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Marina di Ragusa “solo” sessantesima tra ville e suites più care a Ferragosto
02 Mag 2026 08:53
C’è stato un momento in cui la cifra sembrava irreale: 95mila euro per due settimane in una villa a Marina di Ragusa, nel pieno di Ferragosto. Non un errore, non un refuso, ma il nuovo volto — un po’ scintillante e, al tempo stesso, disorientante — dell’estate 2026.
Eppure, a guardare più in profondità tra le offerte globali di Booking, quella cifra — già impressionante — non basta neanche per entrare nella top 50 italiana. Anzi: secondo verifiche incrociate, si ferma al sessantesimo posto, almeno in Italia. Un piazzamento che racconta una verità semplice: il lusso, altrove, ha deciso di giocare un altro campionato.
Tra Dubai e la Costa Azzurra, passando per Porto Cervo, Saint-Tropez e Monte Carlo, le ville di fascia altissima si muovono su cifre che, per le stesse due settimane di agosto, possono facilmente superare i 200mila euro, arrivando — nei casi più esclusivi — a sfiorare o superare i 700mila, come nel caso di una magione a Castelsardo, in provincia di Sassari.
Non si tratta solo di metri quadri o piscine infinity. È un ecosistema. A Cannes o Nizza, per esempio, il prezzo incorpora accesso diretto a beach club privati, concierge h24, chef stellati su richiesta e — dettaglio non secondario — un contesto internazionale consolidato da decenni. In Costa Smeralda, invece, il costo è parte integrante del racconto: paghi per esserci, prima ancora che per soggiornare.
Poi ci sono le icone mediterranee. Positano e Amalfi offrono scenari verticali da cartolina, servizi iper-personalizzati e una logistica complicata che, paradossalmente, fa lievitare ulteriormente i prezzi. In Forte dei Marmi o Monte Argentario, invece, il lusso è più discreto ma altrettanto selettivo: ville immerse nella pineta, stabilimenti esclusivi, una clientela fidelizzata da decenni.
E poi c’è la Grecia, con Kalafatis e Mykonos in testa: qui la villa non è solo una casa, ma un piccolo resort privato, spesso con Dj set, sicurezza dedicata e servizi da hotel a cinque stelle. Non a caso, piattaforme come Booking evidenziano come le ville di fascia alta siano progettate per offrire “spazio, privacy e servizi completi” a una clientela globale sempre meno sensibile al prezzo.
In questo panorama, Marina di Ragusa appare quasi come un laboratorio. Bella, accessibile, storicamente legata alla villeggiatura familiare, oggi si ritrova a dialogare — almeno nei listini — con destinazioni che hanno costruito il loro mito in decenni. Il risultato è quella “strana schizofrenia” già raccontata: accanto al bilocale popolare, la villa da capogiro. Qualcuno associa certe cifre a “prezzi civetta”. Ma allora questa formula dovrebbe valere per le altre destinazioni!
Un altro elemento potrebbe rimescolare le carte: i viaggi. Per l’estate 2026 si moltiplicano le preoccupazioni legate alla disponibilità di carburante per l’aviazione, con possibili ripercussioni su voli, costi e frequenze. Se volare verso Dubai o Mykonos dovesse diventare più complicato — o semplicemente più caro — destinazioni raggiungibili via terra o con tratte brevi potrebbero guadagnare terreno. E qui Marina di Ragusa torna in partita, sebbene sconti la difficoltà a raggiungerla per l’assenza di autostrade e la presenza di cantieri lungo le vie di comunicazione. Resta l’accesso agli yacht in stile “Monte Carlo”, ma con qualcosa di diverso: accessibilità, autenticità e — almeno per ora — prezzi che, per quanto sorprendenti, restano ancora lontani dalle vette assolute del lusso internazionale. Per esempio: un appartamento a Santa Barbara si prende ancora a 2200 euro per luglio e a 3000 euro per tutto agosto. In fascia alta, comunque, Marina di Ragusa batte l’altra siciliana Taormina – nella quale il prezzo più alto in villa sfiora i 75mila euro sempre nei primi 15 giorni di agosto – e non è soltanto un indizio.
Comunque i 95mila euro della perla del litorale ibleo fanno notizia. Ma, nel grande gioco dell’estate globale, sono quasi un biglietto di ingresso. E forse è proprio questo il punto: capire se Marina di Ragusa vuole davvero sedersi a quel tavolo — o se preferisce restare, con un sorriso ironico, tra le poche mete dove il lusso prova ancora a spiegarsi.
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