Gasolio alle stelle: autotrasportatori siciliani sull’orlo della protesta

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Il caro carburanti torna a mettere in difficoltà il settore dell’autotrasporto siciliano. A lanciare nuovamente l’allarme è l’Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani, attraverso il segretario Salvatore Bella, che denuncia una situazione ormai definita insostenibile per migliaia di aziende.

Secondo l’associazione, il prezzo del gasolio avrebbe registrato nelle ultime settimane un’impennata significativa, arrivando fino a 2,40 euro al litro. Un aumento che, tradotto nei costi aziendali, avrebbe un impatto pesantissimo: circa 400 euro in più ogni 1.000 litri di carburante acquistati dalle imprese di trasporto.

Un aggravio che rischia di mettere sotto pressione un comparto già alle prese con margini ridotti, aumento dei costi operativi e difficoltà legate alla competitività.

Bella: “Serve una risposta immediata dal Governo”

«Nonostante gli sforzi fatti in questi mesi e che continuiamo a fare ogni giorno – afferma Salvatore Bella – la situazione degli autotrasportatori a causa del caro-carburante è divenuta insostenibile».

L’associazione chiede al Governo nazionale un intervento concreto per sostenere le imprese e propone la proroga del periodo di applicazione del credito d’imposta previsto dal decreto legge 33/2026, attualmente fissato da marzo a giugno 2026.

La richiesta è di estendere la misura anche al periodo compreso tra luglio e settembre 2026, incrementando inoltre la dotazione finanziaria con altri 300 milioni di euro.

Nel mirino anche Sea Modal Shift ed ETS 2

Le richieste degli autotrasportatori siciliani non riguardano soltanto il prezzo del carburante.

L’associazione sollecita infatti il Governo nazionale a mantenere gli impegni assunti con il Comitato Trasportatori Siciliani, in particolare attraverso l’aumento dei fondi destinati al Sea Modal Shift per la terza annualità e attraverso una soluzione sulla questione dell’ETS 2, il sistema europeo di scambio delle emissioni che potrebbe incidere ulteriormente sui costi energetici.

Secondo il settore, senza interventi strutturali il rischio è quello di un ulteriore aumento dei costi di trasporto con ricadute sull’intera filiera economica.

La richiesta alla Regione Siciliana: accelerare sul decreto contro il caro gasolio

Un appello arriva anche alla Regione Siciliana.

Gli autotrasportatori chiedono infatti la pubblicazione del Decreto Assessoriale di attuazione della Legge Regionale n. 13/2026, relativo alle misure contro il caro gasolio.

L’obiettivo è rendere operative in tempi rapidi le risorse previste e offrire un sostegno concreto alle imprese siciliane del settore.

“Se non arriveranno risposte pronti al fermo nei porti siciliani”

Il messaggio dell’associazione è chiaro: senza riscontri entro settembre potrebbe tornare la protesta.

«Senza riscontri entro settembre – comunica Bella – saremo costretti a proclamare nuovamente il fermo delle attività nei porti siciliani».

Una prospettiva che richiama le precedenti mobilitazioni del comparto e che potrebbe avere effetti rilevanti sulla movimentazione delle merci nell’Isola.

Lo sconto sul gasolio del Governo: misura giudicata insufficiente

L’allarme degli autotrasportatori arriva a poche ore dalla decisione del Governo nazionale di introdurre uno sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio, misura valida fino al prossimo 6 agosto.

Il provvedimento punta a ridurre temporaneamente il peso del caro carburanti per automobilisti e imprese, ma è stato giudicato insufficiente dalle opposizioni e da alcune associazioni dei consumatori, tra cui il Codacons.

Per il settore dell’autotrasporto, alle prese con consumi elevati e costi strutturali, il taglio viene considerato un intervento limitato rispetto alla dimensione del problema.

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