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A.A.A. coordinatore “super partes” cercasi per il tavolo tecnico del centro storico di Modica
05 Mag 2026 09:31
Un organismo partecipato, aperto e rappresentativo, ma con una guida esterna per assicurarne efficacia e indipendenza. È questa la proposta che accompagna la nascita del nuovo Tavolo tecnico dedicato al centro storico di Modica, fatta dal Comitato politico “L’Alternativa Socialista Modica”.
L’iniziativa del Tavolo tecnico viene accolta con favore dal Comitato, che ne sottolinea il valore come strumento concreto di democrazia partecipata. La sua composizione – che include associazioni di categoria, comitati civici, ordini professionali, giovani e rappresentanti delle comunità religiose – viene letta come un segnale importante di apertura e di coinvolgimento diffuso sulle scelte che riguardano il cuore della città.
Accanto al riconoscimento, però, arriva una proposta precisa indirizzata al sindaco: individuare un coordinatore esterno all’amministrazione comunale, scelto tra i componenti del Tavolo ma privo di incarichi istituzionali all’interno dell’ente.
Secondo il Comitato, questa figura potrebbe garantire un doppio obiettivo: da un lato assicurare un’organizzazione dei lavori ordinata, coerente e produttiva; dall’altro preservare l’autonomia del Tavolo, evitando sovrapposizioni con l’azione politico-amministrativa e rafforzandone il ruolo di luogo di elaborazione e proposta.
“La nascita del Tavolo rappresenta un passo importante”, si legge nella nota firmata da Antonio Ruta, “ma per funzionare al meglio ha bisogno di strumenti adeguati, tra cui una guida capace di operare in modo indipendente”.
La richiesta si inserisce in un contesto più ampio, quello della gestione e del rilancio del centro storico, tema da anni al centro del dibattito pubblico cittadino. Il Tavolo tecnico potrebbe diventare un punto di riferimento stabile per raccogliere istanze, avanzare proposte e costruire una visione condivisa di sviluppo urbano.
Dal Comitato arriva anche un auspicio politico: che l’amministrazione colga questa sollecitazione come occasione per segnare una discontinuità, soprattutto sul piano del metodo e della partecipazione, rafforzando il dialogo con il territorio e valorizzando il contributo delle diverse realtà locali. La palla, adesso, passa al Comune.
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