A Scicli un 25 Aprile senza barriere: l’Inno di Mameli cantato nella Lingua dei Segni. VIDEO

A Scicli la celebrazione della Liberazione ha assunto quest’anno un significato ancora più profondo, trasformandosi in una lezione magistrale di inclusione e cittadinanza attiva. Se il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, la cittadina barocca ha voluto che lo fosse davvero, “abbattendo” l’ultima barriera: quella del suono.

La novità: l’Inno in LIS

Per la prima volta nella storia delle celebrazioni cittadine, l’Inno di Mameli è stato “cantato” anche nella Lingua dei Segni Italiana (LIS). Un’iniziativa senza precedenti a livello locale, che ha commosso i presenti e dato un volto nuovo alla solennità della cerimonia.

Mentre la banda intonava le note di Novaro, il servizio di traduzione ha permesso a tutti di “sentire” le parole dell’identità nazionale, rendendo il momento dell’alzabandiera un’esperienza realmente universale. La libertà, d’altronde, non è tale se non è accessibile a tutti.

Il ruolo della Cooperativa Agire

Dietro questo gesto di grande civiltà c’è il lavoro della Cooperativa Agire, una realtà che a Scicli è ormai sinonimo di integrazione d’eccellenza. La cooperativa è nota per il suo progetto pionieristico che vede il coinvolgimento di diversi ragazzi con disabilità nella gestione turistica di uno dei luoghi simbolo della Sicilia: l’ufficio del commissario più famoso della TV.

Sono proprio questi giovani a occuparsi dell’accoglienza e della fruizione del set de “Il Commissario Montalbano” all’interno del Palazzo Comunale, trasformando la disabilità in una risorsa preziosa per il turismo e la cultura. La loro partecipazione attiva alla cerimonia del 25 Aprile non è stata solo una presenza formale, ma la testimonianza di come i valori della Resistenza — dignità, uguaglianza e partecipazione — siano vivi e operanti nella quotidianità della comunità sciclitana.

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