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Sportello utenti virtuale: Iblea Acque lancia una nuova App, annuncia avvio concorsi e spiega la strategia per i prossimi anni tra crediti e debiti
13 Lug 2026 19:00
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Uno sportello virtuale dove è possibile consultare bollette, verificare consumi, comunicare l’autolettura, gestire problematiche on line. L’app, che è gratuita e si chiama probabilmente MY Iblea Acque, (probabilmente perché l’annunciata app My Iblea, non esiste negli store). Tra i servizi offerti da My Iblea Acque (questa sì che l’abbiamo scaricata dallo store), contempla anche volture e cessazioni di forniture, reclami e invii elettronici delle bollette. Non ha alcun costo, e vi si aderisce immettendo i propri dati e il codice utente.
I CONCORSI PUBBLICI AL VIA
Oltre all’app, occhio ai concorsi pubblici di selezione personale in fase di pubblicazione “perché in questa azienda che è a totale partecipazione pubblica, si entra con concorsi pubblici che verranno esperiti nella massima trasparenza come la norma impone”, così ha detto l’amministratore unico, di Iblea Acque, l’ingegnere Stefano Guccione. Intanto, “stiamo procedendo a pubblicare i bandi di concorso; abbiamo urgenza di personale nel ciclo attivo, back e front office, fatturazione e riscossione. Abbiamo dichiarato l’esigenza, condivisa anche con il Comitato di Controllo analogo, di individuare 8 figure tra diplomati in Ragioneria o Informatica che possano stare a contatto con l’utilizzo del programma, oggi emergenza. Poi la sostituzione di 7 operai che sono andati in quiescenza o hanno lasciato il lavoro e a seguire, l’area amministrativa. In termini di coordinamento ci dovremmo accingere ad individuare una figura che possa essere responsabile di quell’area”. Ci saranno anche bandi per giornalisti? “Speriamo di avere la forza per fare un’area di stampa adeguata e all’altezza”.
I DATI E LA CONFERENZA STAMPA ALLA PRESENZA DEI DIPENDENTI
L’incontro promosso dall’amministratore unico di Iblea Acque, ingegnere Stefano Guccione, attraverso una anomala convocazione di “conferenza stampa”, si tiene in una affollata sede, alla presenza dei dirigenti e dei dipendenti.
Due mesi per insediarsi e sei mesi di lavoro, che Guccione identifica come l’avvio di un cambio di passo nei termini di “trasparenza, responsabilità e vicinanza” e che avrebbe come caratteristica la gestione del servizio in condivisione con il territorio, punto da cui parte l’esposizione del manager. “Informazione sui processi e partecipazione del territorio è per me fondamentale”. Prima l’inquadramento dell’azienda (spa in sistema regolato) e poi qualche dato della società che ha una convenzione trentennale per la gestione del servizio.
Ci sono 110mila utenze gestite nei 12 Comuni della provincia, 120 dipendenti (su 222 previsti dal Piano d’Ambito) e una operatività h24. Circa 8000 interventi manutentivi effettuati negli anni 2024, 2025 e 2026 (circa 3,8 milioni di euro spesi e che incidono nella tariffazione) nel settore idrico e fognario per le 262 infrastrutture gestite: 140 pozzi, 34 sorgenti, 70 strutture di sollevamento fognario e 18 impianti di depurazione oltre a una doppia rete – idrica a fognaria – di circa 780 chilometri ciascuna.
Una sorta di parco progetti per aver pronte le richieste per attrarre risorse pubbliche, un piano di interventi da 64 milioni di euro e una attuale gestione diretta di progetti di ammodernamento e sviluppo infrastrutturale per 65 milioni di euro stanziati e che sfrutta fondi regionali (ristori ciclone Harry), fondi nazionali (Cipess – programmazione economica e sviluppo sostenibile – e Cipe) e del commissario straordinario per la Protezione civile.
Il punto dichiarato è di mantenere pubblica la gestione del servizio. Manutenzioni e evasione, la vetustà di alcuni impianti e condutture, pesano ancora molto e “se il servizio non si sostiene economicamente, il rischio è la privatizzazione” dice Guccione.
