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“La verifica non serviva alla città, ma a Forza Italia”: affondo del PD sul Monisteri Ter
04 Ago 2026 08:41
Non si placano le reazioni politiche dopo il varo della nuova Giunta comunale di Modica. Dopo la conclusione della verifica di maggioranza e la nascita del cosiddetto “Monisteri ter”, arriva l’affondo del Partito Democratico cittadino, che attraverso il segretario Francesco Stornello attacca duramente l’operazione politica che ha portato al rimpasto dell’esecutivo.
Secondo il PD, la verifica non avrebbe avuto come obiettivo quello di affrontare le principali criticità della città, ma esclusivamente di ridefinire gli equilibri interni alla maggioranza.
«La crisi politica si è conclusa con una sequenza per molti versi surreale – dichiara Stornello –. Dapprima assistiamo alle dimissioni “spontanee” degli assessori Antonio Drago e Tino Antoci; subito dopo la sindaca Maria Monisteri li ringrazia pubblicamente, tessendone le lodi per l’abnegazione e gli obiettivi raggiunti; infine, a distanza di poche ore, la stessa prima cittadina esalta con identico entusiasmo i nuovi ingressi nell’esecutivo. La parabola è fin troppo chiara: ci si congratula, ci si elogia a vicenda e poi ci si sostituisce».
Per il segretario dem, il vero nodo politico sarebbe rappresentato dalle motivazioni del rimpasto.
«Se gli assessori uscenti avevano lavorato così bene, perché rimuoverli? E se era necessario sostituirli, perché coprirli di encomi? La verità è una sola: la cosiddetta verifica di maggioranza non è mai servita a dare risposte ai problemi complessi di Modica, ma si è rivelata un mero manuale di gestione e redistribuzione delle poltrone, giocato interamente sulla testa dei cittadini».
Nel mirino del Partito Democratico anche il nuovo assetto politico della maggioranza e il ruolo assunto da Forza Italia.
«È la stessa sindaca – prosegue Stornello – ad aver dichiarato che Forza Italia “si fa carico di guidare il governo di Modica”, lungo un percorso condiviso con l’onorevole Nino Minardo. Queste parole consegnano alla città la fotografia più nitida e amara di questa fase politica: a guidare Modica non è chi è stato eletto per amministrarla, ma un partito assente alle elezioni comunali con i suoi vertici regionali».
Il PD richiama inoltre le criticità che, a suo giudizio, continuano a gravare sull’azione amministrativa: «Deleghe strategiche come Lavori pubblici e Urbanistica cambiano titolare senza che venga fornita alcuna spiegazione sui ritardi accumulati, dai cantieri alle scadenze del PNRR. Restano irrisolti i problemi del dissesto finanziario, dell’Ufficio tecnico, della desertificazione commerciale, dello spopolamento del centro storico, della sicurezza e della programmazione turistica».
Evita lo scontro e rilancia sul futuro, Fratelli d’Italia.
Intanto, sulla nascita della nuova Giunta è intervenuto anche Fratelli d’Italia, rimasto fuori dall’esecutivo. Il coordinatore cittadino Marco Nanì ha spiegato che il partito prende atto del nuovo assetto amministrativo, rivendicando però la scelta di non «occupare postazioni ad ogni costo». «Sono mancati i presupposti per una sintesi che rispecchiasse pienamente i valori e la visione del nostro partito», afferma Nanì, sottolineando come Fratelli d’Italia abbia preferito privilegiare coerenza politica e rispetto del mandato elettorale. Pur restando fuori dalla Giunta, il partito conferma la disponibilità al dialogo con le altre forze del centrodestra e guarda già al futuro, con l’obiettivo di costruire «un nuovo e solido progetto politico» in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Non manca, infine, l’augurio di buon lavoro al nuovo esecutivo comunale «nell’esclusivo interesse dei cittadini modicani».
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