“Blitz” del vescovo mons. Rumeo alla festa di San Giorgio a Modica: “Molte le cose da rivedere”

Presenza a sorpresa quella del vescovo della diocesi di Noto, mons. Salvatore Rumeo, che ha deciso di partecipare ai festeggiamenti di San Giorgio a Modica. Un intervento non programmato, ma destinato a lasciare il segno e ad aprire un dibattito.

Intervenendo anche in diretta televisiva su Video Mediterraneo, durante la festa, il vescovo ha voluto chiarire subito un punto: «Non sono ospite, ma padrone di casa». Un’affermazione che ribadisce il ruolo della Chiesa nella gestione e nel significato delle celebrazioni religiose.

Mons. Rumeo non ha nascosto le sue perplessità sull’evoluzione della festa negli anni. Secondo il presule, infatti, l’evento avrebbe progressivamente assunto un carattere più “pagano” che religioso, con una perdita evidente di momenti di preghiera e raccoglimento. «Non si tratta più di una processione, ma di un corteo», ha dichiarato, una definizione destinata inevitabilmente a far discutere fedeli e organizzatori.

Il vescovo ha richiamato anche un documento già esistente, redatto da mons. Giuseppe Malandrino, un direttorio che disciplina le modalità delle processioni e che – ha sottolineato – non può essere ignorato. «La fede è assoluta – ha spiegato – ma bisogna rivedere alcuni aspetti: i testi di preghiera, le soste, i percorsi, la presenza di manifestazioni di gioia che devono essere sempre contenute».

Nel suo intervento, mons. Rumeo ha evidenziato diverse criticità: dalla durata eccessiva della processione, alle modalità con cui vengono effettuate le soste, fino alla scelta dei percorsi. Questioni che, ha precisato, non riguardano solo Modica ma più in generale molte feste religiose della Diocesi.

Nessuna polemica, ha assicurato il vescovo, ma la volontà di “purificare” queste celebrazioni e restituire loro un significato autenticamente spirituale. «Bisogna fare discernimento – ha concluso – capire ciò che è bene da ciò che non è bene».

A tal fine, mons. Rumeo ha annunciato che il tema sarà affrontato nelle sedi opportune: dal consiglio presbiterale al collegio dei consultori, fino all’ufficio liturgico diocesano. L’intenzione è quella di convocare anche tutti i protagonisti della festa attorno a un tavolo, per avviare un confronto costruttivo e condiviso sul futuro delle celebrazioni.

Un intervento che segna un punto di svolta e che apre una riflessione più ampia sul rapporto tra tradizione, devozione popolare e identità religiosa. Poco dopo cori da stadio nel momento in cui ad omaggiare San Giorgio sono stati i tifosi del Modica Calcio, con bandiere e fumogeni, un po’ per celebrare il santo e un po’ per celebrare la vittoria con la promozione di campionato. La foto dell’articolo è tratta da Facebook / Raffaele Di Rosa

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