Insomma, per concludere, “Iblea Acque sta vivendo un vero cambio di passo, regolatorio, digitale, operativo organizzativo e informativo. La digitalizzazione non è un punto di arrivo ma un punto di partenza; continueremo a investire per migliorare, a dialogare con il territorio perché questa azienda è giovane ma ha una responsabilità grande, garantire un servizio essenziale, pubblico con una gestione economica efficace ed efficiente e lo faremo con serietà, trasparenza e visione” . In ultimo un appello: “Noi ci siamo, da parte nostra massimo impegno ma chiediamo ai cittadini, all’utenza la responsabilità e il senso civico nel pagare le bollette del servizio idrico della provincia di Ragusa”.
Mille “smart meters” , contatori intelligenti, al momento installati nelle utenze civiche perché hanno un costo che se non viene coperto da qualche finanziamento pubblico, dovrà ricadere nelle tasche degli utenti (Guccione ha chiesto alla politica locale di impegnarsi anche su questo punto). La società ha già partecipato a bandi di finanziamento specifici.
Dalle parole dell’amministratore unico di Iblea Acque, investimenti infrastrutturali, ammodernamento e capacità di intercettare fondi pubblici per pesare il meno possibile nelle tasche degli utenti, sembra il percorso indicato in una condizione comunque non semplice.
Ragusa, rispetto ad altre province, ha una fortuna, l’acqua ce l’ha, non la deve acquistare. “Nel Ragusano si pagano i costi di energia per il sollevamento – risponde Guccione – ; il problema della perdita della risorsa acqua non è economico ma è ambientale, di tutela della risorsa stessa e del territorio, delle falde. Efficientando le reti, il costo dell’energia diminuirebbe. La dispersione è notevole, cambia da comune a comune , si attesta tra il 40 e 50 per cento. Ci sono impianti vecchi, non ci sono state manutenzioni. Ma numeri generici non ne voglio dare. Ci sono comuni che stanno meglio ed altri che stanno peggio. Ad esempio, la rete di Acate è una delle priorità per il calcare e le sospensioni, ma reti come quella di Santa Croce più recenti e manutenute in modo adeguato, possono essere un punto da prendere come riferimento”.
LE ANTICIPAZIONI DEI COMUNI E IL RIPIANAMENTO DEI DEBITI
Sul debito che la società ha nei confronti del Comune di Ragusa (10milioni di euro) l’amministratore unico sostiene che tutte le posizioni di dare e avere dai dodici comuni del Ragusano sono in fase di analisi. “Tutti i comuni hanno versato una anticipazione per potere rendere possibile il progetto di costituzione e di attività di Iblea Acque” ; “con tutti i comuni è stato avviato un confronto sulle verifiche delle posizioni; Arera dà la possibilità di caricare in bilancio le poste di debito ma devono essere di natura puntuale ed efficientate. Per il Comune di Ragusa la Ragioneria ha iniziato un ulteriore approfondimento per reperire, così come sta facendo con tutti gli altri comuni, le pezze di appoggio; confidiamo di potere concludere a breve questa attività. Sulle posizioni dare/avere perché anche gli enti sono fruitori della risorsa acqua e sulle forniture civiche, riusciremo a breve a fare un piano di rientro sostenibile in tempi medio/brevi”.
Sul credito che la società vanta dal precedente amministratore, per la dibattuta questione del compenso, Guccione, dice di essere stato sentito sul punto, “dal Comitato di controllo analogo; in questi giorni verrà incaricato un legale che dovrà garantire l’azienda sempre che ci siano elementi di illecito che verranno valutati in altre sedi”.
I CITTADINI UTENTI E IL “PAGARE TUTTI”
Sistemata la situazione informatica, estratti i dati dai comuni uniformandoli, “ripulite le anagrafiche” e ‘ricontrollate la bollettazioni’ si attiva un altro processo: il recupero delle evasioni, che passa dal 40 al 23 per cento nell’ultimo anno ma c’è ancora da lavorare. Allo stato attuale, 110mila utenti e circa 5000 ricalcoli da completare oltre a 1000 pratiche in “back office”. Immaginiamo che tra le bollette pazze ci sia anche chi, per vari motivi (contatore guasto, errori nella spedizione delle bollette o altro…) l’acqua non l’ha mai pagata. Il senso di quanto detto in “conferenza stampa” è: “pagare tutti”. Per dovere e civiltà.


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