Per l’Etna aeroporto di Catania fermo per ore: torna operativo, ma restano i disagi. Il Codacons: «Serve un piano strutturale per i passeggeri»

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CATANIA – Una giornata difficile per l’aeroporto di Catania, rimasto a lungo paralizzato a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e della presenza di cenere vulcanica nell’atmosfera. Dopo lo stop iniziato nella mattinata di oggi, sabato 8 agosto, lo scalo di Fontanarossa è tornato progressivamente operativo nel corso del pomeriggio, ma la ripresa dei voli non ha cancellato gli effetti delle ore di chiusura: cancellazioni, ritardi e disagi hanno continuato a interessare i passeggeri.

La società di gestione SAC ha disposto la graduale riapertura degli spazi aerei interessati dalla nube vulcanica, nel settore C1, a sud-ovest dello scalo. Con il venir meno delle condizioni che avevano imposto le limitazioni per ragioni di sicurezza, sono state ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo.

La giornata, tuttavia, è stata pesantemente condizionata dall’emergenza. Lo stop ha interessato lo scalo fin dalle prime ore e i passeggeri hanno dovuto fare i conti con una situazione in continua evoluzione, mentre le compagnie aeree hanno dovuto gestire cancellazioni, riprogrammazioni e possibili dirottamenti. Anche dopo la riapertura, infatti, il tabellone dei voli ha continuato a risentire degli effetti dell’interruzione delle operazioni.

La cenere dell’Etna blocca i voli

Il problema, ancora una volta, è stato determinato dalla cenere vulcanica prodotta dall’attività dell’Etna. La presenza di particelle di cenere nello spazio aereo rappresenta un rischio per la sicurezza della navigazione e impone alle autorità competenti di adottare limitazioni anche molto pesanti sull’operatività dello scalo.

Per Fontanarossa si tratta di una situazione con la quale lo scalo etneo deve periodicamente confrontarsi. Ma quando l’attività del vulcano coincide con il periodo di maggiore traffico turistico, gli effetti sui viaggiatori possono essere particolarmente pesanti.

Ed è proprio su questo aspetto che interviene il Codacons.

Codacons: «La sicurezza viene prima di tutto, ma serve un piano per i passeggeri»

L’associazione dei consumatori sottolinea innanzitutto che le limitazioni imposte per garantire la sicurezza dei voli non sono in discussione. Il problema riguarda invece la gestione delle conseguenze che una chiusura o una forte riduzione dell’operatività dello scalo produce su migliaia di persone.

«La sicurezza dei voli viene prima di tutto e le decisioni assunte dalle autorità competenti devono essere rispettate – afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – ma proprio perché l’attività dell’Etna rappresenta una realtà con cui l’aeroporto di Catania convive da anni, occorre disporre di procedure sempre più efficaci per gestire le conseguenze sui passeggeri».

Il Codacons chiede quindi un piano strutturale e coordinato che coinvolga il gestore aeroportuale, le compagnie aeree e tutti i soggetti competenti, con l’obiettivo di rendere più efficace la gestione delle emergenze.

Al centro della richiesta ci sono soprattutto le informazioni ai viaggiatori, l’assistenza e la gestione delle cancellazioni e dei dirottamenti.

«Un viaggiatore deve poter conoscere tempestivamente cosa sta accadendo al proprio volo e quali alternative ha a disposizione – aggiunge Tanasi –. Le informazioni devono arrivare il prima possibile attraverso tutti i canali disponibili, evitando, per quanto possibile, che le persone raggiungano inutilmente l’aeroporto o rimangano per ore senza indicazioni sufficientemente chiare».

Attenzione a anziani, famiglie e persone fragili

Secondo l’associazione, particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle persone con disabilità o mobilità ridotta, agli anziani e alle famiglie con bambini, categorie che possono subire conseguenze ancora più pesanti quando una cancellazione o un dirottamento si traduce in lunghe attese e cambi improvvisi del programma di viaggio.

La questione non riguarda dunque soltanto la ripresa dei voli, ma ciò che accade nelle ore comprese tra la cancellazione e la ripartenza: dove attendere, come ottenere informazioni, quali alternative sono disponibili e quali forme di assistenza spettano ai passeggeri.

Cosa spetta ai passeggeri

Il Codacons ricorda inoltre che gli eventi legati all’attività vulcanica possono, quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa europea, rientrare tra le circostanze eccezionali e quindi escludere il diritto alla compensazione pecuniaria.

Questo, però, non significa che vengano meno tutte le tutele. Restano infatti le altre forme di assistenza previste dalla disciplina europea, compreso, nei casi di cancellazione, il diritto a scegliere tra rimborso del biglietto e riprotezione secondo quanto previsto dal Regolamento europeo 261/2004.

La riapertura di Fontanarossa rappresenta dunque un ritorno alla normalità operativa, ma non chiude automaticamente la partita dei disagi. Gli effetti dello stop possono infatti protrarsi per diverse ore, fino al completo ripristino della programmazione dei voli e al riposizionamento di aerei ed equipaggi.

«Non possiamo impedire all’Etna di eruttare, ma possiamo e dobbiamo organizzare nel modo migliore possibile la risposta alle conseguenze sull’operatività aeroportuale – conclude Tanasi –. Catania ha bisogno di un sistema capace di affrontare questi eventi riducendo al minimo i disagi e garantendo ai passeggeri informazioni, assistenza e soluzioni alternative nel più breve tempo possibile». foto di repertorio

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