Un Consultorio familiare più moderno, accessibile e vicino ai bisogni dei cittadini. Saranno inaugurati mercoledì 15 luglio, alle ore 11, i locali riqualificati del presidio di via Keplero 1 a Comiso, al termine di un intervento di ristrutturazione che ha consentito di migliorare gli spazi dedicati ai servizi territoriali rivolti a donne, coppie, famiglie e […]
Ispica: tre secoli dopo cambia la storia di Olivio Sozzi. Gli esami mettono in dubbio la morte del pittore
10 Lug 2026 10:35
La storia di Olivio Sozzi, uno dei più importanti pittori del Settecento siciliano, potrebbe essere riscritta da una scoperta scientifica destinata a riaprire un antico mistero. Le prime analisi condotte sulla mummia attribuita all’artista hanno infatti restituito un risultato sorprendente: non sono state rilevate fratture ossee, elemento che mette in discussione la tradizionale ricostruzione secondo cui Sozzi sarebbe morto dopo essere precipitato da un’impalcatura mentre lavorava agli affreschi della volta della cappella dell’Assunta nella basilica di Santa Maria Maggiore a Ispica.
Gli esami radiologici e tomografici hanno aperto dunque un nuovo capitolo nello studio del pittore, lasciando spazio a interrogativi sulla reale dinamica della morte e, in prospettiva, anche sull’identificazione del corpo custodito nella basilica.
La mummia sottoposta per la prima volta a indagini scientifiche
La ricerca è stata resa possibile grazie ai finanziamenti del 5 per mille dell’associazione ANCoS Ragusa, diretta dall’archeologo sciclitano Pietro Di Rosa e da Enrico Falla.
Il progetto ha ricevuto il sostegno della Diocesi di Noto, del vescovo monsignor Salvatore Rumeo, di don Antonio Forgione, parroco preposto della Basilica di Santa Maria Maggiore di Ispica e cancelliere della Curia vescovile, della Soprintendenza di Ragusa e di numerose realtà associative del territorio.
A coordinare il lavoro è stato un gruppo multidisciplinare guidato dall’anatomopatologo e paleopatologo Luca Ventura dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila e dall’archeologa Valentina Pensiero, con la partecipazione di Despina Moissidou, senior lecturer della Queen Mary University of London di Malta.
Radiografie e Tac svelano il profilo biologico dell’uomo
Per consentire gli accertamenti, il corpo mummificato è stato trasferito, seguendo rigorose procedure di sicurezza, nel reparto di radiologia dell’ospedale di Modica diretto dal dottor Oscar Cucè.
Qui la mummia è stata sottoposta a radiografie digitali e tomografia computerizzata grazie al lavoro degli specialisti di paleoradiologia Guido Romeo e Alessandro Causarano.
Le immagini hanno restituito il profilo biologico di un uomo con un’età stimata tra i 70 e i 75 anni, caratterizzato da un ottimo stato nutrizionale e da una struttura scheletrica particolarmente robusta.
Gli esami non hanno evidenziato segni di stress biomeccanico riconducibili a lavori pesanti o attività fisicamente usuranti, un dato che suggerirebbe l’appartenenza a un ambiente sociale privilegiato.
Il dettaglio decisivo: nessuna frattura dopo una presunta caduta
L’elemento più rilevante emerso dalle analisi riguarda però l’assenza di lesioni ossee.
Secondo gli specialisti, dal punto di vista medico-forense risulta estremamente improbabile che una persona deceduta a seguito di una caduta dall’alto non presenti fratture acute. Proprio questo dato mette in crisi la versione tradizionale della morte di Olivio Sozzi, tramandata nei secoli e considerata da alcuni studiosi una possibile elaborazione successiva, maturata soprattutto nell’Ottocento.
La nuova ipotesi non esclude comunque completamente un episodio legato all’impalcatura. Gli esperti ritengono possibile una caduta sulla stessa struttura lignea, senza conseguenze traumatiche evidenti, magari collegata a un problema di salute già noto.
Un’interpretazione che sembrerebbe trovare un collegamento con la testimonianza storica del padre cappuccino Fedele da San Biagio, discepolo del pittore, che nei suoi “Dialoghi sulla Pittura” pubblicati a Palermo nel 1788 raccontò come Sozzi fosse affetto da un male cronico, identificato nell’idropisia al petto, che negli ultimi anni della sua vita lo aveva più volte messo in pericolo.
Gli abiti e i reperti confermano il profilo di un artista affermato
Durante l’esame esterno del corpo sono emersi anche altri elementi di interesse storico.
Il pregio degli abiti e dei bottoni rinvenuti sulla mummia appare coerente con la condizione sociale di un artista affermato del XVIII secolo, rafforzando l’ipotesi che il corpo possa appartenere a una figura di rilievo.
Tuttavia, gli studiosi mantengono aperta ogni possibilità e non escludono che le future analisi possano fornire ulteriori risposte anche sull’effettiva attribuzione della mummia.
Nuovi esami per svelare il mistero di Olivio Sozzi
La ricerca non si ferma alle prime evidenze. Nei prossimi mesi saranno effettuate ulteriori analisi di laboratorio per approfondire lo stato nutrizionale dell’individuo e verificare l’eventuale presenza di tracce riconducibili a intossicazioni professionali, possibili in relazione alle attività artistiche dell’epoca.
L’obiettivo è costruire un profilo bioantropologico sempre più completo e arrivare a chiarire definitivamente identità, condizioni di vita e cause della morte dell’uomo custodito nella basilica di Santa Maria Maggiore.
© Riproduzione riservata