Sport: Ragusa è 89ª in Italia. Il vero problema non sono gli atleti ma il sistema

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Ieri, nel discorso inaugurale alla squadra radunata per il ritiro pre-stagionale, uno dei due presidenti del Modica calcio, Mattia Pitino, ha parlato di un programma di tre anni per cercare di approdare in serie C. Allo sport ibleo le ambizioni, per fortuna, non mancano. L’assenza riguarda altro.
L’89° posto nella classifica nazionale dell’Indice di Sportività pubblicato oggi dal Sole 24 Ore potrebbe sembrare, a prima vista, l’ennesima graduatoria destinata a lasciare il tempo che trova. In realtà racconta qualcosa di molto più profondo: lo stato di salute del sistema sportivo di un territorio. Per Ragusa il quadro è quello di una provincia che dispone di energie e competenze, ma fatica ancora a trasformarle in una rete strutturata e competitiva.

L’indagine, giunta alla ventesima edizione, non premia soltanto chi vince campionati o conquista medaglie. I ricercatori di Pts hanno costruito un indice basato su 32 indicatori che analizzano la struttura del sistema sportivo, gli sport di squadra, le discipline individuali e il rapporto tra sport, economia e società. In altre parole, non si misura solo ciò che accade sul campo, ma tutto ciò che permette allo sport di crescere: tesserati, tecnici, impianti, eventi, investimenti, pratica giovanile, sport femminile, imprese del settore e capacità di attrarre manifestazioni sportive.

È proprio questa visione d’insieme che rende significativo il risultato di Ragusa. La provincia non appare penalizzata da un singolo indicatore, ma da una somma di fattori che incidono sulla competitività complessiva. Il tessuto associativo continua a essere sostenuto soprattutto dall’impegno di dirigenti e volontari, mentre molte società sportive devono fare i conti con risorse limitate e con impianti che spesso necessitano di manutenzione o ammodernamento.

Eppure le eccellenze non mancano. Negli ultimi anni il territorio ibleo ha saputo esprimere atleti e società capaci di distinguersi in diverse discipline, dalla pallamano al ciclismo, dall’atletica al basket. Sono risultati che dimostrano come il talento non rappresenti il problema principale.

L’indice evidenzia quanto oggi lo sport non dipenda soltanto dai risultati agonistici. Contano la diffusione della pratica tra bambini e adolescenti, la presenza di tecnici qualificati, la capacità di organizzare eventi che richiamino atleti e pubblico, il numero di imprese che investono nel settore e persino il turismo sportivo. Occorre soprattutto investire negli impianti, sostenere le associazioni, incentivare l’attività giovanile e rafforzare la collaborazione tra enti pubblici, scuole e federazioni rappresenta la strada per colmare il divario con le province più dinamiche.

Nel confronto regionale, Ragusa si colloca nella parte bassa della graduatoria, superata da diverse province siciliane. Davanti agli iblei si piazzano infatti Messina, Palermo, Catania, Siracusa e Trapani, mentre alle spalle restano soltanto Agrigento, Caltanissetta ed Enna.

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