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Con i redditi tra i più bassi d’Italia giochiamo in azzardo 1 miliardo l’anno: il caso Ragusa
26 Apr 2026 09:04
Incrociando i dati del dipartimento delle Finanze sui redditi Irpef inseriti nella dichiarazione dei redditi del 2025 sull’anno fiscale 2024 e quelli nella Relazione 2025 del ministero dell’Economia sul settore dei giochi pubblici, entrambi rilasciati in settimana, emerge un “caso Ragusa”. Perché, da un lato viene dichiarato un reddito medio di 18mila euro scarsi tra i 323 mila residenti; dall’altro c’è una raccolta complessiva che supera il miliardo di euro (oltre 1,017 miliardi), a fronte di vincite per circa 893 milioni.
La spesa effettiva dei giocatori – ovvero la perdita netta – si attesta a circa 123,5 milioni di euro, mentre le entrate erariali superano i 50 milioni. Attenzione alla cifra del totale delle perdite: 123 milioni e mezzo di euro. Significa che ogni ragusano, compresi neonati e coloro che non giocano 1 euro a slot machine, Lotto, Supernalotto, ma soprattutto nei giochi online, ha perso, solo nel 2025, 382 euro. Quindi c’è chi ha perso molto, ma molto di più.
Nelle disponibilità di reddito, ogni residente in terra iblea lo scorso anno ha giocato la media di 3.148 euro. Tremilacentoquarantotto euro, sempre neonati e non giocatori compresi. Quindi, ovviamente, c’è chi ha giocato molto, ma molto di più. E sono tanti.
La Relazione 2025 del ministero dell’Economia e delle Finanze sul settore dei giochi pubblici restituisce l’immagine di un comparto in profonda trasformazione, sospeso tra esigenze di gettito erariale, innovazione tecnologica e crescente attenzione agli impatti sociali. Il sistema italiano, fondato sulla riserva statale e sul modello concessorio, continua infatti a rappresentare una fonte significativa di entrate per lo Stato, ma mostra segnali evidenti di evoluzione strutturale.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda il cambiamento del modello distributivo. Accanto alla tradizionale rete fisica – composta da bar, tabaccherie e sale dedicate – si è progressivamente affermato il canale online, che negli ultimi anni ha assunto un ruolo dominante. Questo spostamento ha inciso sia sui volumi complessivi sia sulla composizione dell’offerta, con un aumento dei giochi a maggiore componente tecnologica e una riduzione relativa del peso degli apparecchi da intrattenimento.
Proprio il comparto delle slot machine e delle VLT (acronimo di Video Lottery Terminal), storicamente centrale per il gettito erariale, è oggi in contrazione. La raccolta risulta in calo rispetto al periodo pre-pandemico, anche a causa dell’aumento della pressione fiscale e delle restrizioni introdotte a livello locale, come limiti orari e distanziometri. A ciò si aggiunge la concorrenza del gioco a distanza, che offre payout più elevati e una fruizione più immediata.
Di segno opposto è invece l’andamento del gioco online e delle scommesse, che registrano una crescita sostenuta. L’espansione del digitale rappresenta uno dei tratti distintivi della fase attuale e pone nuove sfide regolatorie, in particolare sul piano della tracciabilità e della tutela dei giocatori.
Il dato più rilevante è proprio quello della spesa reale: rapportata alla popolazione provinciale, equivale a sopramenzionati 382 euro annui per abitante. Si tratta di una media che, pur non riflettendo la distribuzione effettiva del fenomeno, evidenzia comunque un livello significativo di partecipazione al gioco. Anche a Ragusa emerge con chiarezza il predominio del canale digitale. I giochi di abilità online rappresentano infatti la quota largamente maggioritaria della raccolta, con oltre 900 milioni di euro, distanziando nettamente tutte le altre tipologie. Seguono, a grande distanza, le lotterie istantanee, il Lotto e gli altri giochi tradizionali, mentre il comparto fisico appare progressivamente ridimensionato.
Questo dato locale conferma una tendenza nazionale: il passaggio da un modello basato sulla prossimità fisica a uno centrato sull’accesso digitale. Una trasformazione che, se da un lato aumenta l’efficienza e la tracciabilità, dall’altro solleva interrogativi sul controllo dei comportamenti di gioco e sulla prevenzione delle forme patologiche.
Sul piano istituzionale, il rapporto evidenzia inoltre le criticità legate alla governance del settore. La coesistenza tra competenza statale e regolazione locale ha prodotto nel tempo una forte eterogeneità normativa, con effetti sulla distribuzione territoriale dei punti gioco e sulle strategie degli operatori.
Parallelamente, si rafforzano le attività di controllo e contrasto all’illegalità, così come le iniziative per il gioco responsabile, ormai riconosciuto anche come tema di salute pubblica.
Dati completi provincia di Ragusa
- Raccolta (giocato totale):
1.017.121.521,04 € - Raccolta netta / validata:
1.017.039.827,18 € - Vincite ai giocatori:
893.492.605,27 € - Entrate erariali (imposte):
50.284.681,50 € - Spesa effettiva dei giocatori (perdita netta):
123.547.221,92 €
Come si leggono questi numeri
- La raccolta è tutto il denaro giocato (oltre 1 miliardo: molto alto per una provincia).
- Le vincite sono quanto torna ai giocatori (~893 milioni).
- La spesa reale (dato più importante socialmente) è circa 123,5 milioni:
cioè quanto i cittadini di Ragusa perdono effettivamente. - L’Erario incassa poco più di 50 milioni.
Dettaglio per tipologie
- Giochi di abilità (online):
933.591.691 € di raccolta (dominante assoluto) - Lotterie istantanee (Gratta e Vinci):
60.056.550 € - Lotto:81.648.671 €
- Scommesse ippiche (agenzia):
10.809.779 € - Bingo:
26.657.407 € - VLT:
circa 55 milioni
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