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Venti donne della Guinea impegnate in un’azienda agricola del territorio di Scicli. E’ il primo progetto che nasce in Italia ispirato al Decreto Cutro
21 Mag 2026 17:29
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Scicli pioniera in iniziative di integrazione ed occupazione. Ciò grazie all’inserimento lavorativo, per venti donne della Guinea, in un’azienda agricola del territorio. L’azienda agricola Alba Bio Op, famosa per essere un caposaldo dell’agricoltura biologica conosciuta in ambito nazionale ed internazionale, è la prima in Italia ad essere impegnata in un progetto lavorativo per persone che arrivano da luoghi in forte disagio economico e sociale. “O.M.N.I.A. – Occupazione e Manodopera Necessaria per l’Impiego in Azienda” è il progetto che, di fatto, rappresenta il presente ed il futuro per l’economia agricola del territorio. “Un progetto che rappresenta un esempio concreto e virtuoso di incontro tra formazione, inclusione e fabbisogni reali del mondo del lavoro agricolo – spiega il vice presidente nazionale di Confagricoltura, Sandro Gambuzza – è finanziato con fondi interprofessionali e promosso nell’ambito delle politiche della Direzione Generale dell’Immigrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In esso sono coinvolti importanti attori impegnati nella costruzione di percorsi di integrazione e occupazione qualificata quali l’Azienda agricola Alba Bio Op, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Centro Salesiano di Conakry, Civita e le parti sociali”. Nel concreto il progetto ha consentito a 20 donne della Guinea Conakry, attraverso un percorso di formazione civico-linguistica e professionale, l’inserimento lavorativo presso l’Azienda Alba Bio Op di Ragusa nel settore dell’agricoltura biologica. “Esso rappresenta la concreta ‘messa a terra’ delle misure introdotte con il Decreto Cutro, favorendo percorsi di migrazione legale, programmata e qualificata, capaci di superare i limiti del tradizionale e spesso farraginoso sistema basato sui flussi. Un modello che mette al centro formazione preventiva, integrazione e incontro reale tra domanda e offerta di lavoro – conclude ancora Sandro Gambuzza – un’iniziativa che dimostra come sia possibile costruire politiche migratorie sostenibili e strumenti efficaci per rispondere ai bisogni delle imprese agricole e, allo stesso tempo, creare opportunità di crescita e dignità per le persone”.
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