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Iron Island a Marina di Ragusa: ecco gli “uomini d’acciaio” ma c’è protesta per viabilità
26 Apr 2026 13:24
Domenica di grande sport, fatica e accesi confronti a Marina di Ragusa. La frazione balneare è stata oggi la cornice della prima edizione di Iron Island, una manifestazione di triathlon estremo che ha richiamato atleti da tutta Italia per il circuito nazionale 70.trilogy. Se da un lato il lungomare ha celebrato il trionfo degli “uomini d’acciaio”, dall’altro la rete si è infiammata, dividendo i cittadini tra chi critica i disagi alla viabilità e chi difende a spada tratta il valore dell’evento.
Il verdetto del campo:
La cronaca sportiva consegna alla storia una gara maschile di altissimo livello. Secondo gli ultimi calcoli cronometrici
Podio Maschile
La competizione maschile ha visto una battaglia serrata, risolta per poco meno di due minuti e mezzo. Luigi Saporito (T.T. Palermo) si è aggiudicato il gradino più alto del podio con un tempo complessivo di 4:27:41, costruendo il suo vantaggio grazie a un’ottima frazione di nuoto e una solida chiusura nella corsa.
Al secondo posto si è classificato Luca Antonio Giammona Indaco della Triathlon Motycense asd, che nonostante sia stato il più veloce in sella alla bici, ha chiuso in 4:30:05. A completare il podio, il suo compagno di squadra Federico Cantelli, che ha tagliato il traguardo in 4:33:53 dopo una prova molto equilibrata.
Podio Femminile
In ambito femminile, il dominio è stato netto. Nicoletta Santonocito (Magma Team ASD) ha trionfato con il tempo di 4:54:38, facendo registrare prestazioni eccezionali in tutte e tre le discipline e distaccando sensibilmente le inseguitrici.
La medaglia d’argento è andata a Deborah Schembri del Team David Agoness, che ha concluso la gara in 5:16:11, difendendosi bene soprattutto nella frazione ciclistica. Infine, il terzo posto è stato conquistato da Venera Valentina Bonfiglio (ASD Tre Castagni in Bici), che ha chiuso la sua prova con il tempo di 5:45:25.
Viabilità e social: la città si divide
Come spesso accade per i grandi eventi che “blindano” il centro cittadino, la gestione del traffico è diventata il tema caldissimo della mattinata. L’ordinanza comunale, che ha previsto la chiusura del Lungomare Andrea Doria e di Piazza Malta per garantire la sicurezza degli atleti impegnati nelle frazioni ciclistiche e podistiche, ha generato incolonnamenti e nervosismo tra automobilisti e residenti.
Tuttavia, ai numerosi commenti di protesta apparsi sui social, hanno risposto altrettanti cittadini con un’opinione diametralmente opposta. Si è scatenato un vero e proprio “fuoco incrociato” di commenti: da una parte chi lamentava il “sequestro” della frazione e i danni economici per i locali meno raggiungibili, dall’altra chi ha bacchettato la tendenza alla lamentela costante.
La protesta corre sui social: “Accessi negati e Marina isolata”
Nonostante l’impegno del personale dell’organizzazione nel fornire scorta ai residenti, il malumore è esploso rapidamente sui social network. Molti cittadini hanno lamentato l’eccessiva durata delle chiusure e la difficoltà di raggiungere non solo il centro di Marina, ma anche il collegamento verso Donnalucata.
“Un evento bellissimo, ma non si può sequestrare una frazione per un’intera domenica” scrive un utente su Facebook, lamentando l’impossibilità di raggiungere le proprie abitazioni o le attività commerciali. Le critiche si sono concentrate soprattutto sulla tempistica delle chiusure, che avrebbero limitato l’accesso ai locali della zona proprio nelle ore di punta del pranzo domenicale, momento cruciale per l’economia locale in questo inizio di stagione.
“Se non c’è nulla ci si lamenta, se c’è qualcosa pure”
Molti utenti hanno preso le difese dell’organizzazione, sottolineando come Marina di Ragusa non possa ambire a essere una località turistica di rilievo senza accettare, di tanto in tanto, i piccoli sacrifici che i grandi eventi comportano. “Ci si lamenta se Marina è morta, ci si lamenta se si organizza un evento nazionale che porta centinaia di persone: non siamo mai contenti”, scrive un residente in un commento social.
In molti hanno fatto notare che le modifiche alla viabilità, seppur scomode, erano l’unico modo per garantire l’incolumità dei partecipanti e degli spettatori. La tesi sostenuta da questa fazione è semplice: un disagio di poche ore è un prezzo equo da pagare per vedere il nome di Ragusa inserito nei circuiti sportivi d’eccellenza, portando indotto e visibilità a tutto il territorio.
Un equilibrio difficile da trovare
Resta il fatto che il Trofeo Triathlon Magna Grecia ha proiettato Marina di Ragusa in un circuito sportivo d’élite, valorizzando il binomio natura-sport tipico del Sud Italia
Tra il sudore dei campioni sul podio e le discussioni al veleno sulle tastiere, Marina di Ragusa dimostra di essere una piazza viva, ambiziosa, ma ancora alla ricerca della sintesi perfetta tra accoglienza turistica e vivibilità urbana.


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