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Omicidio di Angelo Ventura: Lo Monaco condannato in abbreviato a 8 anni
18 Mar 2026 19:29
Doveva rispondere davanti al gip presso il Tribunale di Ragusa, Eleonora Schininà, di omicidio colposo, detenzione e porto di arma clandestina e da guerra e ricettazione. Francesco Lo Monaco, difeso dall’avvocato Matteo Anzalone, è stato condannato in primo grado e con rito abbreviato alla pena di 8 anni come richiesto dalla pubblica accusa, rappresentata dal pm Monica Monego, oltre a 8.000 euro di multa. Otto i parenti di Ventura che si erano costituiti parte civile attraverso gli avvocati Nunzio Citrella, Salvatore Citrella, Claudio Zago e Diletta Corallo. Il giudice ha fissato in 60 giorni il termine per il deposito della motivazione e ha condannato Lo Monaco anche al pagamento delle spese processuali e di mantenimento in carcere, alle spese processuali sostenute delle parti civili rimandando ad altra sede i risarcimenti del danno alle stesse.
I fatti
Era il 29 gennaio 2025, quando un colpo partito da un’arma clandestina aveva colpito alla coscia Angelo Ventura, allora 39enne. Ferito gravemente, era stato portato in macchina e lasciato all’ospedale di Vittoria da Francesco Lo Monaco e da un’altra persona estranea ai fatti. Forse una resezione dell’arteria femorale. Ventura, operato in Chirurgia vascolare, era poi deceduto la mattina successiva.
La ricostruzione fornita da Lo Monaco
Secondo la ricostruzione fornita da Lo Monaco – che si era consegnato alla Polizia accompagnato dal suo legale, l’avvocato Matteo Anzalone- versione data in sede di interrogatorio e confermata anche nelle fasi successive, Angelo Ventura si sarebbe recato a casa di Lo Monaco per provare un’arma che Ventura stesso deteneva. Sarebbe stato il Ventura stesso nel terrazzo della casa dove abitava Lo Monaco, a esplodere i colpi; il primo non provocò danni ma nello sparare il secondo, l’arma si sarebbe in qualche modo inceppata e la canna si sarebbe rivolta verso Ventura stesso colpendolo. Resosi conto della gravità della situazione, Lo Monaco sarebbe andato a svegliare un vicino di casa per chiedere aiuto e insieme avrebbero accompagnato Ventura in ospedale. Impaurito dalle conseguenze, Lo Monaco, gravato da numerosi precedenti, sarebbe poi tornato a casa. Alla Polizia aveva consegnato arma, telefoni cellulari e i vestiti che indossava, sottoponendosi volontariamente allo stub, il tampone che raccoglie le tracce di esplosivo e che serve per verificare se chi vi si sottopone abbia utilizzato o meno un’arma. Anche i vestiti indossati da Lo Monaco erano stati inviati al laboratorio della polizia scientifica di Roma. Un tragico incidente seppure con una dinamica singolare, quello raccontato da Lo Monaco. Una tesi che ha portato alla modifica del capo d’accusa da omicidio volontario a omicidio colposo.
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