Sono stati attivati dall’Asp di Ragusa nuovi spazi ambulatoriali dedicati negli ospedali “Busacca” di Scicli e “Maggiore-Baglieri” di Modica. Un intervento che punta a rendere ancora più capillare l’accesso ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie mammarie, offrendo alle pazienti un percorso assistenziale più vicino, rapido ed efficace. L’iniziativa si inserisce nel più […]
Anche la festa del “Gioia” di Scicli è da cambiare: le parole del vescovo Rumeo a Cava d’Aliga
27 Apr 2026 11:53
Tre strumenti musicali andati distrutti, un musicante ferito con tre denti “saltati”. Il bilancio della processione del “Gioia Cristo Risorto” a Scicli è stato pesante. La banda musicale “decimata” materialmente ed emotivamente. Dopo la festa di Pasqua era calato il silenzio. Imbarazzo o disagio? In città si era parlato di successo turistico ma s’è taciuto su quanto era accaduto durante le processioni nei diversi orari del giorno di vigilia e della Pasqua stessa. Ieri sera, nella piccola ed accogliente chiesa Cuore Immacolato di Maria, il vescovo Salvatore Rumeo il suo pensiero non lo ha mandato a dire. Lo ha detto chiaramente in un passaggio dell’Omelia. Davanti a giovani e meno giovani è stato chiaro ma anche carico di amarezza. Ha parlato di “cortei” e non di processioni che non hanno nulla di religioso. Ha fatto intendere che nella sua seconda tappa domenicale di ieri a Modica per i festeggiamenti esterni del patrono San Giorgio avrebbe fatto il…bis. Avrebbe espresso un “richiamo” forte verso le regole da rispettare nelle processioni religiose. Nel silenzio dell’unica navata della chiesetta della borgata i cresimandi e le loro famiglie hanno ascoltato e si sono interrogati. E perchè no: hanno detto pure grazie al vescovo Rumeo per aver parlato di disciplina e rispetto.
A ragione un discorso lineare che deve raggiungere organizzatori e fedeli.
La tappa di Cava d’Aliga ha fatto presagire quanto accaduto a Modica con il pastore della chiesa netina protagonista di un messaggio forte e rispettoso di finalità e contesto liturgico in cui si svolge una festa religiosa. E diciamolo pure: quando ci vuole, ci vuole. Processioni più simili a scorribande in strade con il clero che non riesce a contenere impulsi umani a volte negativi e sfilate fra vie principali e viuzze strette quasi a voler raggiungere chissà chi, a voler omaggiare chissà chi, a voler dimostrare e dire chissà che cosa non fanno bene alla liturgia cristiana, danno solo “punti” a chi scende in campo solo per mostrare forza, destrezza e spavalderia. Per il vescovo Rumeo è stato doveroso il richiamo ed il popolo di Dio, nella comunità cavadalgese, lo ha apprezzato nel rispetto del contesto liturgico di una processione che, se non interpretato adeguatamente, rischia di franare in folklore.
© Riproduzione riservata