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Terzo mandato dei sindaci, Anci Sicilia rilancia: “La Regione si adegui alle regole nazionali”
03 Ago 2026 09:54
La Sicilia resta un caso unico in Italia. Mentre nel resto del Paese i sindaci dei Comuni fino a 15 mila abitanti possono ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo (e nei Comuni sotto i 5 mila abitanti il limite è stato eliminato), nell’Isola continua a valere una normativa più restrittiva che impedisce questa possibilità nella maggior parte dei casi.
È da questa considerazione che riparte l’Anci Sicilia, che torna a chiedere con forza un allineamento della legislazione regionale a quella nazionale.
Il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, e il segretario generale Mario Emanuele Alvano parlano di una situazione che “non trova alcuna valida giustificazione”.
Secondo l’Associazione dei Comuni siciliani, mantenere una disciplina diversa rispetto al resto d’Italia significa creare una disparità di trattamento esclusivamente per gli amministratori locali siciliani.
La richiesta è quella già avanzata più volte negli ultimi anni: modificare la legge regionale e consentire anche ai sindaci siciliani il terzo mandato consecutivo, uniformando le regole a quelle nazionali.
L’intervento di Anci arriva mentre continua il confronto politico e giuridico sul caso del Comune di Serradifalco, dove la candidatura del sindaco per un nuovo mandato è diventata oggetto di contenzioso.
Su questo punto, però, l’Associazione mantiene una posizione di equilibrio, ricordando che la candidatura non era stata contestata durante il procedimento elettorale e che spetterà ai giudici pronunciarsi sulla vicenda.
Piuttosto, Anci invita a non trasformare le norme che regolano gli enti locali in strumenti di scontro politico.
Sarebbero decine gli amministratori locali potenzialmente interessati, soprattutto nei Comuni compresi tra 5.001 e 15.000 abitanti, fascia nella quale la normativa nazionale consente già il terzo mandato mentre quella siciliana continua a vietarlo.
Il Parlamento siciliano ha già affrontato la questione in più occasioni senza arrivare all’approvazione della riforma. Anche nel 2026 il tentativo di modificare la legge regionale non è andato a buon fine, lasciando invariata la disciplina vigente.
Per Anci Sicilia, però, il confronto non può considerarsi chiuso. L’associazione auspica che l’Assemblea Regionale Siciliana riapra il dossier per garantire certezza del diritto, stabilità amministrativa e un trattamento uniforme rispetto al resto del Paese.
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