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Morto Pietro Gugliotta della “Uno Bianca”: il poliziotto catanese che aveva vissuto tra crimini, carcere e reinserimento
09 Mag 2026 12:52
È stato trovato senza vita nella sua abitazione di Colle d’Arba, in provincia di Pordenone, Pietro Gugliotta, ex agente di polizia originario di Catania e uno dei gregari della banda della Uno Bianca. Aveva 65 anni. Secondo quanto riportato da La Repubblica e dal Corriere della Sera, si sarebbe tolto la vita nel mese di gennaio, ma la notizia è emersa solo a distanza di settimane.
Originario di Catania, Gugliotta aveva intrapreso giovanissimo la carriera nelle forze dell’ordine prima di essere travolto da una delle pagine più buie della cronaca italiana degli anni ’90.
Dalla polizia alla banda della Uno Bianca
Il suo nome entra nelle indagini sulla banda della Uno Bianca, il gruppo criminale composto da poliziotti e guidato dai fratelli Savi, responsabile di una lunga scia di rapine e omicidi tra Emilia-Romagna e Marche.
Gugliotta, arrestato il 25 novembre 1994 mentre prestava servizio alla centrale operativa della questura di Bologna, venne condannato a 20 anni di reclusione per rapine nel Riminese e per supporto logistico al gruppo criminale, senza però essere ritenuto coinvolto nei delitti di sangue.
Il carcere e il tentativo di nuova vita
Dopo 14 anni di detenzione nel carcere della Dozza di Bologna, era tornato in libertà nel luglio 2008. Da allora aveva cercato di ricostruirsi una vita lontano dal passato, trasferendosi in Friuli Venezia Giulia.
Qui, secondo quanto riportato, aveva lavorato in una cooperativa impegnata nel reinserimento di ex detenuti, fino al pensionamento avvenuto circa un anno fa. Viveva con la seconda moglie e sembrava aver trovato una dimensione stabile e lontana dai riflettori.
Nessun biglietto e nessun segnale
Al momento non sarebbero stati trovati biglietti di addio né segnali evidenti di un gesto estremo. La morte, infatti, non era stata resa pubblica fino a ora e la Polizia Scientifica è intervenuta nell’abitazione per gli accertamenti di rito.
Secondo quanto emerso, Gugliotta era a conoscenza della nuova indagine aperta dalla Procura di Bologna sui crimini della banda della Uno Bianca, responsabile di 24 omicidi e oltre 100 feriti. Aveva anche accennato alla possibilità di essere nuovamente ascoltato dagli inquirenti, pur in assenza di alcuna convocazione formale.
Il peso di una storia mai del tutto chiusa
La vicenda di Pietro Gugliotta, originario di Catania, riporta al centro l’aspetto umano di una delle pagine più complesse della cronaca italiana: quella della Uno Bianca.
Una storia di devianza interna alle istituzioni, di crimini commessi da uomini in divisa e di percorsi personali segnati da cadute e tentativi di riscatto.
La sua morte chiude definitivamente il capitolo biografico di uno dei protagonisti secondari di quella vicenda, lasciando però aperti interrogativi sul peso del passato e sulle sue conseguenze a distanza di decenni.
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