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Antonio Giannone arriva a Santiago dopo 3824 chilometri a piedi: 138 giorni di viaggio, coraggio e vita raccontati giorno dopo giorno. FOTO E VIDEO
02 Ago 2026 13:02
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Dalla sua casa di Scicli fino alla cattedrale di Santiago de Compostela. 138 giorni, 3.824 chilometri a piedi, migliaia di incontri, notti all’aperto, fatica, solitudine, paesaggi attraversati e una comunità enorme di persone che lo ha seguito passo dopo passo attraverso i social.
Il viaggio di Antonio Giannone è arrivato alla sua tappa più emozionante. Il 31 luglio il videomaker sciclitano ha raggiunto Santiago de Compostela, completando un cammino iniziato il 16 marzo, quando ha lasciato la Sicilia con uno zaino sulle spalle e una domanda enorme davanti: cosa sarebbe successo se avesse scelto di cambiare completamente strada?
Una scelta di coraggio, maturata dopo aver deciso di lasciare il proprio lavoro e dedicarsi a un’esperienza che non era soltanto un viaggio fisico, ma soprattutto un percorso personale.
«Sono arrivato da solo in quella piazza, l’ho scelto volontariamente perché mi sembrava il modo più giusto per concludere un viaggio così personale», ha raccontato nella sua ultima riflessione affidata a Instagram. Ma quella solitudine iniziale è stata presto riempita dall’abbraccio simbolico delle migliaia di persone che, attraverso i suoi video, hanno camminato insieme a lui.
Un viaggio raccontato in presa diretta
Antonio ha trasformato il Cammino di Santiago in un lungo video diario quotidiano. Da videomaker ha saputo raccontare non soltanto i luoghi attraversati, ma soprattutto le emozioni: la stanchezza dopo chilometri di strada, la difficoltà di trovare un posto dove dormire, le notti trascorse all’aperto, gli incontri casuali diventati amicizie, la generosità delle persone incontrate lungo il percorso.
Ogni video era una piccola finestra aperta sul viaggio. Le immagini dei paesaggi, i volti delle persone conosciute, i momenti di difficoltà e quelli di meraviglia hanno creato un racconto autentico che ha coinvolto una grande comunità online.
Un percorso vissuto senza nascondere nulla: anche i dubbi, la fatica, i giorni più difficili sono entrati nel racconto.
L’arrivo a Santiago: un’emozione difficile da spiegare
Nel video dell’arrivo, girato in soggettiva e in modalità selfie, si percepisce tutta la forza di quel momento.
La musica cresce lentamente, accompagnando gli ultimi passi verso la meta. Antonio cammina quasi trattenendo il respiro. Il volto racconta più delle parole: incredulità, emozione, stanchezza accumulata in mesi di cammino.
Quando arriva davanti alla cattedrale di Santiago, segue una delle tradizioni più simboliche del pellegrino: cercare e toccare la conchiglia posta nella piazza, il simbolo del Cammino di Santiago.
La conchiglia è uno degli emblemi storici dei pellegrini diretti alla tomba dell’apostolo Giacomo. Nel corso dei secoli è diventata il segno del cammino compiuto e dell’arrivo alla meta. Per molti pellegrini quel gesto rappresenta il momento in cui tutto il viaggio torna alla mente: i chilometri percorsi, gli incontri, le difficoltà superate.
Antonio racconta proprio questa sensazione:
«Quando finalmente ho toccato quella conchiglia, era diventata come una sfera di cristallo in cui in pochi secondi ho visto scorrere tutto quello che avevo vissuto negli ultimi mesi».
Solo dopo quel momento ha alzato lo sguardo verso la cattedrale.
«Sono stato travolto da una leggerezza indescrivibile e tutto ciò che c’era intorno è come svanito. Sentivo solo di essere nel posto giusto».
L’abbraccio di chi lo ha seguito
Tra le immagini più emozionanti c’è anche l’incontro con Giovanni, un ragazzo che nel video dell’arrivo si sente gridare:
“Antonio! Compà ti aspettavo!”
Un abbraccio diventato il simbolo di tutti gli abbracci ricevuti durante questi mesi.
«Avrei voluto abbracciarvi tutti uno a uno, come ho abbracciato Giovanni», ha scritto Antonio, spiegando che quell’incontro gli ha fatto sentire vicino tutto il calore delle persone che lo avevano accompagnato virtualmente.
Una comunità nata attraverso Instagram, dove giorno dopo giorno migliaia di persone hanno seguito il suo cammino.
«È stato bellissimo scoprire che le mie parole vi emozionavano, vi divertivano, vi affascinavano, vi ispiravano. È stato bellissimo scoprire che qualcuno grazie ai miei brevi video ha trovato una spinta per iniziare un suo cammino».
La domanda adesso: cosa succederà dopo?
La risposta di Antonio è ancora aperta.
Dopo Santiago non ha ancora deciso quale sarà il prossimo passo. Per mesi ha evitato di programmare il futuro, scegliendo di concentrarsi soltanto sul cammino.
«Non so se continuerò a camminare, se sparirò almeno per un po’, se deciderò di fare tutt’altro, magari da tutt’altra parte. Non lo so e al momento va bene così».
Prima, però, c’è ancora un’ultima tappa: raggiungere l’oceano e chiudere il viaggio con l’ultimo tramonto alla Finisterre, l’antica “fine del mondo” per i pellegrini medievali.
Ultreya, ha scritto Antonio alla fine del suo messaggio. Una parola del Cammino che significa “avanti, sempre avanti”.
E dopo 138 giorni e quasi quattromila chilometri, il viaggio più importante forse non è quello che lo ha portato a Santiago, ma quello che ora porterà dentro di sé.
ECCO IL VIDEO DELL’INIZIO DEL CAMMINO








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