciamo, il DonnaFugata Film Festival è l’unico multisala che ha Ragusa», aveva scherzato Traina, sottolineando la contemporanea proiezione di più film in varie aree del castello di Donnafugata, prerogativa del festival.

Cassì aveva raccolto la provocazione, spiegando la propria posizione: «Avevamo un multisala per motivi burocratici, diciamo, di autorizzazioni varie. Questa struttura purtroppo al momento è chiusa e il titolare ha pensato di individuare il responsabile di questa chiusura nella persona del sottoscritto, ovviamente sbagliando».

Il sindaco aveva quindi ribadito che il procedimento non dipende da una decisione personale del primo cittadino: «Ci sono Commissioni pubblico spettacolo, ci sono questioni urbanistiche, questioni di Vigili del fuoco. Il sindaco può mettere insieme le persone che poi devono rilasciare le autorizzazioni».

E proprio in vista della riunione di questa mattina, Cassì aveva manifestato un cauto ottimismo.

«Io sono moderatamente ottimista perché fino all’ultimo sono stati presentati dei documenti integrativi. Documenti integrativi vuol dire che la volontà di chiudere forse non è così ferrea», aveva detto.

«Non voglio passare come il nemico del cinema»

Nel corso del dialogo con Traina, il sindaco aveva anche voluto allontanare l’immagine di un’amministrazione poco interessata alla cultura cinematografica.

«Io non voglio passare come il nemico del cinema. Io so quanto è importante avere un cinema in una città», aveva affermato, ricordando che Ragusa, con i suoi circa 74 mila abitanti, dispone di un’offerta cinematografica limitata.

«Abbiamo un solo cinema e c’era questo multisala, quindi è un peccato, è una perdita, è un presidio culturale», aveva aggiunto.

Un concetto ribadito anche questa mattina, quando Cassì ha sottolineato che l’Amministrazione attende di poter completare il percorso e arrivare alla riapertura.

«La petizione? La firmo anch’io»

Sul palco del festival era stato affrontato anche il tema della petizione lanciata per chiedere la riapertura del Madison.

«C’è anche una petizione che sta circolando per favorire, per chiedere questa riapertura», aveva ricordato Traina.

La risposta di Cassì era stata immediata: «La firmo anch’io, eventualmente la firmo anch’io». Ma ha chiarito anche che la petizione deve essere rivolta non al Comune ma semmai al proprietario affinché regolarizzi tutto e si possa procedere al via libera.

Una disponibilità accompagnata appunto dalla precisazione che ogni soggetto deve svolgere il proprio ruolo all’interno della procedura amministrativa.

Adesso gli ultimi documenti, poi il sopralluogo

Il quadro che emerge dalla riunione di oggi è quindi quello di un iter amministrativo ancora aperto. La proprietà ha già prodotto integrazioni rispetto alla prima richiesta della Commissione, ma servono ulteriori documenti. Una volta completato il fascicolo, il passaggio successivo sarà il sopralluogo.

«Noi non vediamo l’ora di far riaprire, di consentire tramite la Commissione di riaprire», ha detto Cassì. «Ormai sono pochi documenti».

La vicenda, dunque, resta ancora da definire, ma l’esito della riunione di questa mattina non rappresenta di certo una chiusura amministrativa e nemmeno politica del percorso. Al contrario, indica con maggiore precisione quale sia il prossimo passaggio necessario per arrivare alla riapertura del Madison se la proprietà tornerà indietro rispetto agli annunci fatti.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it