Marina di Ragusa, esplode il caso spiagge: “Le stanno privatizzando”, scontro totale tra PD e Cassì

Le spiagge di Marina di Ragusa tornano al centro del dibattito politico cittadino, tra accuse di “privatizzazione” e la replica dell’amministrazione comunale che rivendica numeri alla mano una prevalenza netta di aree libere. Uno scontro che si è acceso dopo il voto in Consiglio comunale sulle concessioni temporanee e che, domenica scorsa, è sfociato anche in un sit-in promosso dall’opposizione proprio sul litorale ibleo.
A guidare l’attacco è il Partito Democratico. Il capogruppo in aula, Peppe Calabrese, parla senza mezzi termini: “Stanno privatizzando le spiagge”. Secondo il PD, infatti, il provvedimento approvato dalla maggioranza aggiungerebbe circa 1.300 metri quadrati di arenile destinati a concessioni, sottraendoli di fatto alla fruizione libera dei cittadini.
Nel mirino anche i numeri forniti dall’amministrazione. “Prima parlano di 83% di spiagge libere, poi diventano il 97% – accusa Calabrese – sono percentuali costruite su basi diverse per confondere. La realtà è che aumentano le concessioni rispetto a prima”. Una critica che si estende anche al metodo: per i dem si starebbe procedendo con atti temporanei per incidere in modo strutturale sull’assetto del litorale, mentre il Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUDM) è fermo dal 2022.
Sulla stessa linea il segretario cittadino Riccardo Schininà, che parla apertamente di trasformazione progressiva della spiaggia libera: “Si sta creando uno spazio in cui una parte si paga, soprattutto nei punti più frequentati e strategici. È lì che cambia il volto delle nostre coste”. Da qui anche l’accusa politica più ampia: “Un bluff per normalizzare, poco alla volta, la riduzione degli spazi pubblici”.
Il PD insiste anche sulla legittimità del percorso amministrativo e sulla necessità di rispettare il PUDM approvato in Consiglio comunale: “Un metro quadrato in più è inaccettabile”, ribadisce Calabrese, annunciando il proseguimento della mobilitazione, tra raccolte firme e iniziative pubbliche. Il sit-in di domenica a Marina di Ragusa, sottolineano i dem, avrebbe registrato una partecipazione trasversale, segno di una sensibilità diffusa sul tema.
Di tutt’altro tenore la replica del sindaco Peppe Cassì, che respinge le accuse e ribalta la lettura dei dati. “Per una volta siamo d’accordo con il PD: la caratteristica del nostro litorale è la prevalenza delle spiagge libere e tale deve rimanere”, afferma. Secondo Cassì, il nuovo regolamento va proprio in questa direzione.
Il primo cittadino contesta quella che definisce una “campagna allarmistica, strumentale e fuorviante” e snocciola le cifre: la percentuale massima di spiagge attrezzate si fermerebbe al 16,5%, in calo rispetto al 18,65% previsto dal PUDM. Non solo: rispetto al 2025, sostiene l’amministrazione, ci sarebbero 973 metri quadrati in meno di spiaggia attrezzata, quindi più spazio libero per i bagnanti.
Cassì sottolinea anche i limiti imposti alle concessioni: niente strutture fisse come cabine o servizi permanenti, ma solo dotazioni leggere come ombrelloni e sdraio, per un periodo limitato a 90 giorni. “Davvero si può parlare di spiagge privatizzate? Davvero non si potrà andare al mare liberamente?”, domanda polemicamente il sindaco.
Sul fondo resta una visione diversa di sviluppo turistico e gestione del litorale. Da un lato l’opposizione teme un progressivo arretramento degli spazi pubblici e chiede il rispetto rigoroso degli strumenti di pianificazione; dall’altro l’amministrazione rivendica un equilibrio tra spiaggia libera e servizi, ritenuti necessari anche per rispondere alla domanda turistica.
Uno scontro destinato a proseguire, dentro e fuori dall’aula, mentre la stagione estiva si avvicina e il tema delle concessioni balneari si conferma, ancora una volta, terreno sensibile per cittadini e politica.

Demanio marittimo, prorogate le concessioni: “Mettiamo ordine nel settore”

Intanto novità dalla Regione. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e l’assessore al Territorio Giusi Savarino hanno annunciato la proroga fino al 31 dicembre delle concessioni demaniali marittime per usi diversi da quelli turistico-ricreativi e sportivi, come porti, pontili, cantieri e attività commerciali. La misura, che non sarà automatica ma subordinata a richiesta e a verifiche su regolarità amministrativa e requisiti antimafia, punta – spiegano dalla Regione – a garantire continuità alle attività economiche senza compromettere i controlli. «Mettiamo ordine nel settore», sottolineano Schifani e Savarino, evidenziando l’obiettivo di coniugare tutela delle coste e sviluppo, anche alla luce del parere dell’Avvocatura dello Stato che esclude l’applicazione della direttiva Bolkestein per queste tipologie di concessioni.

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