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Pirocumulonembo. La nube nata dagli incendi che può alimentare le fiamme: ecco come si forma
29 Lug 2026 10:38
Un incendio che crea il proprio temporale. È questo il fenomeno, raro e spettacolare allo stesso tempo, che negli ultimi giorni ha attirato l’attenzione durante i vasti roghi che hanno colpito il sud della Francia: il pirocumulonembo, una nube capace di raggiungere dimensioni imponenti e di modificare il comportamento stesso delle fiamme.
Si tratta di un evento meteorologico eccezionale, osservato soprattutto in presenza di grandi incendi boschivi e condizioni atmosferiche particolarmente favorevoli. Una manifestazione della forza dell’interazione tra fuoco e atmosfera, nella quale un incendio non è più soltanto una fonte di calore, ma diventa un vero motore meteorologico.
Cos’è il pirocumulonembo e come si forma
Il pirocumulonembo è una nube molto simile al classico cumulonembo, la grande nube verticale associata ai temporali, ma con una differenza fondamentale: nasce sopra un incendio.
Come spiega Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com, il meccanismo parte dall’enorme quantità di calore sprigionata dai grandi roghi. L’aria calda viene spinta verso l’alto attraverso intense correnti ascensionali. Salendo di quota, questa massa d’aria si raffredda e, se contiene sufficiente umidità e trova condizioni atmosferiche instabili, condensa formando una nube temporalesca.
Il pirocumulonembo può svilupparsi fino a circa 10 chilometri di altezza, raggiungendo dimensioni paragonabili ai più potenti sistemi temporaleschi.
Non tutti gli incendi, però, sono in grado di generarlo. Servono condizioni precise: un rogo abbastanza esteso, temperature elevate, presenza di umidità nell’atmosfera e una situazione meteorologica favorevole allo sviluppo verticale delle nubi.
Una nube che può rendere l’incendio ancora più pericoloso
Il pirocumulonembo non rappresenta necessariamente un aiuto per spegnere un incendio. Al contrario, in molti casi può aggravare la situazione.
La nube può produrre forti correnti d’aria, turbolenze e fulmini secchi, cioè scariche elettriche che possono raggiungere il terreno senza precipitazioni significative. Questi fulmini possono innescare nuovi focolai anche a distanza dal fronte principale dell’incendio.
Un altro elemento critico riguarda il vento. All’interno del pirocumulonembo si sviluppano correnti discendenti che possono arrivare verso il suolo con grande intensità. Le eventuali precipitazioni associate spesso evaporano prima di raggiungere la superficie a causa del calore estremo presente vicino al rogo, trasformandosi in raffiche secche capaci di spingere le fiamme verso nuove aree.
Il risultato è un fenomeno che può rendere molto più complessa l’attività dei vigili del fuoco, ostacolando le operazioni di contenimento.
Il cambiamento climatico aumenta il rischio?
Il rapporto tra pirocumulonembi e cambiamento climatico non è diretto. La formazione di questa nube richiede infatti la presenza di un grande incendio, elemento indispensabile per avviare il processo.
Tuttavia, secondo gli esperti, il collegamento può essere indiretto. Periodi sempre più frequenti caratterizzati da caldo intenso, siccità e vegetazione secca favoriscono lo sviluppo di incendi di grandi dimensioni. Aumentando il numero e l’intensità dei roghi, cresce di conseguenza anche la possibilità di osservare fenomeni estremi come i pirocumulonembi.
Un fenomeno raro che interessa sempre più spesso le aree colpite dai grandi incendi
I pirocumulonembi restano fenomeni poco frequenti, ma negli ultimi anni sono stati osservati con maggiore attenzione anche in Europa, soprattutto nelle zone occidentali più esposte a incendi e ondate di calore.
Le aree dove il fenomeno è più conosciuto restano il Nord America occidentale, il Canada, la Siberia e l’Australia, territori spesso colpiti da vasti incendi boschivi e lunghi periodi di siccità.
La crescita delle temperature globali e l’aumento delle condizioni favorevoli ai grandi roghi stanno rendendo questi eventi meteorologici estremi un tema sempre più centrale nello studio del rapporto tra clima, ambiente e sicurezza.
Quando il fuoco crea il proprio clima
Il pirocumulonembo rappresenta uno degli esempi più evidenti di come un incendio di grandi dimensioni possa interagire con l’atmosfera fino a generare fenomeni tipici dei temporali.
Una nube nata dal fuoco, capace di raggiungere il cielo e allo stesso tempo di riportare nuova energia alle fiamme: un fenomeno raro che mostra tutta la complessità dei grandi incendi moderni.
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