Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
Gatti avvelenati a Donnalucata. La rabbia della LAV: “Fenomeno barbaro e sempre più diffuso”
09 Mag 2026 10:03
Dopo i fatti di Donnalucata, dove sarebbero stati trovati privi di vita alcuni gatti, l’appello della sezione ragusana della LAV che definisce atto vile quello che sta succedendo non solo nella borgata sciclitana ma anche in altri centri della provincia iblea e si dice vicina ai residenti ed ai proprietari degli animali uccisi. La rabbia ed i dolore si debbono trasformare in azioni di denuncia: ad indicare questa strada sono proprio i responsabili della LAV. “Donnalucata non è un caso isolato. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a episodi simili in diversi comuni della provincia iblea, segnale di una deriva incivile che non può più essere tollerata. L’uso di esche avvelenate è un metodo barbaro e illegale per “risolvere” il randagismo o i dissidi di vicinato – si sottolinea in una nota – c’è un memorandum da rispettare. Se si sospetta un avvelenamento, non limitarsi allo sfogo sui social. La procedura legale è l’unica via per identificare i responsabili e fermare la strage”.
Cosa fare in questi casi?
“Chiamare le autorità: Se trovi un animale morto o un’esca sospetta, contatta immediatamente la Polizia Municipale o i Carabinieri (112). È fondamentale che venga redatto un verbale sul posto – spiegano i volontari della LAV – fare attenzione alla manipolazione. Non si debbono toccare assolutamente le esche o il cadavere a mani nude. Se possibile, scattare foto e video dell’area e della posizione del ritrovamento prima che venga rimosso. E poi ancora. Chiedere l’intervento del medico veterinario e dell’Asp. Ai sensi dell’Ordinanza ministeriale, il veterinario che accerta il sospetto avvelenamento (su un animale vivo o morto) deve segnalarlo immediatamente al Sindaco e all’ASP competente. Il corpo dell’animale deve essere inviato all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) per l’autopsia e gli esami tossicologici. Poi si deve intervenire per la bonifica dell’area. Compito, questo, del Sindaco il quale, ricevuta la segnalazione, ha l’obbligo di far bonificare l’area, segnalarla con apposita cartellonistica e intensificare i controlli da parte delle guardie giurate o delle forze dell’ordine. Infine, come atto conclusivo, si deve sporgere denuncia. Invitiamo, infatti, tutti i cittadini coinvolti a presentare formale denuncia contro ignoti presso le autorità giudiziarie perchè l’avvelenamento di animali è un reato punito dal Codice Penale (art. 544-bis e 544-ter)”.
© Riproduzione riservata