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Dalla protesta contro i missili al riconoscimento ufficiale: Comiso proclamata “Città della Pace”
11 Mar 2026 09:48
Un riconoscimento che affonda le radici nella storia delle grandi mobilitazioni pacifiste degli anni Ottanta. L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la legge che riconosce ufficialmente Comiso come “Città della Pace”, sancendo il ruolo simbolico e politico che il territorio ha avuto nelle battaglie contro la guerra e per il disarmo.
A esprimere soddisfazione è la CGIL di Ragusa. Il segretario provinciale Giuseppe Roccuzzo sottolinea come la nuova normativa rappresenti il riconoscimento ufficiale di una lunga storia di mobilitazione civile e culturale.
Un simbolo delle mobilitazioni pacifiste
Secondo Roccuzzo, la legge approvata dal parlamento regionale restituisce alla città il ruolo che ha avuto nel movimento pacifista europeo.
«C’è soddisfazione per l’approvazione di questa legge – afferma – perché riconosce formalmente ciò che Comiso rappresenta da oltre quarant’anni nella coscienza collettiva della Sicilia e dell’Italia: un simbolo della mobilitazione per la pace e contro la logica della guerra».
Il provvedimento istituisce anche un comitato “Comiso Città della Pace”, con il compito di promuovere iniziative culturali, progetti educativi e momenti di confronto dedicati alla diffusione dei valori del dialogo tra i popoli e del disarmo.
La memoria delle proteste contro i missili
Il riconoscimento richiama una pagina fondamentale della storia italiana. Negli anni Ottanta proprio a Comiso nacque uno dei più importanti movimenti pacifisti europei, mobilitato contro l’installazione dei missili nucleari nella base NATO.
Una stagione di impegno civile guidata dall’intuizione politica di Pio La Torre, che riuscì a costruire un vasto fronte sociale e democratico contro la presenza di armamenti nucleari.
Quella mobilitazione segnò profondamente il territorio e trasformò Comiso in uno dei simboli internazionali della battaglia per la pace.
L’impegno della Cgil nel segno della pace
Negli anni successivi, quella eredità non è mai venuta meno. La Cgil di Ragusa ha continuato a promuovere iniziative, manifestazioni e momenti di riflessione sul tema della pace, mantenendo viva la memoria delle mobilitazioni degli anni Ottanta.
Tra queste anche la grande manifestazione organizzata nel 2022 proprio a Comiso, nel segno del messaggio lasciato da Pio La Torre.
Un segnale importante per la Sicilia e per il Paese
A sottolineare il valore del provvedimento è anche il segretario regionale della Cgil Alfio Mannino. Secondo il dirigente sindacale, il riconoscimento di Comiso come “Città della Pace” rappresenta un segnale significativo non solo per la Sicilia ma per tutto il Paese.
In un periodo segnato da conflitti e tensioni internazionali, riaffermare i valori della pace, del dialogo tra i popoli e del disarmo significa restituire centralità alla politica e alla responsabilità delle istituzioni.
Il ruolo della politica regionale
La Cgil di Ragusa ha espresso inoltre apprezzamento per il lavoro dell’onorevole Nello Dipasquale, primo firmatario del disegno di legge che ha portato al riconoscimento ufficiale.
Secondo il sindacato, si tratta di un’iniziativa legislativa capace di valorizzare la memoria storica del territorio e allo stesso tempo proiettarla nel futuro.
Con l’approvazione della legge, la Regione Siciliana non compie soltanto un gesto simbolico ma riconosce e rilancia un patrimonio civile e culturale che appartiene all’intera comunità.
Comiso diventa così, anche formalmente, un punto di riferimento per chi continua a credere che la pace non sia soltanto un ideale, ma una strada concreta da costruire ogni giorno.
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